laRegione

‘Lo specchio dei giorni’, un libro di storie di vita

La pubblicazione di Marisa Zanga nasce dall’esperienza con il gruppo di paese Dasi Dasi e raccoglie voci e fotografie di una quindicina di anziani del Bellinzonese

Di Katiuscia Cidali

Ci sono fotografie che restano per anni in fondo a un cassetto. Ogni tanto riemergono tra le mani quasi per caso: un volto giovane, un vestito della domenica, uno sguardo che sembra appartenere a un’altra epoca ma che invece è sempre attuale. È proprio da quel dialogo tra ieri e oggi che è nato ‘Lo specchio dei giorni’, il libro curato da Marisa Zanga che raccoglie i ricordi e i percorsi di vita di una quindicina di anziani del Bellinzonese. Autopubblicato nel febbraio di quest’anno e già presentato a Gorduno e a Locarno, il volume di 127 pagine nasce da un’esperienza che negli anni ha trasformato semplici incontri in uno spazio di condivisione.

Una sorta di viaggio umano tra gioia, sofferenza, serenità e quei dettagli apparentemente piccoli che finiscono per raccontare un’esistenza intera. «Per la stesura del libro gli ingredienti sono stati emozioni e sentimenti», racconta Marisa Zanga. Emozioni nate all’interno di un gruppo di anziani di cui si occupa da anni a Gorduno e che hanno preso forma attraverso racconti e fotografie. Il libro – con prefazione di Giuseppe Zois, giornalista e già direttore del Giornale del Popolo – è strutturato in tre capitoli, come le tappe di un percorso interiore.

Tre tappe di un percorso interiore

Nel primo vengono raccolti i vissuti personali; i partecipanti hanno iniziato raccontando la propria storia durante gli incontri del gruppo, trascrivendo poi i ricordi in un quaderno per leggerli insieme. Ma ogni percorso si conclude con una domanda che guarda al presente: ‘Come stiamo oggi?’. «Ricordarsi di ieri è una cosa, ma ricordarsi di come siamo oggi rafforza il senso di identità personale», spiega Zanga. Il secondo capitolo porta un titolo che lascia intuire il peso dei temi affrontati: Uscita d’emergenza; dove trovano spazio i racconti della sofferenza e del lutto, esperienze che inevitabilmente attraversano ogni vita. C’è chi ricorda la perdita del padre a cinque anni, chi racconta la morte di un figlio, chi rivive il dolore di un nipotino scomparso troppo presto. In queste pagine vengono condivisi racconti delicati e profondi, dove il dolore appare come un passaggio obbligato nel cammino verso una nuova serenità. Poi arriva il terzo capitolo, dedicato proprio alla felicità. Il suo sottotitolo è significativo: ‘Se la serenità è un’arancia, la felicità ne sono i suoi spicchi’. Una frase semplice che rende l’idea di una felicità fatta di frammenti, di momenti piccoli ma preziosi. Ad arricchire il libro ci sono anche fotografie dei protagonisti quando erano giovani. Una scelta nata spontaneamente che invita a riflettere

in maniera più profonda sul tempo e sull’identità. Tra le pagine trovano posto anche i link che permettono di accedere ai filmati realizzati negli anni e caricati sul sito del Museo della memoria (progetto dell’Associazione ticinese terza età volto a conservare, su supporto informatico, immagini e documenti relativi alla Svizzera italiana di una volta). Questo ponte tra carta, immagini e video ha suscitato particolare interesse durante le presentazioni del libro; gli incontri vengono infatti accompagnati da letture, musica e proiezioni. Prima del libro c’è però una storia che parte da ancora più lontano.

L’ultima fioritura del ciliegio

Tutto comincia nel 2017, con il video amatoriale ‘L’ultima fioritura del ciliegio’ realizzato da Zanga, che è stata anche l’ultima presidente dell’Associazione bellinzonese cine-video dilettanti che si è sciolta all’inizio di quest’anno per mancanza di ricambio generazionale. Per quel progetto intervistò quella che allora era la persona più anziana di Gorduno, un uomo di 87 anni che raccontò i cambiamenti del territorio dal dopoguerra in avanti. Da quel momento altre persone iniziarono a voler condividere le proprie storie.

Racconti che diventano immagini e tracce

Così nacque Dasi Dasi – che in dialetto significa ‘adagio adagio’ – un gruppo che dal 2022 si ritrova ogni lunedì pomeriggio nella sala parrocchiale di Gorduno. Un nome che racchiude una filosofia precisa: mantenere il più a lungo possibile capacità, interessi e relazioni, lasciando che ciò che inevitabilmente cambia con il tempo lo faccia, appunto ‘dasi dasi’. I partecipanti, una decina quest’anno, hanno tra gli 80 e i 95 anni. Durante gli incontri si legge, si propongono attività manuali, si parla di temi legati alla salute, ci sono conferenze, musica, incontri con esperti e momenti di semplice condivisione.

In arrivo un’altra opera

Intanto Marisa Zanga guarda già avanti, è infatti in preparazione un secondo libro che accompagnerà i lettori nell’infanzia e nell’adolescenza dei protagonisti: i primi baci, il Carnevale, la spesa di una volta, le tradizioni religiose e altri frammenti di un mondo che nel frattempo è cambiato. Libri come ‘Lo specchio dei giorni’ raccontano qualcosa che appartiene a tutti: il bisogno di sentirsi ascoltati e la possibilità di lasciare una parte di sé attraverso le proprie storie.

BELLINZONA E VALLI

it-ch

2026-07-27T07:00:00.0000000Z

2026-07-27T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281621017122738

Regiopress SA