Stazioni di ricarica e prezzi, il Centro invoca trasparenza
Interrogazione di Erik Pinchetti al Consiglio di Stato
Quante sono oggi in Ticino le stazioni pubbliche di ricarica per veicoli elettrici? Il Cantone dispone di dati concernenti il numero di quelle che espongono il prezzo al kWh “in modo chiaramente visibile e consultabile sul posto, senza dover ricorrere ad applicazioni o registrazioni digitali?”. Sono alcune delle domande poste dal deputato del Centro Erik Pinchetti al Consiglio di Stato: l’interrogazione è stata firmata anche dai colleghi di partito Giovanni Berardi, Giovanni Capoferri e Alessandro Corti. Negli ultimi anni, anche in Ticino, si è assistito a un progressivo sviluppo delle infrastrutture pubbliche per la ricarica dei veicoli elettrici: tuttavia, “emerge una differenza significativa rispetto alle tradizionali stazioni di distribuzione di carburanti”, rileva Pinchetti nell’atto parlamentare. “Mentre presso i distributori di benzina e diesel il prezzo al litro è chiaramente esposto e immediatamente consultabile, presso diverse colonnine elettriche – annota il granconsigliere centrista – il prezzo al chilowattora (kWh) non risulta altrettanto facilmente visibile. In alcuni casi, per conoscere il costo della ricarica, il consumatore deve consultare un’applicazione, accedere a un sito Internet oppure utilizzare il display della colonnina”.
A ciò, scrive ancora Pinchetti, “si aggiunge il fatto che le tariffe possono comprendere costi di attivazione, supplementi al minuto o spese di permanenza, rendendo più difficile il confronto tra i diversi operatori”. Una situazione che, secondo i firmatari dell’interrogazione, suscita interrogativi “sulla reale trasparenza dei prezzi”, in particolare per gli automobilisti che non dispongono di uno smartphone o non utilizzano applicazioni dedicate. L’Ordinanza federale sull’indicazione dei prezzi, si ricorda nell’atto parlamentare, “disciplina anche l’indicazione dei prezzi per la ricarica dei veicoli elettrici”. Inoltre, la Segreteria di Stato dell’economia “ha pubblicato specifiche indicazioni in materia, prevedendo che il consumatore debba poter conoscere il prezzo prima dell’inizio della ricarica, anche attraverso strumenti elettronici alle condizioni previste dalla normativa”. La questione, si rammenta nell’interrogazione, è stata peraltro sollevata a livello federale (Consiglio nazionale) nel marzo di quest’anno da una mozione relativa alla trasparenza dei prezzi delle stazioni pubbliche di ricarica rapida. “Pur riconoscendo le differenze tecniche e commerciali tra carburanti tradizionali e ricarica elettrica, appare opportuno – annota Pinchetti – distinguere tra il rispetto formale delle disposizioni vigenti e la possibilità effettiva, per il consumatore, di conoscere e confrontare facilmente i prezzi”. La mobilità elettrica “rappresenta una componente importante dell’evoluzione del settore dei trasporti: il suo sviluppo dovrebbe essere accompagnato da condizioni di informazione chiare, semplici e accessibili a tutti”. L’obiettivo, puntualizza il deputato, “non è limitare la libertà tariffaria degli operatori, ma garantire agli automobilisti la possibilità di conoscere e confrontare il costo effettivo della ricarica prima di scegliere dove effettuarla”. La trasparenza dei prezzi “dovrebbe essere un principio fondamentale, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata per alimentare il veicolo”, sottolinea il centrista. Al Consiglio di Stato Pinchetti e cofirmatari chiedono fra l’altro “quale autorità cantonale è incaricata di verificare il rispetto dell’Ordinanza federale sull’indicazione dei prezzi presso le stazioni di ricarica elettrica” e quanti controlli sono stati effettuati negli ultimi tre anni e quali eventuali irregolarità sono state riscontrate. E ancora: il governo ritiene che le attuali modalità di comunicazione dei prezzi “garantiscano a tutti i consumatori, anche a coloro che non utilizzano uno smartphone, la possibilità di conoscere preventivamente e confrontare facilmente il costo complessivo della ricarica, inclusi eventuali supplementi obbligatori?”.
Non solo. Il Consiglio di Stato “è disposto a valutare, nei limiti delle proprie competenze, misure concrete per favorire una maggiore visibilità e comprensibilità dei prezzi, ad esempio mediante linee guida per gli operatori o criteri di trasparenza per le infrastrutture di ricarica situate su proprietà pubbliche? È disposto a obbligare i gestori a pubblicare in modo ben visibile i prezzi come nelle stazioni di servizio carburanti?”.
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2026-11-04T07:00:00.0000000Z
2026-11-04T07:00:00.0000000Z
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