IL DIBATTITO
Proposta di rinvio disinnescata
A quindici anni dall’incidente di Fukushima in Giappone, l’attuale divieto di costruire nuove centrali atomiche in Svizzera va abrogato. Dopo gli Stati in marzo, giovedì anche il Consiglio nazionale ha approvato – in seconda battuta, con 108 voti contro 87 e 2 astenuti – il controprogetto indiretto del Consiglio federale all’iniziativa popolare ‘Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)’. La revisione della legge, così come l’iniziativa (bocciata anche dal Nazionale con 129 voti contro 66 e 2 astenuti), prevede di revocare il divieto di costruire nuove centrali nucleari, sancito dalla Strategia energetica 2050 approvata dal popolo nel 2017.
Lunedì il plenum aveva approvato di misura (100 voti contro 97 e 2 astenuti) il rinvio dell’incarto al Consiglio federale, con l’incarico di elaborare un nuovo disegno che regolamenti anche il finanziamento della costruzione di centrali nucleari. Giovedì si è assistito a una sorpresa. Con 100 voti contro 98, stavolta la Camera del popolo ha bocciato la proposta di rinviare il dossier al Governo.
Referendum bell’e pronto
Come per gli Stati, anche per una maggioranza – seppur risicata – del Nazionale (Udc, Plr e sette ‘centristi’), il ritorno all’energia nucleare va quindi deciso senza attendere (come volevano la sinistra, i Verdi liberali e la maggior parte del Centro) ulteriori chiarimenti sulle conseguenze finanziarie della costruzione di nuove centrali.
A far evolvere la posizione di taluni è stato anche il passo compiuto martedì dal Consiglio degli Stati. La Camera alta ha mantenuto il suo sostegno incondizionato al controprogetto. Tuttavia, senza apportare modifiche alla modifica di legge, la sua Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia ha commissionato al Dipartimento del ministro dell’Energia Albert Rösti un rapporto che dovrà delineare entro fine anno le conseguenze finanziarie di tali progetti di nuove centrali nucleari. Il rapporto sarebbe quindi disponibile prima che si tenga una votazione popolare.
Il controprogetto va stamattina alle votazioni finali. Se reggerà, lo aspetta il referendum. A lanciarlo sarà una coalizione ‘No alle nuove centrali nucleari’, della quale fanno parte, tra gli altri, i Verdi, il Ps, il Pvl e organizzazioni come Greenpeace e la Fondazione Energia (Ses). Alcuni politici del Centro dovrebbero prestare man forte durante la campagna in vista del voto.
SVIZZERA
it-ch
2026-06-19T07:00:00.0000000Z
2026-06-19T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281621017041533
Regiopress SA