laRegione

‘L’ambito fiscale sostenga la continuità’

Il presidente dell’Associazione imprese familiari Martino Piccioli, a margine dell’assemblea, su successione aziendale, governance e condizioni quadro

Di Jacopo Scarinci

«Pianificare la successione per tempo è fondamentale, ma molto deve ancora essere fatto. E serve un contesto normativo e fiscale che sostenga la continuità». Ne è convinto a colloquio con ‘laRegione’ Martino Piccioli, presidente dell’Associazione imprese familiari (Aif ) che ieri si è riunita per la propria 11esima assemblea generale. Tra i temi centrali proprio il passaggio generazionale, ma anche la preoccupazione in ambito fiscale e per la votazione sulla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima: «Essenziale evitare degli aggravi».

Con ordine. Dai vostri dati risulta che il 40% delle aziende famigliari non ha ancora pianificato in modo preciso il futuro successorio, mentre il 26,2% proprio non ha ancora individuato un successore. Come si può affrontare la questione, sia dal vostro lato sia da quello delle condizioni quadro?

La situazione che emerge dai dati è chiara e spiega anche il perché 11 anni fa, anche in Ticino si è sentito il bisogno di tematizzare in modo più mirato i temi unici delle imprese di famiglia, tra cui anche il passaggio da una generazione all’altra. Il dato spiega anche un altro fenomeno, ossia il fatto che la pianificazione della successione è un tema ancora relativamente nuovo per molte famiglie. Spesso il passaggio dalla seconda alla terza generazione coinvolge un numero maggiore di membri della famiglia, come nipoti e cugini, e quindi la successione e la governance diventano processi più complessi che, se non gestiti, generano conflitti che danneggiano l’azienda. Dal nostro lato, come Aif lavoriamo su tre direttrici principali: sensibilizzazione, formazione e condivisione di buone pratiche. Aiutiamo le imprese a comprendere l’importanza di pianificare per tempo, a strutturare modelli di governance più solidi e ad aprirsi anche a competenze esterne quando necessario. Sul piano delle condizioni quadro, è essenziale assicurare stabilità e prevedibilità. Le imprese familiari operano con una visione di lungo periodo e necessitano di un contesto normativo e fiscale che sostenga la continuità. Tale continuità va riconosciuta come un elemento chiave di stabilità socioeconomica e di trasmissione dei valori, a beneficio dell’intero territorio. Avere questo obiettivo territoriale è importante perché il passaggio generazionale non va dato per scontato ed è diventato molto più difficile per il contesto internazionale e la velocità dei cambiamenti. Servono competenze, coraggio e motivazione, che non è scontato trovare.

Sempre su questo tema, qualche mese fa siete stati tra i protagonisti del dibattito nel contrastare l’‘Iniziativa per il futuro’ della Gioventù socialista. È un inizio? Intendete essere più presenti a livello di opinione pubblica?

Quando emergono proposte che possono avere un impatto diretto sulla continuità delle imprese familiari, riteniamo sia nostro dovere contribuire con dati, analisi e una prospettiva concreta. Nel caso specifico dell’iniziativa della Giso si trattava di un attacco ideologico al modello d’impresa familiare che avrebbe avuto un impatto a cascata anche sulle imprese più piccole. L’associazione è nata per difendere il modello d’impresa familiare e facilitare la continuità delle imprese familiari. Questo comprende diverse attività: dal networking e la sensibilizzazione dei nostri soci attorno a tematiche di family business come governance e successione, un lavoro continuo di ricerca, mappatura e divulgazione attraverso il nostro Osservatorio e i partner accademici Usi e Supsi. Ma anche a livello di opinione pubblica, su temi che toccano direttamente il modello d’impresa familiare: le imprese familiari costituiscono una parte fondamentale del tessuto economico e sociale con delle peculiarità uniche, che non vengono sempre prese in considerazione. Continuare a essere presenti significa contribuire a decisioni meglio informate e più equilibrate.

Quali altri temi vi preoccupano e su quali si incentrerà la vostra attività quest’anno?

Continueremo a offrire ai soci momenti di approfondimento su tematiche di governance specifica per imprese di famiglia, affiancati da un networking dedicato esclusivamente ai membri di famiglia, per scambiarsi consigli e buone pratiche. Metteremo l’accento sui vantaggi di una governance più strutturata, propedeutica alle dimensioni attuali e future della famiglia e per favorire lo sviluppo dell’azienda, sempre per imparare a gestire tutti e tre i mondi del family business: famiglia, proprietà e gestione. Un secondo tema è sicuramente l’accesso a competenze manageriali qualificate. La capacità di integrare nuove professionalità, mantenendo al contempo i valori familiari, sarà determinante per la crescita e l’innovazione.

Parlava anche di condizioni quadro, però.

Certamente, ed è un ambito che ci preoccupa in particolare sul piano fiscale. A giugno voteremo sulla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima: per le imprese di famiglia è essenziale evitare che decisioni tecniche si traducano automaticamente in un aggravio fiscale, senza che vi sia stato un reale cambiamento della capacità economica. Per le imprese familiari, la sostanza come immobili e macchinari rappresenta un valore contabile, ma essenziale per l’attività. Un aumento così significativo della pressione fiscale sottrae ogni anno risorse preziose, riducendo la capacità di investire, creare occupazione e garantire il passaggio generazionale. Infine, continueremo a lavorare sul dialogo tra mondo imprenditoriale, accademico e istituzionale. Creare un ecosistema favorevole è essenziale per garantire la continuità dei quasi 85mila posti di lavoro offerti dalle imprese familiari sul territorio e il loro contributo all’economia e alla società.

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2026-04-22T07:00:00.0000000Z

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