laRegione

A sorpresa torna il taglio delle accise sul gasolio

A sorpresa torna il taglio delle accise sul gasolio: da mercoledì 28 ottobre fino al 7 novembre, il governo Meloni ha deciso uno sconto sul diesel di 4,9 centesimi al litro (4 centesimi più Iva). A finanziare la riduzione del prezzo l’extragettito dell’Iva pari, in settembre, a quasi 40 milioni di euro. Questo intervento, previsto da un decreto interministeriale Mef-Mase (ministeri dell’Economia e dell’Ambiente), pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, arriva dopo tre settimane dall’ultima sforbiciata delle accise. Nonostante alcune misure, compresa quella di questi giorni, continua a essere ‘caldo’ il fronte dei prezzi dei carburanti, in quanto continuano a essere molto alti e quindi a incidere pesantemente non solo sui bilanci familiari, ma anche (o soprattutto) su alcuni settori, come quello dell’autotrasporto che in queste ultime settimane ha attuato proteste che hanno influito anche sui rifornimenti dei generi alimentari.

C’è comunque da segnalare che Eni ha deciso di prorogare sino alla fine dell’anno il ‘price cap’ inizialmente in scadenza domani. A distanza di un paio di giorni anche Q8 si è messa in coda a Eni. Non si esclude che anche le altre compagnie petrolifere presenti sul mercato italiano della distribuzione di carburanti possano decidere di mantenere gli attuali prezzi sino alla fine dell’anno. Così anche le pompe bianche. Basti dire che quasi tutti i distributori comaschi si sono allineati a prezzi praticati dall’Eni. Succede così anche in tutta la fascia di confine nel Varesotto e della Valtellina. E inevitabilmente riecco gli automobilisti ticinesi in coda ai distributori di carburanti della fascia di confine. Non poteva essere diversamente considerato che il ‘pieno’ costa parecchio meno: è l’effetto del ‘price cap’. Nei tredici distributori di Como (in totale sono 15) la benzina, in regime di self service, costa 1,995 euro al litro (1,843 franchi circa), il gasolio 2,199 euro al litro (2,060 franchi). Il prezzo del diesel nei prossimi giorni dovrebbe calare di qualche centesimo. Ad allargare la forbice fra i prezzi praticati al di qua e al di là della frontiera concorre anche il franco svizzero tornato a salire rispetto alla valuta europea. Insomma, a Como (è così anche nel Varesotto e in Valtettina) ai distributori di Eni, Ip-Socar, Q8 e Tamoil e di molte pompe bianche ai pendolari alla rovescia (i ticinesi) la benzina costa 28 centesimi in meno al litro. Differenza che sale fino a 38 centesimi al litro per il gasolio. Insomma, differenze di prezzi destinate a durare ancora a lungo, dato che la Confederazione non sembra incline a prendere provvedimenti.

Il pendolarismo alla rovescia dovrebbe durare quindi almeno fino alla fine dell’anno. E ciò rappresenta una grossa boccata d’ossigeno per i benzinai pedemontani che continuano a essere in crisi, poiché le vendite a sola clientela locale sono in calo. Nelle ultime settimane in provincia di Como sono stati chiusi tre distributori, lontani dalla fascia di confine, per cui non interessati dal pendolarismo alla rovescia.

CANTONE

it-ch

2026-10-30T07:00:00.0000000Z

2026-10-30T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281616722374266

Regiopress SA