‘Accordo raggiunto fra Iran e Stati Uniti’
L’annuncio del Pakistan dopo che l’ennesimo raid di Israele su Beirut ha rischiato di far saltare l’intesa. La firma venerdì in Svizzera
“A seguito di intensi colloqui, siamo lieti di annunciare che l’Accordo di Pace tra gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran è stato raggiunto. Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, inclusi quelli in Libano. La cerimonia ufficiale di firma avrà luogo venerdì 19 giugno in Svizzera”. Lo ha annunciato su X nella tarda serata di ieri il premier pachistano Shehbaz Sharif. “Con l’accordo ora in vigore, i mediatori faciliteranno una serie di incontri questa settimana. Queste discussioni preliminari porranno le basi per i colloqui tecnici e la cerimonia ufficiale di firma – aggiunge Sharif –. Vorremmo ringraziare gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran per il loro impegno nel trovare una soluzione diplomatica al conflitto. Vorremmo inoltre esprimere il nostro sincero apprezzamento ai nostri fratelli in questo sforzo di mediazione, la grande leadership dello Stato del Qatar, per il loro supporto nel raggiungimento di questo accordo. Vorrei inoltre ringraziare in modo particolare la leadership visionaria del Regno dell’Arabia Saudita e della Repubblica di Turchia per i loro immensi contributi in tal senso”.
Poco dopo, Donald Trump ha parlato di “accordo completo”, specificando che il cambio di regime in Iran “non mi è mai interessato”. Il presidente ha evidenziato poi che il gruppo di iraniani con cui gli Stati Uniti hanno trattato in questi ultimi giorni “è il terzo e il più razionale".
“L’accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran è ormai concluso. Congratulazioni a tutti! Con la presente autorizzo pienamente l’apertura al transito libero dello Stretto di Hormuz e, contestualmente, autorizzo l’immediata rimozione del blocco navale degli Stati Uniti. Navi di tutto il mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra! Presidente DONALD J. TRUMP”. È stato il suo messaggio sul social di sua proprietà Truth.
Un accordo che, tra le altre cose, arriva alla vigilia dell’esordio al Mondiale di calcio della nazionale iraniana, che sarà impegnata nella notte tra oggi e domani contro la Nuova Zelanda a Inglewood, nei dintorni di Los Angeles.
La frustrazione nei confronti di Netanyahu
Poche ora prima lo stesso Trump aveva scritto: “Questo potrebbe essere l’inizio di una pace lunga e meravigliosa: non sprechiamo questa occasione”. Messaggio che esprimeva la sua frustrazione per l’ennesimo attacco dell’esercito israeliano (Idf ) sui sobborghi meridionali della capitale libanese Beirut.
In una convulsa giornata, parlando con il sito di notizie politiche statunitense Axios, l’inquilino della Casa Bianca aveva liberato tutta la sua rabbia: “Perché ha dovuto fare un fottuto attacco? Ero così furioso. Gliel’ho detto”, è stato lo sfogo senza freni contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Colpevole, secondo Trump, di aver ordinato i raid sulla roccaforte dell’organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista libanese Hezbollah (con almeno tre morti e 15 feriti) ritardando così la firma elettronica del protocollo d’intesa di Islamabad con l’Iran, inviso allo Stato ebraico.
“L’attacco non avrebbe dovuto verificarsi, soprattutto in un giorno così significativo, mentre siamo ormai a un passo da un accordo di pace con l’Iran”, aveva sentenziato Trump, rimasto comunque ottimista: “L’accordo sarà firmato oggi elettronicamente e tra una settimana di persona, da qualche parte in Europa”. E così è stato, le firme sull’intesa verranno apposte a Ginevra venerdì prossimo, come annunciato dal vicepresidente Usa JD Vance. Trump avrebbe ottenuto che l’Iran in futuro non produrrà né acquisirà armi nucleari. L’Iran, invece, manterrà lo stato attuale del suo programma nucleare astenendosi da ulteriori arricchimenti dell’uranio e dall’espansione degli impianti. Più in generale, il programma nucleare sarà invece oggetto di negoziazione entro 60 giorni dalla firma del memorandum.
GLI 80 ANNI DEL TYCOON
Festa con arti marziali alla Casa Bianca
L’impensabile diventa realtà. Il presidente americano Donald Trump festeggia il suo ottantesimo compleanno con uno spettacolo sensazionale sul celebre prato sud della Casa Bianca, il South Lawn: un incontro di arti marziali miste (Ufc), dove i combattenti, rinchiusi in un ottagono di rete metallica, cercano di sottomettersi a vicenda con pugni, calci e altre tecniche di combattimento. Una metafora di uno dei pilastri della visione Maga (‘la pace attraverso la forza’) del tycoon che, dopo il grande show, volerà con il suo Air Force One in Francia per il summit del G7. Il tempio delle celebrazioni è stato l’ottagono di 600 tonnellate, alto come un palazzo di nove piani. Chiara la scaletta, con l’incertezza del meteo: il presidente che esce dalla Casa Bianca circondato dai funzionari della sua amministrazione, dai numerosi parlamentari repubblicani e da oltre 4’000 spettatori ospitati nell’arena ‘The Claw’ (l’artiglio), l’arco metallico simile a un’astronave dotato di forti luci, impianto audio e maxischermi. La visione dell’evento per altre migliaia di persone è sui maxischermi allestiti nella vicina Ellipse. “Questo evento è unico, incredibile. Lo adoro”, ha affermato Dana White, capo dell’Ufc e amico intimo del presidente, durante la sessione di promozione tenutasi al Lincoln Memorial, dove coppie di combattenti si sono spintonate e azzuffate davanti alle telecamere sotto lo sguardo impassibile della statua in marmo di Abraham Lincoln.
Trump ha cercato di collegare l’evento alle più ampie celebrazioni, che dureranno mesi, per i 250 anni della firma della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti.
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