Accesso al Bagno pubblico, ‘pronti a risollecitare l’Ubc’
Il vicesindaco di Bellinzona Fabio Käppeli conferma che le criticità sono note da tempo: ‘Pronti a chiedere all’Ufficio dei beni culturali soluzioni alternative’
Di Katiuscia Cidali
Il Municipio accoglie positivamente la petizione lanciata chiedendo migliorie. Perciò sottoporrà nuovamente il tema all’Ufficio dei beni culturali, finora dimostratosi sempre molto rigido. «Questa petizione con noi sfonda una porta aperta». Non usa mezzi termini Fabio Käppeli, vicesindaco di Bellinzona e presidente del Consiglio direttivo di Bellinzona Sport, commentando i temi sollevati dall’iniziativa lanciata da una privata cittadina. La petizione, che in una decina di giorni ha raccolto quasi mille firme, chiede di migliorare l’accessibilità del Bagno pubblico di Bellinzona. Al centro della discussione vi è ancora una volta l’accesso esclusivo alla struttura attraverso la celebre passerella sopraelevata, lunga quasi 500 metri, che collega la zona golenale del fiume Ticino con la città. È infatti l’unico percorso che conduce alla cassa d’entrata, situata al centro della passerella, sul piano rialzato. Nei giorni di maggiore affluenza raggiungere la cassa richiede spesso una buona dose di pazienza: le code sotto il sole sono sempre più frequenti. Per questo Lara Meloni ha lanciato sulla piattaforma act.campax.org la petizione ‘Basta code sotto il sole’, proponendo una serie di interventi per rendere l’accesso più semplice e funzionale. Interpellato dalla redazione, Käppeli conferma che gran parte delle problematiche evidenziate era già stata affrontata dal Municipio e discussa più volte con l’Ufficio dei beni culturali (Ubc), senza però riuscire a individuare soluzioni condivise che migliorassero concretamente l’accessibilità, in particolare per le famiglie. «La nostra idea era quella di creare un accesso anche sul lato nord, dove si trova il parcheggio, destinato almeno alle famiglie con passeggini», spiega il vicesindaco. «Ci rendiamo conto che la passerella progettata da Aurelio Galfetti rappresenta oggi un disincentivo per alcune persone che vorrebbero trascorrere una giornata di relax o di svago, soprattutto con bambini piccoli».
Una soluzione molto restrittiva
Negli ultimi anni Bellinzona Sport ha quindi cercato diverse soluzioni, ma il risultato delle discussioni con l’Ubc è riassunto nel cartello affisso all’ingresso sul lato dei campi da tennis: “Per motivi tecnici e architettonici, volti a preservare il concetto di accessi originario della struttura del Bagno pubblico di Bellinzona, protetto quale bene culturale di valenza cantonale, l’accesso tramite il cancello scorrevole sul lato nord è consentito unicamente a persone in sedia a rotelle o con difficoltà motoria”. Chi rientra in queste categorie deve inoltre richiedere preventivamente l’apertura del cancello inviando una email a Bellinzona Sport, salvo per il primo accesso della stagione. Una soluzione molto restrittiva, voluta dall’Ubc per preservare il concetto originario dell’opera e il ruolo centrale della storica passerella quale principale accesso al complesso. È infatti evidente che un ingresso dal lato del parcheggio e dei campi da tennis, molto più diretto, finirebbe per ridurre sensibilmente il passaggio sulla passerella. La proposta avanzata da Bellinzona Sport non prevedeva una seconda cassa, bensì un accesso automatizzato con tornelli sul lato nord, riservato ai possessori di un
abbonamento, di una carta da dieci entrate o di un biglietto acquistato online. Una soluzione che avrebbe alleggerito le code all’ingresso principale senza modificare la gestione della biglietteria. Anche questa ipotesi, tuttavia, non ha ottenuto il via libera dell’Ubc.
Il dossier potrebbe essere riaperto
Sull’onda della petizione, Käppeli non esclude che il dossier possa essere riaperto. «Potremo tornare dall’Ufficio dei beni culturali e chiedere una rivalutazione, verificando se oggi esistano margini per trovare soluzioni diverse». La petizione solleva anche il problema dell’uscita dalla struttura, dove l’attuale tornello viene definito poco pratico per passeggini, carrozzine, carretti e altri ausili. Il vicesindaco ricorda però che il tornello ha la funzione di impedire il rientro delle persone uscite dalla piscina ed è parte del bene tutelato. «Ciò non toglie che si possa verificare se esistano soluzioni alternative che permettano di conciliare funzionalità e tutela della struttura», osserva. La redazione ha contattato anche l’Ufficio dei beni culturali per
chiedere se almeno alcune delle richieste avanzate dalla petizione potrebbero essere autorizzate. L’Ufficio ha però preferito non rilasciare dichiarazioni.
Le sei modifiche richieste dalla raccolta firme
La petizione – sostenuta anche dal Partito comunista – invita il Municipio a «rendere la piscina più accessibile» attraverso sei interventi ritenuti di «buon senso»: aprire una seconda cassa, preferibilmente sul lato dei campi da tennis, nelle giornate di maggiore affluenza; consentire l’accesso diretto dal parcheggio aprendo il cancello lato tennis, così da evitare il lungo percorso sotto il sole; utilizzare il grande cancello come uscita per facilitare il passaggio di passeggini, carrozzine, carretti e altri ausili; garantire un accesso realmente semplice e inclusivo alle persone con disabilità; rendere più intuitivo ed efficace il sistema di acquisto online dei biglietti, anche per i residenti di Bellinzona; infine, adeguare la gestione degli accessi alle sempre più frequenti giornate di canicola, mettendo al centro sicurezza e benessere.
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