Isole di calore in Città, uno studio le cataloga
Promosso da Regione Energia, individua una decina di casi sul territorio comunale. Il Municipale Mattia Lepori: ‘Ci siamo dati una strategia d’intervento’
Mancano una quarantina di giorni all’inizio dell’estate astronomica, ma chi sopporta a fatica il solleone già inizia a preoccuparsi, alla luce di temperature del mese di aprile che Meteo Svizzera assicura essere state sopra la media stagionale e nonostante il brusco calo e le ripetute piogge di questi ultimi giorni. Chi non ha la fortuna di poter trascorrere i mesi più caldi in montagna o in riva al mare, ma è costretto a convivere con l’afa e con l’inquinamento che in città rendono l’aria irrespirabile, si trova obbligato a cercare ristoro negli spazi verdi messi a disposizione da amministrazioni pubbliche sempre più attente a disinnescare quelle che vengono comunemente chiamate isole di calore. A Bellinzona, l’isola di calore che più inchiostro ha fatto scorrere è senza dubbio quella di Piazza del Sole. Ma non è certo l’unica e per questo motivo il Municipio da qualche anno si è fatto cofinanziatore di uno studio portato avanti dalla Regione Energia del Bellinzonese e dedicato alla mappatura delle isole di calore non solo della Città, ma di tutto il Bellinzonese. Uno studio consegnato qualche mese fa e che diventa uno strumento di lavoro per l’amministrazione pubblica nella lotta al progressivo surriscaldamento delle realtà cittadine. «Questo lavoro – conferma il Municipale Mattia Lepori, responsabile del Dicastero territorio e mobilità – ci ha permesso di avere una fotografia precisa, nella quale vengono evidenziati quelli che sono gli spazi più caldi all’interno del comprensorio cittadino e che l’ente pubblico, in questo caso il Comune, deve considerare prioritari per un intervento capace di migliorare la situazione. Sul territorio della Città sono stati evidenziati una decina di casi sensibili, tra i quali si possono citare il comparto sud delle Officine, Piazza del Sole o via Murate».
Proposte concrete per ogni comparto
Tuttavia, individuare il problema non è che metà della soluzione. Focalizzati i punti di intervento, si tratterà di agire su di essi. «E in questo lo studio ci può venire in aiuto, in quanto ha formulato una serie di proposte complete per ognuno dei comparti individuati. Per lo più, prevedono la piantumazione di nuove alberature con conseguente aumento del verde urbano, oppure la sostituzione della pavimentazione, ad esempio con grigliati erbosi al posto dell’attuale asfalto. Consapevole di come i Comuni saranno chiamati ad affrontare in maniera pragmatica i cambiamenti climatici, il Municipio si è pure dotato di un documento programmatico per la promozione del verde in città: in buona sostanza, si è dato una strategia di intervento».
In quest’ottica è estremamente importante avere una visione ad ampio raggio per poter incidere pure su quelle che sono le infrastrutture in via di realizzazione e sviluppare una città virtuosa. «Proprio per questo motivo – prosegue Mattia Lepori – ogni qual volta promuoviamo un intervento pubblico, che sia stradale oppure infrastrutturale, viene sempre coinvolto il responsabile del verde urbano. Il quale, con sguardo tecnico e conoscenza della materia, valuta dove e come è possibile aumentare la superficie del verde, magari piantando un albero oppure utilizzando una pavimentazione coerente con il concetto della città spugna. Un modus operandi che stiamo portando avanti già da qualche mese e che sta dando i primi frutti».
La sfida delle Officine
Un paio di esempi concreti: «In viale Portone si sta portando avanti un progetto immobiliare privato, proprio davanti alla fermata del bus. Grazie al dialogo intrattenuto con il promotore del progetto abbiamo raggiunto un accordo per il quale lui ci cede una parte del terreno a ridosso del marciapiede, così da aumentare lo spazio pubblico, e noi procederemo alla piantumazione di alberi e alla messa a norma della fermata secondo la legge per le pari opportunità dei disabili. L’aspetto della lotta alle isole di calore e dell’aumento delle superfici verdi viene sempre preso in considerazione dal Municipio, ad esempio quando vi è l’opportunità di pianificare nuovi comparti della città. La pianificazione più importante che stiamo portando avanti è l’aggiornamento della variante PR alle Officine, dove finora è stata praticata un’industria pesantemente cementificata su una superficie che supera i 100’000 metri quadrati: in questo caso, la Città ha la possibilità di pianificare un quartiere del futuro e lo deve fare secondo degli standard energetici e ambientali di qualità anche superiore rispetto alla norma alla quale siamo abituati».
Rimane l’isola di calore per eccellenza, quella di Piazza del Sole, per la quale un intervento drastico è difficile da immaginare: «Per la presenza dell’autosilo, ma anche perché il progetto di Livio Vacchini ha un suo valore architettonicourbanistico».
Ciò nonostante, la scorsa estate si è provato a intervenire, con risultati che hanno dato adito a infinite discussioni e con una popolazione che soltanto in parte ha apprezzato il tentativo: «Tramite installazioni temporanee di arredo urbano e una fontana per i bambini, si è cercato di migliorare la situazione, come era per altro già stato fatto in occasione dei 150 anni di AMB con l’apprezzata “nuvola”. L’arredo promosso a partire dallo scorso anno dal Municipio, non ha quale obiettivo principale di rinfrescare la piazza nei mesi più caldi, tuttavia, ha il pregio di rendere la piazza, nelle ore mattutine e serali, ma soprattutto nei mesi primaverili e autunnali, un luogo di sosta e non soltanto di transito».
BELLINZONA E VALLI
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2026-05-11T07:00:00.0000000Z
2026-05-11T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281612427026391
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