‘Equilibrio tra bisogni e risorse disponibili’
al Dss capo Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani (Ufag), replica su tutta la linea: “Il Gran Consiglio ha deciso e richiesto una Pianificazione del fabbisogno e dell’offerta d’accoglienza extrafamiliare. Questo strumento, presentato dal Consiglio di Stato nel maggio 2025, stabilisce quanti nuovi posti possono essere sostenuti con fondi pubblici tra il 2026 e il 2029, garantendo un equilibrio tra bisogno delle famiglie e risorse disponibili. Ogni decisione, dunque, dev’essere coerente con la Pianificazione voluta dal Gran Consiglio”. A fronte di diverse domande per nuove iniziative, “la Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, segnatamente l’Ufag, dopo attento esame ha approvato un numero rilevante di progetti la cui realizzazione è prevista tra il 2026 e il triennio successivo. Le decisioni si basano su criteri oggettivi, in particolare la coerenza con la pianificazione, le priorità territoriali e la qualità delle strutture. I progetti non sussidiati possono comunque essere realizzati e autorizzati, ma appunto senza sussidio pubblico”. E si arriva al caso Drago Mago citato da Cheda: “È importante che gli enti che intendono aprire o ampliare la propria attività sul territorio agiscano d’intesa con i servizi preposti. Il nostro Ufficio ha fatto tutto il possibile per trovare le soluzioni nell’interesse di tutte le famiglie coinvolte. A oggi non ci risulta che ci siano famiglie delle strutture gestite dall’associazione Polo Sud che non beneficiano dell’aiuto cantonale”.
Il sistema ‘si distingue per la sua equità’
Tornando alla critica di fondo, Marco Galli difende il sistema cantonale che “si distingue per la sua equità: gli aiuti, pari a ben 9,36 milioni di franchi nel 2025, sostengono tutte le famiglie che accedono a strutture sussidiate (oltre 10’000 bambini nel 2025 beneficiari di nidi, famiglie diurne e centri extrascolastici); tra queste il 35% beneficia della Ripam (riduzione premi assicurazione malattia) e accede a un aiuto supplementare pari al 33% della retta. Estendere i sussidi anche ai posti non previsti dalla pianificazione comporterebbe una riduzione generale degli aiuti, mettendo a rischio qualità e sostenibilità delle strutture, oltre a favorire una crescita indiscriminata (quindi non pianificata e non controllata) dell’offerta e una concorrenza sleale”.
Il settore ‘agisce correttamente’
Quanto poi all’attribuzione dei posti, conclude Galli, “al fine di professionalizzare ulteriormente i comitati degli enti gestori e rendere più trasparenti i funzionamenti delle associazioni sono state introdotte apposite direttive: in generale gli enti senza scopo di lucro gestiscono correttamente le liste d’attesa e cercano d’individuare prioritariamente le soluzioni a favore delle famiglie. Quanto afferma Matteo Cheda getta quindi discredito, peraltro senza comprovati motivi, su un settore che agisce con correttezza, competenza e impegno offrendo un servizio di qualità a un numero ragguardevole di famiglie”. In conclusione il capo dell’Ufag ne è certo: “Grazie al sistema di aiuti messo in atto, con l’entrata in vigore della Riforma cantonale fiscale e sociale, senza dimenticare la collaborazione con i Comuni, le associazioni e le aziende, lo sviluppo dei nidi e dei centri extrascolastici è evoluto in maniera virtuosa, raggiungendo risultati concreti e molto soddisfacenti: oggi (dati al 31.12.2025) abbiamo ben 2’346 posti in Ticino, con un aumento in dieci anni pari al 55% dei posti. Anche la qualità dell’offerta di accoglienza è cresciuta, mentre è diminuito sensibilmente l’onere a carico delle famiglie, in particolare per i beneficiari Ripam e assegno di prima infanzia. Non da ultimo, l’introduzione del contratto collettivo di lavoro ha portato a un miglioramento notevole delle condizioni quadro e salariali delle collaboratrici e dei collaboratori impiegati”.
BELLINZONA E VALLI
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2026-04-18T07:00:00.0000000Z
2026-04-18T07:00:00.0000000Z
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