‘Separazione dei poteri crassamente violata’
La vicenda del 14enne detenuto. L’ex procuratore Jacques Ducry sull’incontro voluto da Zali: ‘Se le cose stanno come riportate dai media è un fatto grave’
«Una crassa violazione della separazione dei poteri e anche un eventuale conflitto di interessi». Intervenendo ieri mattina a ‘Liscio e Macchiato’, la rassegna stampa su ‘Liberatv’ curata dai colleghi Andrea Leoni e Marco Bazzi, l’ex procuratore pubblico e già giudice istruttore Jacques Ducry non ha usato giri di parole nel definire l’iniziativa di Claudio Zali, ovvero la riunione sollecitata dal consigliere di Stato leghista in relazione al collocamento al carcere giudiziario della Farera del 14enne sotto inchiesta per gravi illeciti. Una riunione voluta da Zali – conoscente della madre e del figlio detenuto – con gli attori statali coinvolti nella gestione delle strutture detentive cantonali e dei minori autori di reato. Tenutasi la settimana scorsa nell’ufficio del ministro, erano presenti la magistrata dei minorenni Fabiola Gnesa, la direttrice medica del Servizio di medicina penitenziaria dell’Eoc Teresa Salamone, la responsabile della Divisione giustizia (Dipartimento istituzioni) Frida Andreotti e il direttore delle strutture carcerarie Stefano Laffranchini. In quell’occasione, stando a nostre informazioni, Zali ha chiesto la scarcerazione/trasferimento dalla Farera del 14enne, in tempi celeri. Istanza ovviamente non accolta. I suoi interlocutori gli hanno spiegato le modalità di presa a carico di tutti i minorenni detenuti. Quindi, dei minorenni detenuti in generale. Nel frattempo il ragazzo è stato spostato a Stabio, nell’Unità di cura pedopsichiatrica dell’Osc. Il regime di collocamento chiuso è rimasto tale.
Una vicenda, quella dell’incontro, che potrebbe presentare anche elementi di rilevanza penale. Secondo Ducry, potrebbe configurasi il reato di «abuso di autorità, se le cose sono andate come riportate dai media». Ma anche quello di «tentata istigazione alla violazione del segreto d’ufficio», ha aggiunto il già magistrato rispondendo alle domande di Leoni e Bazzi. Il Ministero pubblico per ora non ha aperto alcun procedimento. Verosimilmente, prima di decidere, attende gli accertamenti del Consiglio della magistratura, che a breve sentirà, a proposito della riunione, la magistrata dei minorenni. «In Procura, ai miei tempi, gli incarti – ha ricordato Ducry – si aprivano anche in seguito a notizie apparse sui media». Al netto degli eventuali risvolti penali, resta comunque un fatto, a detta dell’ex pp ed ex deputato al Gran Consiglio: «Nessuno ha negato l’esistenza di quell’incontro e allora non vedo perché un ministro debba convocare addetti ai lavori su un caso giudiziario pendente. Ripeto: se quanto riferito dalla stampa corrisponde al vero, si tratta di un caso istituzionalmente grave». Da «chiarire» in tempi rapidi. «Il diretto interessato potrebbe indire una conferenza stampa»: fornire così la propria versione e spiegare. Anche la politica invoca spiegazioni sull’incontro sollecitato da Zali. Giovedì nel corso di una riunione online, già agendata, l’Ufficio presidenziale del
Gran Consiglio ha inoltrato alle commissioni parlamentari ‘Gestione’ e ‘Giustizia e diritti’ la richiesta dell’Mps di attivare l’alta vigilanza. Con l’invito ai due organi del Legislativo cantonale a concertarsi fra di loro.
E sulla vicenda si esprimono pure i Verdi liberali. Con un comunicato stampa e un’interpellanza all’indirizzo del governo. “Il caso del quattordicenne collocato presso il carcere giudiziario La Farera ha riportato al centro del dibattito pubblico due questioni sempre più preoccupanti: da un lato l’inadeguatezza delle strutture detentive cantonali per i minorenni e per le donne, dall’altro l’ingerenza della politica nel sistema giudiziario”, scrive il Pvl. “A destare preoccupazione – prosegue – non è soltanto il singolo caso, bensì il modo in cui le istituzioni si sono attivate. Le modalità e le ragioni dell’intervento di un consigliere di Stato sollevano una questione di principio: le istituzioni reagiscono con la stessa attenzione e determinazione di fronte a tutte le situazioni problematiche che coinvolgono minori e persone detenute, oppure soltanto quando un caso assume particolare visibilità o vicinanza personale?”. Per il Pvl “uno Stato di diritto credibile deve garantire uguale attenzione, uguale protezione e uguale trattamento a tutti”. È dunque “necessario chiarire in modo trasparente quali siano state le modalità dell’intervento politico in questa vicenda e se esse siano pienamente compatibili con il corretto funzionamento delle istituzioni e con l’indipendenza delle procedure giudiziarie e amministrative”.
Scende in campo anche Più Donne. Lo fa con un’interrogazione che trae spunto, oltre che dal caso del 14enne, dalle “fughe dall’Unità di cura pedopsichiatrica di Stabio”, dall’“aumento dei ricoveri psichiatrici minorili” e dalla “crescente complessità delle situazioni segnalate dai servizi e dalla Magistratura dei minorenni”. Più Donne chiede al governo anche di fare “chiarezza sul progetto del Centro educativo chiuso per minorenni ‘La Clessidra’, approvato dal Gran Consiglio nel 2022 ma di cui non si hanno più notizie concrete”. Si affronta inoltre il tema della prevenzione giovanile, chiedendo chiarimenti sulle risorse e sul futuro del Gruppo Visione Giovani.
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