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‘Stiamo rivedendo il monitoraggio’

Il capo Sezione forestale espone il nuovo approccio pensato per far fronte a situazioni come quella di Sementina sfociata venerdì in un blocco viario

Di Marino Molinaro

«Stiamo rivedendo il sistema di monitoraggio e di approccio nelle zone a rischio frane e crolli lungo le vie di comunicazione ticinesi, affinché situazioni come quella verificatasi settimana scorsa a Sementina siano gestite tramite un dispositivo d’intervento per quanto possibile efficiente e rapido, sia a favore della viabilità, sia per la messa in sicurezza di strutture e persone». Andrea Pedrazzini, capo della Sezione forestale cantonale, da una parte fa il punto sullo smottamento di venerdì pomeriggio che ha mandato in tilt per diverse ore la viabilità nel Piano di Magadino, dall’altra espone la «nuova strategia che stiamo approntando sulla rete viaria cantonale alla luce di vari fattori e, come detto, sempre pensando alla sicurezza delle persone». Partiamo da Sementina, dove sono scesi circa venti metri cubi fra massi, terra e piante. Pochi ma sufficienti a innescare un grosso problema e a richiedere un grande sforzo. Sforzo di pazienza per i conducenti rimasti imbottigliati; e di pronto intervento per i servizi cantonali, con la polizia dispiegata agli incroci principali per deviare i veicoli, e i servizi tecnici impiegati a liberare quanto prima la carreggiata e a mettere in sicurezza il tratto in questione. «Hanno lavorato fino all’una di notte per posare due reti paramassi provvisorie e una dozzina di blocchi in cemento». Obiettivo principale immediato dunque raggiunto.

‘Arteria sorvegliata, ma finora quel punto non aveva dato segnali’

Di sicuro, sottolinea Pedrazzini, «stiamo parlando di una strada di diversi chilometri che scorre parzialmente ai piedi di un pendio dove in più punti sono state realizzate negli anni opere di premunizione laddove si sono verificati ripetuti smottamenti». Il catasto cantonale degli eventi naturali, consultabile online, presenta in effetti una corposa casistica. Fra gli altri citiamo due casi emblematici: la curva a S di Gudo e la parete rocciosa sopra l’ex Birreria di Carasso. «Nel secondo caso il ripetersi di vari crolli, e vista la nuova situazione viaria generata dal semisvincolo, ci ha spinti a eseguire nel 2024 e l’anno scorso interventi decisivi in parete. Per Sementina sarà presa una decisione a breve riguardo alla messa in sicurezza definitiva». Il punto esatto in zona Colombera dove venerdì si è verificato lo smottamento «finora non era monitorato, non avendo mai dato segnali di rischio. Lo è in generale tutto l’asse stradale, sebbene solo nei punti in cui la frequenza di eventi è nota». Nelle immediate vicinanze, ricordiamo, nel 2012 era piombato sulla cantonale un grosso masso di 4 metri cubi e nel 2021 uno più piccolo. Mai però uno smottamento.

‘Rianalizzare tutti i tratti potenzialmente a rischio’

Un monitoraggio dunque sufficiente?, chiediamo. «È proprio questo il punto», risponde Andrea Pedrazzini. «Considerati vari fattori, fra cui citerei la frequenza di due/tre crolli significativi ogni anno sulle infrastrutture stradali ticinesi, nonché i cambiamenti climatici che fragilizzano piante e terreno, abbiamo deciso di rivedere l’approccio. Un lavoro di valutazione e organizzazione che richiederà parecchio tempo. Dapprima abbiamo rianalizzato tutti i tratti di strada potenzialmente a rischio e incrociato i risultati col numero medio di veicoli al giorno. Quanto emerso ci permette ora d’individuare le tratte più esposte e maggiormente trafficate, sulle quali quindi concentrare gli sforzi di monitoraggio. Capita sempre più spesso infatti che luoghi ritenuti fino a ieri sicuri, oggi lo siano meno. In altri casi invece la rianalisi del rischio ci fa ritenere che non occorrano opere di premunizione. Inoltre bisogna anche preparare i vari servizi a intervenire il meglio possibile e in modo coordinato in caso di evento, su ogni singola tratta stradale, per contenere le conseguenze negative sul territorio». Stiamo parlando di polizia, soccorritori, geologi, tecnici, ditte, imprese.

La Legge di Murphy ha colpito duro

Certo pensando a quanto successo cinque giorni fa, e volendo sdrammatizzare, «citerei la ‘Legge di Murphy’ in base alla quale se qualcosa può andare storto, lo farà nel momento peggiore possibile». In effetti lo smottamento di Sementina si è verificato nell’ora di punta serale del venerdì, quando i pendolari e gli studenti iniziavano a tornare a casa, molte ditte si apprestavano a terminare i lavori della settimana e vi erano migliaia di turisti diretti sulle sponde del Verbano per il weekend di bel tempo. Strada di sponda destra percorsa giornalmente in media da 15mila veicoli, mentre quella di sponda sinistra – la più trafficata del Ticino – ne conta 27mila e per di più da qualche settimana deve convivere col nuovo sistema semaforico di Cadenazzo gestito da Ustra all’origine, per il momento, di più code rispetto alla situazione precedente. Assi interconnessi fra loro dalle stradine del Piano letteralmente prese d’assalto – nonostante il divieto di transito presente in più punti – e ben presto a loro volta bloccatesi. Insomma un bel casino. A dimostrazione di quanto sia fragile il quadro viario sull’asse Bellinzona-Locarno.

BELLINZONA E VALLI

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2026-10-13T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281612427362937

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