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Più asili nido pubblici, raccolta firme al via

Dopo la bocciatura in Consiglio comunale al via la raccolta firme di Partito socialista, Forum Alternativo, Verdi, PiùDonne, Noce, Pc, Avanti e Vpod

Di Katiuscia Cidali

Dopo il no del Consiglio comunale il Partito socialista e altre forze politiche si mobilitano: lanciata un’iniziativa popolare per chiedere più nidi d’infanzia pubblici.

‘Più nidi d’infanzia pubblici’. È la richiesta al centro dell’iniziativa popolare comunale promossa dal Partito socialista di Bellinzona, assieme a Forum Alternativo, Verdi, PiùDonne, Noce, Partito Comunista, Avanti e Vpod. Il lancio della raccolta firme, annunciato lo scorso gennaio dal Partito socialista, è ora diventato realtà. Determinante è stata la bocciatura in Consiglio comunale (25 sì, 30 no e un astenuto), lunedì sera, della mozione presentata tre anni fa da Michela Luraschi (Unità di sinistra), che chiedeva soluzioni concrete per una reale conciliabilità tra lavoro e genitorialità.

La posizione del Municipio, ribadita lunedì nell’ultima seduta di Consiglio comunale, è quella di sostenere attivamente le iniziative private già annunciate e pianificate. Queste prevedono complessivamente una sessantina di nuovi posti nella regione entro il 2027-2029. È stato inoltre ricordato che la competenza per il sussidiamento delle strutture e dell’offerta mirata spetta al Cantone, il quale finanzia unicamente il potenziamento di strutture già esistenti sul territorio, non la creazione di nuovi nidi.

L’iniziativa è stata depositata ieri mattina in Cancelleria comunale e chiede al Municipio di compiere un passo concreto e strutturale: presentare un messaggio per lo stanziamento di un credito destinato alla realizzazione di uno o più nidi dell’infanzia pubblici, con tariffe accessibili per tutte le famiglie. Per la riuscita dell’iniziativa sono necessarie 3’000 firme entro il 23 luglio, che i promotori inizieranno a raccogliere sul territorio a partire da questo sabato al mercato cittadino.

Mancano una sessantina di posti

In conferenza stampa è stato evidenziato che la creazione di nuovi nidi pubblici è un bisogno reale: i dati disponibili mostrano chiaramente che a Bellinzona l’offerta attuale di posti nei nidi non è sufficiente. Studi recenti indicano un fabbisogno scoperto pari a una sessantina di posti. Allo stesso tempo – è stato evidenziato – i costi per le famiglie restano elevati e la distribuzione dei servizi sul territorio è disomogenea. Sempre più genitori devono fare capo a soluzioni di accudimento già nei primi mesi di vita dei figli, mentre le reti informali di sostegno sono sempre meno presenti. «Non possiamo continuare a vantarci della crescita demografica di Bellinzona senza offrire dei servizi pubblici per le famiglie che vengono a vivere qui», ha osservato Lisa Boscolo, capogruppo dell’Unità di sinistra in Consiglio comunale e promotrice dell’iniziativa.

Unica città ticinese senza asili nido pubblici

«Trovo scandaloso che Bellinzona sia l’unica città del nostro cantone a non avere posti di asilo nido pubblici», ha rimarcato Stefano Testa del sindacato Vpod. «Di fatto è l’unica città priva di nidi comunali – gli ha fatto eco Martina Malacrida Nembrini, presidente dell’Ufficio presidenziale del Ps e promotrice dell’iniziativa –. Rammarica constatare la mancanza di lungimiranza e di volontà nel costruire e realizzare un progetto serio a sostegno di chi desidera formare una famiglia».

Malacrida Nembrini ha precisato anche che gli asili nido pubblici saranno complementari a quelli privati «non è concorrenza, l’obiettivo non è sostituire, è rafforzare il sistema: aumentare i posti disponibili, migliorare la pianificazione territoriale e garantire maggiore accessibilità economica». Secondo lei è proprio il nodo tra pubblico e privato ad aver bloccato l’iter: «Nessuno ha mai messo in discussione la necessità di conciliare lavoro e famiglia, ma a far storcere il naso è stato proprio il concetto di creare una struttura comunale». Un’offerta comunale peraltro, ha proseguito Adam Barbato (Partito Comunista), «renderebbe più accessibile e sostenibile il servizio, che avrebbe anche una qualità più omogenea». Barbato è dell’avviso che un’offerta coordinata può avvenire soltanto con un ente pubblico protagonista. Maura Mossi Nembrini (PiùDonne) ricorda che: «Investire in questo settore significa guardare con lungimiranza ai prossimi vent’anni, segnati da un marcato invecchiamento della popolazione. I bambini rappresentano un investimento per la società e per la città. In quest’ottica, l’accesso ai nidi non dovrebbe creare disparità tra chi può permetterselo e chi no». La consigliera comunale evidenzia anche un altro aspetto: «Appare difficile comprendere perché questa mozione non abbia trovato sostegno né tra le forze politiche più vicine al mondo economico, né tra quelle che a livello cantonale dichiarano di voler promuovere la natalità e sostenere le famiglie». Rimanendo nel campo dell’economia e delle politiche familiari, è stato evidenziato come ancora oggi siano soprattutto le donne a ridurre, o interrompere la propria attività lavorativa alla nascita di un figlio. Ragion per cui “nidi accessibili e di qualità permettono una maggiore equità nella ripartizione dei carichi familiari e ampliano la libertà di scelta delle famiglie. Un sistema pubblico di nidi contribuisce a ridurre le diseguaglianze sociali, garantendo a tutti pari opportunità”.

Distribuzione disomogenea

Attualmente nella città di Bellinzona sono disponibili 265 posti nei nidi dell’infanzia gestiti da enti privati senza scopo di lucro, di cui 242 sussidiati dal Cantone. A questi si aggiungono 47 posti nel vicino comune di Arbedo-Castione, spesso frequentati da bambini e bambine bellinzonesi. Anche la distribuzione dei posti non è uniforme sul territorio: il 63,5% di quelli disponibili si concentra a Bellinzona centro, mentre una parte significativa della domanda proviene dai quartieri sud della città.

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2026-04-15T07:00:00.0000000Z

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