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Porta Gottardo, dapprima va definita la strategia

Di Massimo Filippini, economista

Il progetto Porta Gottardo rappresenta una delle più importanti proposte di sviluppo turistico per Airolo, l’Alta Leventina e la regione del San Gottardo degli ultimi anni. La sua ambizione è collegare Airolo, il Passo del San Gottardo, Realp e Andermatt (…) (…) attraverso un sistema di impianti di risalita fruibile tutto l’anno. Si tratta di una visione affascinante che merita di essere discussa con attenzione. Proprio per questo il dibattito dovrebbe concentrarsi non solo sull’opera in sé, ma anche sul modello di sviluppo turistico che si intende perseguire. La domanda fondamentale non è se costruire nuovi impianti di risalita, bensì quale turismo si vuole per Airolo e l’Alta Leventina nei prossimi vent’anni. Ogni investimento dovrebbe essere la conseguenza di una strategia, non il suo punto di partenza. L’Alta Leventina dispone già di risorse straordinarie: il Passo del San Gottardo, la Tremola (un patrimonio storico unico), la Val Piora, la Val Bedretto, paesaggi alpini di grande valore e un territorio ideale per l’escursionismo, il ciclismo, la mountain bike, lo sci, lo sci-alpinismo e numerose altre attività outdoor. A questo si aggiunge un elemento spesso sottovalutato: tra aprile e ottobre circa 20’000 veicoli attraversano quotidianamente Airolo e l’Alta Leventina. L’opportunità più importante consiste nel trasformare almeno una parte di questo traffico di transito in turismo di breve soggiorno, convincendo i viaggiatori a fermarsi per una o due notti a scoprire il territorio. Per riuscirci non basta l’occasione: servono prodotti turistici attrattivi ed esperienze “chiavi in mano”, capaci di trasformare una semplice sosta in un’esperienza di qualità.

Le infrastrutture sono importanti, ma non bastano da sole. Per attrarre visitatori che soggiornino per diversi giorni, serve un’offerta completa: ricettività, ristorazione, servizi, attività, eventi e una promozione coordinata. In altre parole, serve un prodotto turistico integrato. Un impianto a fune può rappresentarne una componente importante, ma difficilmente costituisce, da solo, il prodotto turistico di una destinazione. Le migliori destinazioni alpine europee non si sono sviluppate grazie a una singola infrastruttura, ma attraverso una strategia costruita nel tempo, nella quale impianti, ospitalità, servizi, paesaggio e identità territoriale si rafforzano reciprocamente.

Alla luce di questa prospettiva, il progetto Porta Gottardo potrebbe perseguire obiettivi diversi, in parte complementari, che richiedono però criteri di valutazione differenti. Se vuole essere una nuova stazione sciistica, occorre dimostrare di poter attrarre turisti per soggiorni di più giorni. Se rappresenta soprattutto un collegamento tra Airolo e Andermatt, è necessario valutarne attentamente i benefici economici per il territorio ticinese. Andermatt è infatti già raggiungibile da Airolo in circa 30 minuti di treno e, durante la bella stagione, il Passo del San Gottardo funge da collegamento tra le due valli. Diventa quindi importante chiarire quale valore aggiunto il nuovo sistema di impianti offrirebbe nei 5-6 mesi all’anno in cui il Passo è normalmente aperto al traffico. Se, infine, l’obiettivo è creare una destinazione turistica per tutte le stagioni, la sua sostenibilità dovrà poggiare soprattutto sulla valorizzazione del turismo estivo e autunnale. In tutti i casi, diventa fondamentale stimare quanti pernottamenti aggiuntivi e quale valore economico il progetto potrebbe realmente generare per Airolo e l’Alta Leventina.

Prima di realizzare nuove infrastrutture sarebbe quindi opportuno definire una vera strategia di sviluppo turistico per Airolo e l’Alta Leventina, individuando i mercati di riferimento, il prodotto turistico da sviluppare e gli investimenti realmente prioritari. Idealmente, questa riflessione dovrebbe estendersi all’intera regione del San Gottardo, coinvolgendo Ticino, Uri e Grigioni. In questo contesto, il progetto di copertura dell’autostrada e la conseguente riqualifica del fondovalle dovrebbero assumere un ruolo centrale. Questa strategia dovrebbe avere come principio guida lo sviluppo turistico sostenibile, inteso nelle sue dimensioni ambientali, economiche e sociali. Le nuove esperienze turistiche e le eventuali infrastrutture dovrebbero contribuire a generare valore economico senza compromettere il patrimonio naturale e paesaggistico, che costituisce la principale ricchezza della regione.

La vera sfida non è costruire una nuova infrastruttura. La vera sfida è costruire una destinazione turistica sostenibile, capace di creare valore per il territorio, di offrire esperienze di qualità ai visitatori e di migliorare il benessere della comunità locale. Solo partendo da questa visione sarà possibile capire se Porta Gottardo rappresenti davvero l’investimento prioritario per il futuro turistico della regione. È una domanda che merita un dibattito aperto, basato su analisi, dati e una visione condivisa dello sviluppo del territorio.

BELLINZONA E VALLI

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2026-08-07T07:00:00.0000000Z

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