Futura sede pompieri ‘Ex Lati la più idonea’
Rispondendo a interpellanze di Più Donne e Mps, il Municipio ribadisce che Sant’Antonino è la migliore soluzione: meno costi e possibilità di sviluppo
Il Municipio di Bellinzona ribadisce che il progetto di realizzare la nuova centrale dei pompieri all’ex Lati di Sant’Antonino è quello ritenuto “maggiormente idoneo, fatti tutti gli approfondimenti del caso”. Ricordiamo che l’alternativa più plausibile e discussa è l’ex Birreria di Carasso. Tuttavia in questo caso “le superfici e la conformazione del terreno rendono meno agevole l’inserimento dei contenuti previsti (caserma pompieri, caserma Protezione civile, officina, magazzini per segnaletica e manifestazioni) con conseguente aumento dei costi di costruzione”, afferma l’esecutivo, rispondendo a un’interpellanza di Maura Mossi Nembrini (Più Donne). Inoltre “lo studio di fattibilità svolto per la soluzione ex Lati ha confermato la possibilità di inserire tutti i contenuti mantenendo una riserva per futuri sviluppi che nella soluzione ex Birreria non erano possibili”, si legge invece nella risposta all’interpellanza presentata da Matteo Pronzini e Martino Colombo (Mps). Di conseguenza si è “ritenuto sensato” destinare la superficie libera del mappale di Carasso “ad altri scopi (anche per questo comparto sono in corso delle analisi per la sua valorizzazione)”.
Scetticismo in Consiglio comunale
Il Consiglio comunale, dopo la pausa estiva, dovrà esprimersi sulla richiesta di credito di 14 milioni di franchi per comprare l’ex Lati e di 700mila franchi per progettare l’adattamento logistico da ulteriori 20 milioni. Un progetto che aveva sin da subito fatto discutere, con diversi consiglieri comunali scettici, in particolare a causa della mancanza di dettagli comparativi con altre ubicazioni possibili, compresa l’ex Birreria di Carasso. Ex Birreria che nel corso degli anni è stata oggetto di più studi che contemplavano l’inserimento di diversi contenuti, come la nuova caserma dei pompieri (quella attuale in via Mirasole è in realtà una soluzione provvisoria), ma anche Protezione civile, Croce Verde, magazzini comunali e così via. Visto lo scetticismo, recentemente il Municipio ha messo a disposizione dei consiglieri comunali le sue valutazioni su possibili alternative all’ex Lati. Ma anche il confronto su undici possibili localizzazioni di una nuova centrale dei pompieri, non ha convinto tutti, con alcuni consiglieri che lo hanno ritenuto troppo superficiale.
‘Stabile non toccato da pericoli di allagamento’
Resta il fatto che, stando ai calcoli dell’esecutivo, l’acquisto dell’ex Lati e gli interventi di trasformazione previsti ammontano a 34 milioni di franchi, mentre per sistemare e adeguare l’ex Birreria ne servirebbero 42,65, ai quali se ne dovrebbero aggiungere almeno altri 5 solo per realizzare opere di premunizione ritenute necessarie perché il mappale di Carasso “si trova in buona parte in zona di pericolo (blu) per allagamento”. A questo proposito Brenno Grisetti (Lega/Udc) aveva segnalato che pure il sedime ex Lati si trova in una zona a rischio allagamento secondo la Carta dei pericoli elaborata dalla Confederazione e dal Cantone (così come la Saleggina di Giubiasco, comparto preposto ad accogliere il nuovo Ospedale regionale di Bellinzona). Per quanto riguarda Sant’Antonino, in effetti, sia le strade attorno al mappale in questione, sia una piccola parte degli attuali piazzali “si trovano in zona di pericolo residuo o medio per allagamento dovuto all’esondazione del canale che corre nelle vicinanze della linea ferroviaria”, precisa il Municipio nelle sue risposte. Lo stabile ex Lati “si trova per contro a una quota superiore al livello massimo di esondazione e non è quindi toccato da pericoli”. Tornando alla variante ex Birreria, l’esecutivo sottolinea inoltre che i 42 milioni servirebbero unicamente a realizzare gli stessi contenuti previsti a Sant’Antonino. In altre parole, se a Carasso si volessero inserire ad esempio anche i magazzini comunali o la Croce Verde, bisognerebbe fare i conti con costi “molto più elevati rispetto a quelli indicati”.
In caso di colonne, disponibile il distaccamento del Gambarogno
Per quanto riguarda questioni operative relative a una centrale dei pompieri a Sant’Antonino, sono anche stati sollevati dubbi sull’accessibilità al sedime, così come sui tempi di percorrenza per gli interventi e dei volontari per raggiungere la caserma. A questo proposito il Municipio segnala “due possibili vie di accesso” per veicoli pesanti e quattro per veicoli leggeri, così come la prossimità ad “assi di transito principali” (strada nazionale A13 e svincolo autostradale). Nel caso poi vi fossero colonne sull’A13, esse non dovrebbero, nella grande maggioranza dei casi, compromettere l’accessibilità all’ex Lati. Tuttavia, in alcuni casi puntuali “molto rari” (ad esempio in occasione della vigilia dell’Ascensione), il traffico turistico congestionato può toccare “la strada in direzione sud all’altezza dello stabile ex Lati”, si legge nelle risposte. “Per questo il distaccamento del Gambarogno sarà mantenuto”.
‘Tempi di percorrenza, differenze non significative’
Nell’ambito invece dei tempi di percorrenza, l’esecutivo ha effettuato delle simulazioni con e senza traffico, comparando la sede attuale in via Mirasole con quella nuova prevista a Sant’Antonino. Per quanto riguarda il tempo impiegato per raggiungere le diverse località del comprensorio, la differenza tra i tempi medi di percorrenza (10-12 minuti senza traffico; 17-18 con traffico) in caso di intervento “non sono statisticamente significative”. E lo stesso vale per quanto riguarda i tempi di percorrenza dalla casa dei militi alla caserma (8-9 minuti e mezzo). In questo contesto nell’ipotesi di istituire un distaccamento Nord il costo di affitto (o di ammortamento) dei relativi spazi “corrisponderebbe circa all’attuale costo di locazione della sede di Cadenazzo (che verrebbe disdetta)”.
BELLINZONA E VALLI
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2026-06-22T07:00:00.0000000Z
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