laRegione

Aiuti per le famiglie e gli organizzatori

Da gennaio è in vigore la nuova legge cantonale che introduce da subito diverse novità. Lombardo, presidente dell’Associazione Franca: ‘Impatto rilevante’

Di Marino Molinaro

Entrata in vigore questo gennaio sostituendo, unificando e potenziando quelle vecchie risalenti al 1973 (giovani) e al 1996 (colonie), la nuova Legge cantonale sulla promozione delle attività dell’infanzia e della gioventù, più semplicemente detta ‘Legge per i giovani e le colonie’, «rappresenta un deciso miglioramento rispetto al passato e risponde in modo concreto a una vera e propria emergenza sociale che da diversi anni ormai tocca in Ticino molti genitori e figli, quella di far conciliare le esigenze lavorative con i bisogni familiari, specialmente durante la lunga pausa scolastica estiva». Lo sottolinea alla ‘Regione’ Francesco Lombardo, da 15 anni promotore nel Bellinzonese delle colonie diurne dell’Associazione Franca: «Insieme a tante altre, la nostra associazione si ritiene molto soddisfatta di aver potuto partecipare, dando un contributo, a questo processo di trasformazione della nuova legge in funzione della realtà attuale».

Gli obiettivi principali della nuova legge, sottolinea Lombardo, sono molteplici: allargamento dei destinatari dalla fascia d’età 12-30 alla fascia 4-30 includendo bambini più piccoli; riconoscimento delle colonie diurne, che vengono ora sostenute al pari di quelle residenziali; sostegno a nuovi tipi di iniziative quali mentoring, educazione tra pari, centri di prossimità, progetti socioculturali, formativi, ecc.; ruolo rafforzato del Consiglio cantonale dei Giovani ora con funzione consultiva in tutte le decisioni che riguardano le nuove generazioni; promozione di valori fondamentali quali pari opportunità, inclusione, sostenibilità, solidarietà, bellezza e felicità, indicati dai giovani stessi; semplificazione amministrativa grazie a procedure snelle e contributi quasi gratuiti per uso di suolo pubblico, scuole, impianti sportivi. Alla voce ‘finanziamento’ è allocato un milione di franchi annuo, per i primi tre anni coperti da Swisslos e successivamente dal Piano finanziario cantonale.

Progetti innovativi sin dai 4 anni

Di fronte a queste novità, «è rilevante l’impatto a favore delle associazioni che si occupano di attività extrascolastiche e di socializzazione». Dapprima, rammenta Lombardo, «parliamo di legittimazione legale: le colonie diurne sono ora riconosciute ufficialmente, permettendo di accedere a fondi cantonali e a contributi familiari». Vi è poi un sostegno ampliato: «È ora possibile promuovere progetti innovativi con bambini fin dai quattro anni d’età e favorire l’educazione attiva e la partecipazione». Come accennato prima, un punto a favore è anche «la riduzione di costi e oneri amministrativi, grazie a semplificazioni e contributi per spazi e infrastrutture». Infine, ma non ultima, la partecipazione giovanile: «I ragazzi sono coinvolti attivamente nella progettazione, svolgendo ruoli da animatori o mentori».

‘Coinvolgimento attivo’

Dai principi legislativi alla pratica il passo è breve. Nonostante la base legale un po’ antiquata, da tre lustri come detto le colonie diurne dell’Associazione Franca «giocano sul territorio un ruolo chiave nello sviluppo sociale, educativo e integrativo dei bambini in Ticino, in particolare per chi risiede nel Comune di Arbedo-Castione, ma anche in tutto il Bellinzonese. Il nuovo quadro normativo cantonale – ne è convinto Lombardo – valorizza queste esperienze, estendendo il sostegno pubblico a tutti i tipi di colonie, anche diurne, e promuovendo un coinvolgimento attivo delle giovani generazioni in contesti sempre più inclusivi e partecipativi».

Conciliazione famiglia-lavoro

Ogni anno l’associazione propone colonie diurne a tema: questa estate, dal 22 giugno al 31 luglio, il tema scelto è quello dello “Spazio al gioco, spazio al futuro”. Si tratta di animazioni e attività destinate a bambini e ragazzi «con programmi creativi, inclusivi e centrati sulla partecipazione attiva», bene esposti sul sito www.associazionefranca.ch. «Supportata dal Comune, l’importanza di un tale servizio sul territorio è rilevante perché le sue attività offrono esperienze comunitarie in un contesto sicuro e non residenziale, ideali per motivi di conciliazione famiglia-lavoro, una vera e propria emergenza sociale una volta chiuse le scuole». La legge cantonale, come detto, «ora le riconosce ufficialmente, estendendo il sostegno anche alle colonie diurne. Inoltre, favoriscono la socializzazione, l’autonomia e lo sviluppo di competenze emotive nei più piccoli e incoraggiano forme di partecipazione attiva e inclusione, coinvolgendo anche bambini con bisogni speciali, e spesso sono accessibili grazie a contributi sociali».

BELLINZONA E VALLI

it-ch

2026-06-02T07:00:00.0000000Z

2026-06-02T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281612427070922

Regiopress SA