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A Curzútt e Mornera ora serve una svolta

Dal Piano d’azione per lo sviluppo coordinato emerge la necessità di rinnovare la funivia, migliorare l’accessibilità generale e di pensare a un’unica governance

“La montagna della sponda destra di Bellinzona si trova oggi a un bivio strategico, un momento ricco di potenziale generato dal successo degli ultimi anni, in particolare a seguito dell’apertura del ponte tibetano nel 2015, ma anche denso di sfide che non possono più essere rimandate e di cui la Città è consapevole”. È quanto viene indicato dal Municipio di Bellinzona riprendendo le considerazioni fornite dal Piano d’azione per lo sviluppo coordinato della montagna di sponda destra, fatto proprio dal Consiglio direttivo dell’Ente autonomo Carasc e dal Municipio.

Le criticità

“Il grande afflusso di visitatori ha portato le infrastrutture e il modello gestionale attuale ai loro limiti naturali”. L’accessibilità alla sponda destra è notoriamente limitata, e questo costituisce uno degli ostacoli principali al suo pieno sviluppo turistico. La porta d’accesso principale è indubbiamente la funivia Monte Carasso-Mornera, che se in estate è molto gettonata può invece essere sfruttata molto di più nelle altre stagioni, sempre più miti anche in quota. Nelle valutazioni con il tavolo di lavoro strategico è quindi subito emersa la chiara necessità di migliorare le modalità di accesso, rendendole maggiormente attrattive o creando nuove possibilità o percorsi per arrivare a Curzútt. La maggior parte delle offerte dipende infatti da un sistema di accesso affidabile e performante, mentre allo stato attuale la funivia mostra diverse criticità strutturali e gestionali. Le recenti revisioni e indagini delle parti elettromeccaniche e di genio civile indicano che la funivia dovrà essere ristrutturata nel giro di circa dieci anni.

Costruire un’identità comune

L’importanza della funivia è data anche dal fatto che la maggior parte delle attrazioni è localizzata proprio sul suo asse; per contro, le attrazioni turistiche ed escursionistiche che valorizzano comparti secondari e vie di accesso alternative sono oggi poco valorizzate e sfruttate dal pubblico, in particolare in inverno. In merito alla promozione “i turisti che non conoscono la località potrebbero essere disorientati nella pianificazione della propria visita dalla mancanza di un’identità unica (nome, logo, sito web ecc.) che centralizzi le informazioni”. Proprio in questo ambito il Consiglio direttivo intende intervenire in tempi brevi.

Altra criticità evidenziata è la gestione dell’offerta turistica e delle risorse territoriali che risulta frammentata e condivisa da un notevole numero di enti, ciò che rende difficoltosa l’integrazione delle varie offerte in un prodotto che possa risultare uniforme agli occhi dei visitatori.

Le misure necessarie

Il Piano d’azione ha individuato una rotta condivisa per la prossima fase di sviluppo: l’obiettivo non è più semplicemente attrarre visitatori, ma accoglierli in un “Parco montano” curato, accessibile e sostenibile. Per realizzare questa visione, il primo passo, indispensabile e fondante, consiste nel superare la frammentazione che ha finora limitato le potenzialità del territorio. La vera svolta è rappresentata quindi dal raggiungimento di una struttura di governance unica e integrata.

“Parallelamente è necessario iniziare a riflettere, insieme al Patriziato di Monte Carasso quale proprietario, sul rinnovo della funivia Monte Carasso-Mornera”. La soluzione pragmatica e ponderata di un impianto moderno ma non sovradimensionato rappresenta la dimostrazione di un approccio maturo, che privilegia l’affidabilità e la sostenibilità finanziaria, garantendo un servizio di qualità senza inseguire picchi di domanda insostenibili. A questo pilastro si affiancherà un sistema di mobilità dolce e integrata, ad esempio con uno shuttle bus “esperienziale”. Una volta poste queste solide fondamenta, lo sguardo potrà aprirsi a orizzonti più ampi per mettere in rete grotti, capanne, alpi e panorami, distribuendo i flussi.

Il Piano d’azione, commissionato dall’Ente autonomo Carasc, è stato realizzato dalla società esterna Comal.ch Sa con l’accompagnamento – attraverso un tavolo di lavoro operativo e uno strategico – di un gruppo di lavoro costituito da rappresentanti della Città, dell’Ente autonomo stesso, dell’Otr Bellinzona e Valli, dell’Ersbv, della Fondazione Curzútt-San Bernárd e del Patriziato di Monte Carasso.

Alcuni numeri

La comprensione del potenziale di sviluppo e l’effettiva attrattiva della montagna di sponda destra è passata dall’analisi dei numeri della funivia Monte Carasso-Mornera. Prima dell’apertura del Ponte Tibetano (nel 2015) si contavano mediamente circa 36’000 passaggi annui. In seguito, i numeri sono stati mediamente 47’000: un aumento significativo di circa 11’000 passeggeri annui. Dall’analisi emerge che il costo dei biglietti è talvolta non proporzionato al reale costo sostenuto per garantire l’esercizio della funivia. Più in generale, complessivamente i visitatori di Mornera e Curzútt negli ultimi anni si sono stabilizzati tra i 40’000 e i 50’000 all’anno. Per quanto riguarda i posti letto, nel comprensorio ne sono disponibili circa 175 in strutture di diverso genere, capanne comprese. Per quanto riguarda i target dell’offerta, al primo posto ci sono le famiglie, poi sportivi, coppie e persone della terza età. Si stima che la provenienza dei visitatori sia per la maggior parte costituita da locali e persone domiciliate oltre Gottardo. I visitatori provenienti dall’estero sono stimati nell’ordine del 5-10% e sono concentrati soprattutto nella stagione estiva.

BELLINZONA E VALLI

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2026-08-12T07:00:00.0000000Z

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