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Questionario per allievi, utile e dissuasivo

Il Decs: ‘È stato testato in una scuola professionale’. Dopo l’arresto del docente delle Medie di Giubiasco il governo vuole rafforzare ascolto e prevenzione

Di Katiuscia Cidali

Il caso del docente delle Scuole medie di Giubiasco, arrestato per presunti reati legati alla sfera intima di alcune minorenni, riporta con urgenza al centro del dibattito il tema della prevenzione nelle classi e impone una riflessione su strumenti nuovi per intercettare e segnalare situazioni di disagio e ambiguità. Nel mio commento “Il termometro invisibile del disagio”, pubblicato lo scorso 15 aprile, proponevo l’introduzione di un questionario anonimo, semplice e chiaro, da sottoporre con regolarità agli allievi. Uno strumento per dare loro voce e permettere di far emergere eventuali criticità attraverso domande dirette. Se più segnalazioni convergono sulla stessa persona o su una medesima dinamica, si attiva un approfondimento discreto. Un possibile modo per trasformare percezioni diffuse in elementi osservabili e verificabili. Abbiamo quindi sottoposto la proposta alla direzione del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (Decs), chiedendo una valutazione sulla sua utilità e un parere in merito. «La modalità questionario potrebbe essere uno strumento che andrebbe ad affiancare altre modalità di segnalazione», premette Emanuele Berger, coordinatore del Decs e direttore della Divisione della scuola. «L’idea di rilevare i riscontri di allieve, allievi e docenti sul proprio vissuto scolastico – compresa la dimensione legata al rispetto dell’integrità personale e a eventuali comportamenti inadeguati – si è fatta largo facendo il punto sulle Direttive sui comportamenti inadeguati in ambito scolastico introdotte nel 2023 per le scuole cantonali e l’anno successivo per le scuole comunali». Un questionario, ci viene indicato, è stato testato per la prima volta in una scuola professionale; al momento una valutazione è in corso.

Formazione e sensibilizzazione

Questa iniziativa andrebbe ad aggiungersi ad altre misure: «Formazione e sensibilizzazione per il corpo docente, su cui stiamo investendo; e offerte rivolte ad allieve e allievi, che stiamo pure rafforzando; nuove proposte sono previste a partire dall’anno scolastico 2026-2027. Va poi segnalata l’esistenza del Servizio di consulenza per sospetti di abuso sessuale o maltrattamento su minori (SeAM)», fa presente Berger. Attualmente, le allieve e gli allievi possono segnalare situazioni problematiche attraverso diversi canali. Possono far capo alle figure adulte presenti nella scuola e accessibili nella quotidianità: docenti di classe, docenti di sostegno, docenti mediatrici e mediatori (nel post-obbligo), docenti di materia stessi, direzioni e altre figure educative di riferimento nelle sedi. «Va evidenziato che in molti casi questi canali funzionano: allieve e allievi si rivolgono alle persone adulte di cui si fidano, anche indipendentemente dal ruolo formale. Il Servizio di consulenza per sospetti di abuso sessuale o maltrattamento su minori può a sua volta fungere da sportello di ascolto e di orientamento, funzione già attiva in alcune sedi scolastiche. Sforzi sono in corso per ampliare ulteriormente le modalità di segnalazione», osserva il direttore della Divisione.

BELLINZONA E VALLI

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2026-05-05T07:00:00.0000000Z

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