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Un rifugio da salvare tra memoria e futuro

Avviata una raccolta fondi per ristrutturare una capanna in condizioni precarie sul Passo del Campolungo a cavallo tra Leventina e Vallemaggia

Di Katiuscia Cidali

Una capanna che è testimonianza del passato, ma che desidera ancora guardare al futuro. La costruzione si trova al Passo del Campolungo, a 2’318 metri di altitudine, tra la Valle Leventina e la Vallemaggia, nel territorio di Prato Leventina. L’edificio è di proprietà del locale Patriziato, che ha concesso al Gruppo Amici Basciota dal Chiamplong – nome che in dialetto valmaggese significa ‘baracca del Campolungo’ – l’autorizzazione al ripristino e l’usufrutto a tempo indeterminato. Oggi, però, la struttura si trova in condizioni decisamente precarie: il suo stato di degrado deturpa in modo evidente il paesaggio circostante e rappresenta un’immagine poco accogliente per gli escursionisti che raggiungono il passo.

Il gruppo promotore (composto da Raffaella Gad Giulietti, Mariella Tabacchi Di Foglio, Valerio Tabacchi e Maurizio Dazio) intende ora recuperare l’edificio conservandone quanto possibile e rispettandone le caratteristiche originali, con l’obiettivo di trasformarlo in un rifugio spartano d’emergenza per escursionisti in difficoltà o di passaggio. «L’idea nasce dal desiderio di preservare questa costruzione come testimonianza del passato», spiega Mariella Di Foglio alla ‘Regione’. «Siamo cresciuti a Fusio e frequentiamo da sempre questa zona: vedere la capanna deteriorarsi anno dopo anno ci dispiace profondamente». Per finanziare l’intervento è stata avviata una raccolta fondi sulla piattaforma progettiamo.ch, con l’obiettivo di raccogliere 45’000 franchi, somma che coprirà una parte significativa dei lavori. Il progetto prevede il rifacimento completo della copertura del tetto, compresa la struttura portante, il recupero dei frontoni in legno, risanamenti puntuali della muratura perimetrale con la realizzazione di aperture per la ventilazione del vespaio, la sostituzione del pavimento del piano terra, la posa di nuovi serramenti e un nuovo arredamento interno con stufa a legna, tavolo con panche, angolo cucina e materassi.

Attualmente i frontoni in legno sono completamente deteriorati, le lamiere del tetto e parte della struttura portante devono essere sostituite, il pavimento è da rifare integralmente e gran parte dell’arredo interno non è più utilizzabile. La base in cemento, invece, potrà essere mantenuta con interventi di risanamento mirati. Durante l’estate 2025 si è già proceduto allo sgombero completo della capanna.

Un territorio alpino di grande valore naturalistico

La regione del Campolungo non è solo meta estiva per escursionisti, ma anche in inverno offre itinerari ideali per lo scialpinismo e le escursioni con le racchette da neve. Si tratta di un paesaggio alpino di grande pregio, caratterizzato da una geologia particolare e da una ricca biodiversità. L’area è infatti nota per la presenza di marmi dolomitici e per la sua complessa storia geologica, visibile nelle rocce cristalline e nei sedimenti di origine marina. Il Passo del Campolungo, situato tra la Leventina e la Vallemaggia, è raggiungibile attraverso una rete di sentieri escursionistici ben segnalati e molto frequentati, parte della rete ufficiale dei sentieri del Cantone Ticino.

Durante la stagione estiva la zona è molto frequentata dagli escursionisti, che possono contare non solo su sentieri curati e ben segnalati, ma anche su diversi rifugi alpini custoditi, che permettono traversate di più giorni. Nei pressi del passo transita inoltre la Via Alta Idra: la terza tappa prevede il pernottamento alla Capanna Leit, situata proprio di fronte al Passo del Campolungo.

Una ‘baracca’ nata negli anni 50

La struttura oggi conosciuta come ‘baracca del Campolungo’ fu costruita negli anni 50 dall’impresa incaricata della realizzazione della teleferica utilizzata per il trasporto del cemento dalla Leventina alla Valle Lavizzara, necessario per la costruzione della diga del Sambuco. In origine fu utilizzata come alloggio per gli operai impegnati nei lavori sul passo; successivamente venne impiegata dal personale dell’Ofima Sa per il controllo delle infrastrutture. Con l’evoluzione dei sistemi di trasporto, la struttura perse progressivamente la sua funzione originaria. Tra il 1995 e il 2018 fu affidata all’Associazione cercatori di minerali e fossili del Ticino, che la utilizzò come rifugio durante le attività di ricerca e studio di minerali e cristalli. La regione del Campolungo è infatti rinomata per la presenza di minerali ben cristallizzati nelle dolomie triassiche.

Dal 2018 la capanna è stata completamente abbandonata e il tempo ha accelerato il suo degrado, rendendo necessario un intervento urgente per evitarne il deterioramento definitivo. È da questa situazione che nasce il progetto del Gruppo Amici Basciota dal Chiamplong, che si propone di restituire dignità alla struttura. «Nonostante non sia una costruzione tipica dell’architettura tradizionale alpina, rappresenta comunque un importante frammento della storia locale», sottolinea Di Foglio. «Vogliamo restituire al Campolungo parte del suo antico splendore: è un territorio unico e protetto a livello federale per le sue ricchezze naturali».

BELLINZONA E VALLI

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2026-05-16T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281621016971734

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