‘Snellire le procedure nei servizi essenziali’
Iniziativa di Patrick Rusconi (Plr): ‘Crescente difficoltà nel conciliare trasparenza e concorrenza con la rapidità operativa che, invece, serve eccome’
di Jacopo Scarinci
Commesse pubbliche per i servizi essenziali, così non va. Serve andare dritti spediti verso “uno snellimento delle procedure” e per questo al Consiglio di Stato viene chiesto di “proporre una modifica della legislazione vigente, introducendo strumenti semplificati per l’approvvigionamento in diversi servizi essenziali”. È tutta all’attacco l’iniziativa parlamentare generica del deputato Plr Patrick Rusconi, firmata a nome dell’intero gruppo liberale radicale: “Un sistema di commesse pubbliche efficace deve essere non solo corretto dal punto di vista formale, ma anche funzionale alle esigenze reali della popolazione e degli enti statali che si occupano della popolazione”, si legge nel testo. E quindi, “dotare i servizi essenziali di strumenti più agili, pur nel rispetto della legalità, significa garantire maggiore sicurezza, migliore assistenza alle persone fragili, un uso più efficiente delle risorse pubbliche”.
La lista (non esaustiva)
La lista di servizi essenziali per cui bisogna snellire le procedure è lunga. In particolare, ma non ci si limita a questi, Rusconi pensa a strutture socio-sanitarie, servizi di pronto intervento, forze di Polizia, servizi alimentari collettivi pubblici, mense scolastiche, asili nido e strutture per disabili e per la presa a carico di persone problematiche o dipendenti da alcol e stupefacenti, patriziati o parrocchie e committenti privati che a seguito dei sussidi superiori al 50% sono assoggettati alla Legge sulle commesse pubbliche, contadini che devono edificare una nuova stalla e sono soggetti alla LCPubb, consorzi di diverse tipologie, trasporti scolastici sia per il Cantone sia per i Comuni, imprese di trasporto soggette alla LcPubb.
Le richieste
La modifica chiede “la creazione di un elenco ufficiale di fornitori qualificati sulla base di criteri oggettivi quali: regolarità fiscale e contributiva; rispetto dei contratti collettivi di lavoro; garanzia della parità salariale e delle condizioni di lavoro; comprovata affidabilità e capacità di fornitura; qualità certificata dei prodotti e dei servizi”, e in seconda battuta si domanda “la possibilità per gli enti pubblici di ricorrere a procedure di aggiudicazione semplificate e rapide tra i fornitori iscritti, in presenza di esigenze urgenti, ricorrenti o strategiche; l’introduzione di meccanismi chiari per la stabilizzazione e l’adeguamento dei prezzi, legati a indicatori oggettivi (inflazione, materie prime, crisi internazionali), al fine di evitare il ritiro o la modifica unilaterale delle offerte; la definizione di condizioni che permettano, in casi giustificati, aggiudicazioni dirette motivate, garantendo comunque trasparenza e tracciabilità”.
La motivazione di tutto ciò per Rusconi è più che chiara: “Negli ultimi anni è emersa con crescente evidenza una criticità strutturale nelle procedure di commessa pubblica, vale a dire la difficoltà di conciliare i principi di trasparenza e concorrenza con la necessità di rapidità operativa nei servizi essenziali. Ambiti come le case anziani, i servizi di pronto intervento e le forze di polizia non possono permettersi ritardi o interruzioni. Tuttavia, le procedure attuali risultano spesso troppo lente e rigide rispetto alla realtà operativa”.
L’impatto su case anziani, servizi di pronto intervento e corpi di polizia
I casi concreti per il gruppo liberale radicale non mancano. A partire dal settore alimentare nelle case anziani, perché “le strutture devono garantire quotidianamente pasti adeguati agli ospiti. Ritardi nelle forniture o gare che vanno deserte possono creare situazioni critiche, obbligando a soluzioni d’urgenza spesso più costose e meno controllate”. Ma il discorso vale anche per i servizi di pronto intervento come le ambulanze, dal momento che “in diversi contesti si è assistito a tempi molto lunghi per l’acquisto di ambulanze tramite procedure standard, con conseguente necessità di rivolgersi a fornitori esteri per accelerare le consegne. Ritardi che sono dovuti anche a ricorsi, con la conseguenza che si vede in aumenti dei costi, difficoltà di manutenzione e adattamento, perdita di opportunità per fornitori locali qualificati”. Ma tali modifiche porterebbero miglioramenti pure sui corpi di polizia: “L’approvvigionamento di equipaggiamenti, veicoli o materiali operativi richiede tempestività. Ritardi amministrativi, ricorsi possono tradursi in strumenti non aggiornati o insufficienti rispetto alle esigenze operative, con impatto diretto sulla sicurezza pubblica”. Senza dimenticare un altro fatto, quello del ritiro delle offerte dopo l’aggiudicazione: “Sempre più frequentemente– scrive Rusconi – fornitori vincitori di gara rinunciano o chiedono adeguamenti a causa di rincari già prevedibili. Questo genera perdita di tempo amministrativo, necessità di ripetere procedure, aumento dei costi finali”. Insomma, gli obiettivi sono chiari: “Non si intende indebolire i principi della concorrenza pubblica, bensì renderli compatibili con la realtà dei servizi essenziali, introducendo un modello più flessibile e moderno”. In particolare, Rusconi propone di “ridurre significativamente i tempi decisionali; garantire continuità e qualità nelle forniture critiche; responsabilizzare i fornitori attraverso una pre-qualifica rigorosa; evitare comportamenti opportunistici nelle offerte; rafforzare la resilienza del sistema pubblico in situazioni di crisi; aumentare i valori del formulario di autocertificazione degli offerenti; aumentare i valori soglia per la procedura a Incarico diretto”.
CANTONE
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2026-04-29T07:00:00.0000000Z
2026-04-29T07:00:00.0000000Z
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