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Dopo la scoppola l’Udc rilancia: ‘Giro di vite’

Al Nazionale tre mozioni di Marchesi: più rimpatri, spostare alcuni centri nelle città e meno ricongiungimenti. ‘Per 12 cantoni tra cui il Ticino è un problema’

Di Jacopo Scarinci

L’Udc non si arrende e rilancia. Un giorno e mezzo per metabolizzare la sconfitta alle urne dell’iniziativa popolare ‘No a una Svizzera da 10 milioni di abitanti’ e mezza giornata per ripartire all’attacco: perché il 45 per cento dei votanti ha manifestato comunque una certa insofferenza sul tema, e perché qualcosa, per i democentristi, deve comunque migliorare.

Il modello danese

Sono tre le mozioni che il consigliere nazionale e presidente cantonale Piero Marchesi ha depositato a Berna, tutte per dare un giro di vite al settore dell’asilo. La prima chiede di “applicare con rigore il diritto d’asilo e rafforzare l’orientamento al rimpatrio, ispirandosi al modello danese”. La Danimarca, scrive Marchesi nella sua prima mozione, “ha sviluppato una politica d’asilo rigorosa, fondata sulla distinzione tra protezione, migrazione economica e soggiorno duraturo. La Svizzera dispone già di strumenti simili, ma sono applicati in modo insufficiente”. Partendo da un assunto in casa democentrista: “Una parte considerevole delle persone che presentano una domanda di asilo in Svizzera non adempie alle condizioni per ottenere lo statuto di rifugiato, poiché non fugge da una persecuzione individuale ai sensi del diritto d’asilo, ma è spinta soprattutto da motivi economici o dalla ricerca di migliori prospettive di vita”. Quindi, primo giro ai bulloni.

Campagna e città ‘rosse’

Il secondo, Marchesi lo propone riprendendo in toto le affermazioni del capogruppo Udc alle Camere federali Thomas Aeschi nel commentare, domenica, l’esito del voto: sui centri d’asilo “vanno responsabilizzate le città e sgravate le periferie”. Questo perché la mappa della votazione ha confermato una tendenza in atto, secondo i democentristi: “Le grandi città e diversi agglomerati sostengono più spesso una politica migratoria aperta, mentre molte regioni periferiche e rurali chiedono maggiore controllo e rigore. Questa divergenza deve riflettersi anche nella pianificazione delle strutture d’asilo”. Per Marchesi “non è coerente che territori che votano per una politica migratoria più restrittiva debbano sopportare in misura rilevante gli oneri pratici di scelte sostenute soprattutto nei centri urbani”. In altre parole: “Chi sostiene una politica più aperta deve assumersi una parte proporzionata delle relative responsabilità”.

‘Anche chi si è opposto ha detto che si deve fare qualcosa, li aspettiamo’

Nella terza mozione, Marchesi alza il tiro contro chi in campagna elettorale si è opposto all’iniziativa Udc. Forte del fatto che “il 45,2% dei votanti e ben 12 cantoni hanno approvato la proposta”, ciò significa “che una parte molto importante della popolazione ritiene eccessiva l’immigrazione”. Da qui la proposta di limitare il ricongiungimento familiare a chi può mantenere i propri familiari, e Marchesi inziga: “Anche molti contrari all’iniziativa hanno riconosciuto il problema. La loro opposizione non era sempre diretta contro l’obiettivo di ridurre la pressione migratoria, ma spesso contro le conseguenze istituzionali dell’iniziativa, in particolare il rischio di mettere in discussione gli accordi Bilaterali con l’Ue”. Quindi, sibillino anzichenò, afferma: “Si può ragionevolmente ritenere che il numero di cittadini preoccupati dall’attuale livello d’immigrazione sia superiore alla sola quota dei voti favorevoli”. Ed ecco che si solleva la scure: “Il ricongiungimento familiare merita una revisione rigorosa”. Nel senso che, continua Marchesi,

“la Svizzera deve poter privilegiare l’immigrazione economica necessaria al mercato del lavoro, cioè persone che vengono per lavorare, contribuire all’economia e finanziare lo Stato sociale”.

‘Anche il Ticino ha parlato’

Insomma, non perde tempo l’Udc. «No, affatto – spiega Marchesi a ‘laRegione’ –. Col voto ancora caldo e fumante, compreso quello del Ticino che con il recente caso di Giubiasco vede coi suoi occhi il problema, per noi ha perfettamente senso inoltrare queste mozioni in attesa di quelle degli altri, che sicuramente saranno interpretate come più intelligenti e migliori delle nostre. Io molto umilmente guardo il risultato del voto, vedo 12 cantoni a favore, e propongo le mie». Sperando, va da sé, «siano sostenute anche da tutti quelli che durante il dibattito hanno sostenuto che nel settore dell’asilo ci sono molti problemi da risolvere e che ci sono bulloni da stringere». Ma non si rischia, con queste mozioni, di ripetere lo schema? Anche l’asilo è retto da Accordi internazionali che è difficile andare a toccare. «Ci sono accordi da rispettare e siamo d’accordo – risponde Marchesi –, ma nell’applicazione ad esempio di Schengen e Dublino ci sono molti margini di manovra. La prova è che altri Stati stanno mettendo in piedi modelli addirittura molto più rigidi di quanto proponiamo noi. Già col quadro giuridico attuale si potrebbe stringere i famosi bulloni, ma il consigliere federale Beat Jans a parole è un campione del mondo, coi fatti invece i suoi risultati si fa molta fatica a vederli».

Il tema della contrapposizione tra città e campagna non è una novità in casa Udc, e la proposta di Marchesi «non è da leggere come punitiva nei confronti di chi ha votato. Ma città e periferie danno una lettura sempre più diversa dei fatti, con le città super accoglienti, super aperte e non mettono mai in discussione nulla che riguardi l’immigrazione mentre in campagna ci sono molte più criticità che emergono». Però, «è un fatto che i centri d’asilo molto spesso sono nelle periferie. Diventa facile teorizzare quando i problemi sono degli altri. È un discorso di responsabilità, in città ci sono evidentemente cittadini più disposti al sacrificio».

Serviranno maggioranze, guarda in casa Plr, un partito che a livello federale più volte ultimamente ha spinto per un settore dell’asilo più selettivo? «Spesso in commissione e in parlamento troviamo maggioranze per andare nella giusta direzione. Se con loro e qualcuno del Centro troveremo una quadra, rispettando quanto detto anche da loro in campagna, sono abbastanza fiducioso che si arrivi a tetto».

CANTONE

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2026-06-17T07:00:00.0000000Z

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