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Porto regionale Sa, esclusi al contrattacco

I due membri che saranno esclusi per il caso delle fatturazioni si sono rivolti a un legale. Chiesti i danni, il reintegro e lo scioglimento del Cda della partecipata

Di Davide Martinoni

I due membri che il Municipio ha deciso di estromettere dopo le fatturazioni ‘private’ chiedono i danni, lo scioglimento del Cda e anche la loro reintegrazione.

Avere completo accesso alle risultanze della verifica condotta dal Municipio sui fatti contestati; visionare il verbale della seduta di Municipio del 24 marzo; essere riabilitati nel Consiglio di amministrazione della Porto regionale Locarno Sa; e beneficiare di un risarcimento per torto morale. Sono alcune delle richieste che l’avvocato Vittorio Mariotti formulerà all’indirizzo del Comune di Locarno per conto di Bruno Bäriswyl e Luca Panizzolo, i due membri del Cda della partecipata che la Città ha deciso di allontanare a seguito del caso delle fatturazioni. Mariotti ha inoltre auspicato “le dimissioni dell’intero Cda”.

‘Si andava fuori controllo’

Breve riassunto: Bäriswyl (fra i delegati della Città) e Panizzolo (che rappresenta i privati) erano intervenuti a livello operativo in maniera piuttosto decisa quando, nell’ambito del cantiere per l’ampliamento della struttura, si era reso necessario “raddrizzare prezzi e onorari – per dirla con le loro parole – che stavano andando fuori controllo”. Lo avevano fatto sempre per la Sa, ma talvolta anche nelle vesti di imprenditori privati, fatturando cifre che avevano finito per eccedere rispetto a quanto stabilito dal Regolamento. Ciò aveva portato ad alcuni provvedimenti interni, ma anche a un progressivo deterioramento dei rapporti, fino alla decisione del Cda – su stimolo del vicesindaco (e delegato della Città) nella Porto, Claudio Franscella – di recapitare tutti gli atti a Palazzo Marcacci per dare avvio a una verifica interna. Era il periodo prenatalizio.

Post-seduta caldo

I risultati di questa analisi sono stati resi noti martedì scorso, dopo la seduta settimanale di Municipio. A Panizzolo e Bäriswyl, come anticipato da “laRegione” e poi confermato dallo stesso Esecutivo, era stato comunicato che le loro azioni, benché non rilevanti penalmente, erano tali da determinare la loro esclusione dal Cda. Questa decisione non poteva però essere attuata immediatamente dal Municipio – anche se il Comune è azionista di maggioranza – ma dovrà essere realizzata dall’assemblea degli azionisti, che il Cda (convenuto in corpore a Palazzo Marcacci) ha avuto l’ordine di convocare. Un ulteriore provvedimento riguarda la carica di presidente: al posto di Roberto Benaglia (rappresentante dei privati) sarà nominato un delegato della Città; questo “per adeguarsi alle prassi adottate per le società partecipate a maggioranza comunale”, come aveva chiarito l’Esecutivo. Benaglia, va chiarito, potrà comunque rimanere nel Cda della società.

Ai due membri (che sono anche consiglieri comunali, il primo Udc e il secondo del Plr) era anche stato chiesto un passo indietro, da loro rifiutato (poi in realtà Panizzolo mercoledì mattina si è dimesso “per non dare la soddisfazione all’assemblea di potermi sollevare dall’incarico”). Visti contenuti dell’incontro e modalità di comunicazione delle decisioni, è arrivata la reazione.

Il perché lo spiega Bäriswyl: «È il trattamento subìto che fa male. Questo è un colpo alla schiena che non tiene minimamente conto dell’impegno che Panizzolo e il sottoscritto hanno messo a favore e nell’esclusivo interesse della Porto regionale. Né io, né Panizzolo abbiamo bisogno dei soldi della società, questo sia ben chiaro; siamo intervenuti con coscienza e spirito di servizio in quanto attivi nell’edilizia, quindi competenti in materia. Se non ci fossimo trovati davanti la situazione che c’era, non sarebbe nata la sottocommissione Costruzioni e non sarebbe stato necessario rimboccarsi le maniche. Ma è successo, e vederci trattati in questo modo, senza avere avuto la facoltà di essere ascoltati, è semplicemente inaccettabile, oltre che moralmente pesante. Inoltre, è l’entità del provvedimento che proprio non sta in piedi: un semplice ammonimento, se proprio ci si voleva contestare qualcosa dal profilo formale, sarebbe stato più che sufficiente».

Da lì dunque il passo fino allo studio legale di Vittorio Mariotti, avvocato fra i più noti in Città, dove è anche stato municipale. Spetterà dunque a lui farsi latore delle richieste dei suoi assistiti nei confronti del Comune.

La prima è, come detto, l’accessibilità al rapporto completo su cui si è basata la decisione del Municipio comunicata martedì. Questo perché, nota Bäriswyl, «non essendoci stato alcun diritto al contraddittorio (e io ho presentato un dossier esplicativo di 94 pagine!) dobbiamo purtroppo parlare di una perizia di parte». Inoltre, «un risarcimento per torto morale è il minimo per il nostro amor proprio». Quanto al reintegro nel Cda della Porto, chiesto anche dal dimissionario Panizzolo, «è il desiderio di due professionisti che alla società partecipata, e di riflesso alla Città, possono dare ancora molto».

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