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Zone edificabili, Pr al 207% ‘Studiamo provvedimenti’

Il sindaco spiega che le verifiche recenti indicano una contenibilità del 207%, livello che impone per legge di dezonare sedimi e/o ridurre gli indici edificatori

Di Marino Molinaro

Anche Biasca come tanti altri Comuni ticinesi dovrà metter mano al Piano regolatore, avendo una contenibilità eccessiva. Il sindaco Galbusera: ‘Avviati gli approfondimenti’.

Anche il Municipio di Biasca dovrà armarsi di forbici e ridurre le superfici edificabili e/o gli indici edificatori per poter rientrare nel limite massimo ammesso di contenibilità del Piano regolatore fissato al 120%? Parrebbe di sì. Nel comune al centro delle Tre Valli, dove si contano circa 6’300 abitanti e 3’300 posti di lavoro, portano infatti a un risultato del 207% i recenti calcoli che Berna aveva richiesto alcuni anni fa su scala nazionale nell’ottica di favorire uno sviluppo centripeto degli insediamenti abitativi e lavorativi e di evitare un utilizzo troppo estensivo del territorio, così come sancito dalla revisione della Legge federale sulla pianificazione del territorio (Lpt) che, entrata in vigore nel 2014, mira a soddisfare il fabbisogno di terreni realistico nel medio termine. Tirate le somme, questo significa che rispetto all’evoluzione demografica e occupazionale prevedibile nei prossimi 15 anni, Biasca dispone di riserve edificabili pari a oltre il doppio del fabbisogno stimato, evidenziando un Piano regolatore troppo generoso rispetto agli obiettivi fissati dalla pianificazione federale.

Interrogativi che tornano nel tempo

Come abbiamo scritto a più riprese negli ultimi mesi, Biasca non è un caso isolato. Il quadro emerso indurrà le autorità locali a individuare e applicare provvedimenti per risolvere una situazione tutto sommato non così grave come quella di altri comuni periferici, per esempio quelli bleniesi che si assestano addirittura fra il 600 e il 980%, ciò che in linea teorica richiederebbe una cura da cavallo, un taglio di superfici edificabili in stile ‘lacrime e sangue’. Quanto al dato biaschese del 207%, figura nelle spiegazioni fornite recentemente in Consiglio comunale dal sindaco Loris Galbusera rispondendo a un’interpellanza del Centro che chiedeva lumi su esuberi e misure correttive che andrebbero a incidere sui proprietari dei fondi oggi registrati come edificabili. Un’analoga interpellanza del Plr era stata depositata nel 2021 (e prima ancora nel 2018 e ’19) quando l’esercizio di verifica stava per cominciare sulla base di un credito di 250mila franchi chiesto dal Municipio e votato dal Legislativo per poter completare la revisione del Piano regolatore avviata nel 2013, e meglio integrando i calcoli sulla contenibilità chiesti appunto da Berna.

Abitanti +8% e posti di lavoro +26%

Il Municipio incaricando lo studio di pianificazione Planidea ha dunque nel frattempo verificato il dimensionamento del Pr nell’ambito della scheda R6 del Piano direttore cantonale, scheda sviluppata dal Dipartimento del territorio e avallata dal Gran Consiglio. Dal canto suo la Sezione cantonale dello sviluppo territoriale il 20 aprile ha trasmesso a Biasca l’esame di plausibilità del calcolo presentato dal Municipio. Esito? «Ha confermato la correttezza dei dati delle riserve edificabili calcolati dal Comune, ma ha stralciato le riserve dei fondi in zona industriale interessati dalla compensazione agricola resasi necessaria per realizzare a Castione la nuova officina Ffs», ha spiegato il sindaco Loris Galbusera durante l’ultima seduta di Consiglio comunale rispondendo appunto alla recente interpellanza del Centro.

‘Agire in tempi brevi’

Nel dettaglio, sulla base delle previsioni fatte dall’Ufficio di statistica, la Sezione dello sviluppo territoriale «ha ritenuto plausibili a Biasca le ipotesi di crescita, considerate per i prossimi 15 anni, pari a +8% di abitanti e +26% posti di lavoro», corrispondenti a incrementi di circa 500 e rispettivamente 900 unità (per queste ultime l’area interessata sarebbe soprattutto quella industriale, catalogata come Polo di sviluppo economico). Ciò che determina un grado di dimensionamento del Piano regolatore pari al 207%. «Essendo superiore al 120% – ha specificato il sindaco – la Sezione dello sviluppo territoriale ha concluso che il Comune dovrà adottare in tempi brevi le necessarie misure di salvaguardia della pianificazione, sempre considerando la scheda R6 del Pd». Misure, ha aggiunto Galbusera, «che dovranno essere definite in tempi brevi con l’obiettivo di non pregiudicare la possibilità di correggere, con future modifiche di Pr, il dimensionamento eccessivo».

Aspettando il Pac

Sul piano temporale «entro due anni dall’esame di plausibilità dev’essere elaborato il Programma d’azione comunale (Pac) per lo sviluppo centripeto di qualità; ed entro tre anni dall’esame di plausibilità il Pr dovrà essere di conseguenza adattato». Tornando alla domanda iniziale, si andrà di cesoie? Il Municipio «sta valutando con i propri pianificatori quali sono le misure di salvaguardia più opportune da intraprendere. Le valutazioni sono all’inizio e il Dipartimento del territorio sarà coinvolto al momento opportuno». A ogni modo «i correttivi da adottare non sono definiti con le misure di salvaguardia, bensì con le successive modifiche pianificatorie, quali ad esempio la revisione di Pr o varianti di Pr puntuali». Perciò «al momento non è possibile sapere se il contenimento delle possibilità edificatorie passerà attraverso misure di dezonamento (trasformare fondi da edificabili in non edificabili) o mediante una riduzione degli indici edificabili o una combinazione di entrambe le misure». Va inoltre considerato anche il non azzonamento, ossia la mancata conferma dell’edificabilità di un fondo inserito in un Piano regolatore non conforme alla Lpt, che di regola non dà diritto a un’indennità. Sempre in materia di dezonamenti, tra i criteri rilevanti ai fini dell’esclusione del diritto a un indennizzo figura il mancato compimento, da parte dei proprietari, di passi concreti in vista dell’edificazione. Uno strumento come detto sarà il Pac, di cui ogni Comune per legge deve dotarsi poiché volto a disegnare lo sviluppo territoriale per i decenni futuri in attesa della pianificazione definitiva tramite nuovo Pr. Per quello di Biasca, allestito da Planidea nel 2022, «è opportuno un aggiornamento dopo il risultato del dimensionamento».

Cifra corretta? ‘Certificata dal Cantone’

Peraltro durante l’ultimo decennio si è parlato a più riprese di una Biasca che ambirebbe a un rilancio abitativo ed economico in grado di trasformarla nel cuore residenziale e produttivo delle Tre Valli, una vera e propria cittadina in base a quello che è sempre stato indicato come il suo “potenziale edificatorio” per circa 20mila abitanti, pari a oltre il triplo di oggi. Una visione realistica? O pura fantasia? Rispondendo nel 2021 al Plr che citava questo dato, il sindaco Galbusera non si era sbilanciato, indicando appunto la necessità di analizzare la contenibilità del Pr, come richiesto da Confederazione e Cantone, in base alla realistica evoluzione demografica e occupazionale tenendo conto dei dati statistici. Sempre il sindaco smentisce la voce, raccolta dalla ‘Regione’, secondo cui un’evoluzione inizialmente data come negativa avrebbe indicato un dimensionamento del Pr superiore addirittura del 2’000%, poi ridottosi al 207% applicando un’evoluzione invece positiva. È andata davvero così? «Il calcolo del dimensionamento del Pr – risponde Loris Galbusera – è stato eseguito secondo quanto definito dalla Scheda R6. In particolare i dati delle previsioni statistiche più recenti sono stati ponderati con l’evoluzione effettiva riscontrata negli ultimi 15 anni e con l’evoluzione prevista dalle schede di Piano direttore e dal Programma d’agglomerato del Bellinzonese. I risultati ottenuti sono stati verificati e certificati dal Dipartimento del territorio». Si attendono ora i prossimi passi.

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