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Iniziativa popolare, il Centro c’è

Pure sindacati e Verdi confermano l’adesione alla proposta socialista di alzare di 85 franchi i sostegni mensili per i figli. A breve la raccolta firme

Di Andrea Manna e Vittoria De Feo

Il programma: entro la metà del prossimo mese la costituzione ufficiale del comitato e ai primi di dicembre una conferenza stampa per illustrarla e avviare la raccolta firme. È l’iniziativa popolare preannunciata dal Partito socialista per aumentare di 85 franchi l’assegno mensile per i figli, che passerebbe così da 215 a 300 franchi, e l’assegno mensile di formazione (da 268 a 353 franchi). «Come Ps – spiega il vicepresidente Danilo Forini – abbiamo organizzato nelle scorse settimane degli incontri con tutte le altre forze politiche della sinistra, con il Centro, Più Donne e con i sindacati per sapere chi avrebbe sostenuto l’iniziativa e chi, oltre ad appoggiarla, avrebbe voluto far parte del comitato. Ci riuniremo comunque nuovamente. L’intento è di istituire per metà novembre il comitato d’iniziativa». Intanto c’è un punto fermo ed è il sì del Centro, autore in passato di richieste simili sul tema. «Nel comitato saranno rappresentati in maniera importante sia il partito sia l’Ocst», conferma il deputato e sindacalista Claudio Isabella. «L’obiettivo – aggiunge – è di aiutare le famiglie: oggi crescere un figlio è un impegno non indifferente anche sul piano economico. C’è poi un grosso problema, che è quello della denatalità. Nel nostro cantone – osserva ancora il granconsigliere centrista – si dovrebbe ormai parlare non più di inverno demografico, ma di glaciazione demografica. E come attestano molti studi, uno dei motivi principali è proprio quello finanziario. Nella richiesta di aumento degli assegni vogliamo essere in prima fila».

È nel frattempo in via di definizione il testo dell’iniziativa. «Verrà affinato d’intesa tra i vari partner», indica Forini. La bozza: “Di fronte al costante calo delle nascite e alle crescenti difficoltà finanziarie delle famiglie ticinesi chiediamo che gli assegni per i figli siano portati a 300 franchi mensili e gli assegni di formazione a 353 franchi mensili. Anche le famiglie a reddito modesto dovranno beneficiare di questo aumento. Con la presente iniziativa popolare legislativa nella forma elaborata si chiede che la Legge sugli assegni di famiglia del 18 dicembre 2008 sia modificata come segue: Articolo 3 (modifica) 1) L’assegno per figli corrisponde ad almeno 300 franchi mensili e in ogni caso non è inferiore al minimo previsto dalla LAFam (la Legge federale sugli assegni familiari, ndr). 2) L’assegno di formazione corrisponde ad almeno 353 franchi mensili e in ogni caso non è inferiore al minimo previsto dalla LAFam. 3) Il Consiglio di Stato adegua al rincaro gli importi minimi degli assegni allorché procede all’adeguamento degli importi e delle soglie definite nella Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali”. Norma transitoria: “Le modifiche dell’articolo 3 entrano in vigore il 1° gennaio seguente la loro approvazione parlamentare o popolare”.

‘Inclusi anche i redditi più bassi’

Ad aderire al comitato è pure l’Uss, l’Unione sindacale svizzera, sezione Ticino e Moesa, di cui fa parte anche la Vpod. «Sosterremo convintamente l’iniziativa», afferma la sua co-segretaria Giulia Petralli. «L’obiettivo – ribadisce – è rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie, attraverso l’aumento degli assegni ai figli, uno strumento fondamentale per fare fronte a parte delle spese di tutti i giorni». Uno scopo, sottolinea la sindacalista, «che condividiamo perché rappresenta un incremento dei salari che riteniamo necessario, in particolare a fronte di un aumento costante dei costi della vita». Cruciale, per Petralli, «è aumentare questi assegni familiari rispetto al minimo standard che abbiamo in Ticino, seguendo l’esempio di altri Cantoni che hanno già legiferato in questa direzione». Di più. «Il nostro Cantone deve fare questo passo, proprio perché abbiamo i salari più bassi della Svizzera. È quindi doveroso aiutare le famiglie con figli». Nel comitato dell’iniziativa entreranno presumibilmente anche i Verdi. «Ci siamo, ma dobbiamo ancora passare dal nostro comitato cantonale di partito», sostiene Petralli, esprimendosi questa volta in qualità di deputata.

C’è di più. Parallelamente alla raccolta firme per l’iniziativa popolare, verrà lanciata dal comitato, anticipa Petralli, anche un’iniziativa parlamentare volta a modificare la Laps, la Legge sull’armonizzazione e coordinamento delle prestazioni sociali, affinché l’aumento eventuale degli assegni ai figli vada anche in favore dei redditi più bassi, ovvero coloro che per esempio sono al beneficio di aiuti assistenziali. Se approvato, infatti, in alcuni casi l’incremento potrebbe non comportare un reale aumento, poiché questo rientrerebbe direttamente nel contributo della prestazione già versata, in altri invece questi assegni potrebbero comportare un effetto soglia, escludendo alcune famiglie dagli aiuti. L’iniziativa parlamentare propone dunque che l’assegno ai figli non venga considerato nel calcolo del fabbisogno Laps. Tradotto: anche i redditi più bassi a beneficio delle prestazioni sociali dovrebbero essere inclusi in questo aumento degli assegni. Riprende Petralli: «È un’altra delle ragioni per cui sosteniamo convintamente l’iniziativa popolare. Con entrambi gli interventi sarà possibile aiutare anche i redditi più bassi».

Mps: ‘L’appoggeremo’

Non farà parte del comitato d’iniziativa l’Mps. «Ma la sosterremo pienamente e inviteremo senz’altro a firmarla», chiarisce Giuseppe Sergi. «Le richieste dell’iniziativa rispondono a una necessità e corrispondono anche a proposte di modifiche legislative che abbiamo avanzato in Gran Consiglio purtroppo bocciate. Ben venga allora questa iniziativa». Oggi, evidenzia il deputato dell’Mps, «crescere dei figli è sempre più costoso e le risorse e i mezzi a disposizione delle famiglie sono sempre meno. I redditi reali tendono infatti a stagnare o a diminuire». Torniamo all’iniziativa popolare. E quindi alla domanda su come si pensa di finanziarie l’aumento degli assegni per figli e di formazione. Quesito che avevamo girato in un articolo, pubblicato in luglio, a Forini. “Se si considerano le stime del Consiglio federale sull’impatto della proposta in discussione alle Camere, il costo della nostra iniziativa potrebbe aggirarsi intorno ai 100 milioni di franchi annui, principalmente a carico dei datori di lavoro come aliquota sui salari, come peraltro prevede la legge federale per quel che attiene agli assegni figli e di formazione – spiegava il deputato e vicepresidente del Ps –. Le finanze cantonali sarebbero toccate solo marginalmente”. Rilevava ancora Forini: “Siccome in Ticino i salari complessivi annui sono un po’ superiori ai 15 miliardi di franchi, la somma richiesta per il finanziamento dell’iniziativa costituirebbe meno dello 0,7% della massa salariale complessiva. Per un aumento di 85 franchi mensili l’aumento dell’aliquota può quindi essere stimato nella misura dello 0,51% al massimo”. Secondo il parlamentare, poi, “è importante notare che questi aumenti dell’aliquota sono ampiamente relativizzati dal suo costante ribasso nel corso degli ultimi anni dovuto alla denatalità. L’aliquota a carico dei datori di lavoro per il finanziamento degli assegni familiari è scesa dal 2,05% del 2020 all’attuale 1,6%. Vista la denatalità e visto l’esubero delle riserve nei fondi, non sono da escludere altri ribassi”. Per Forini, “anche il peso totale degli oneri sulla massa salariale a carico dei datori di lavoro è al ribasso. Nel 2020 era dell’11,293%, senza la quota dell’assicurazione infortuni, mentre nel 2026 è del 9,895%”. L’iniziativa, annotava il deputato del Ps, “chiederebbe un aumento totale dell’aliquota a carico dei datori dello 0,535%, comunque inferiore all’onere di qualche anno fa”.

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2026-10-30T07:00:00.0000000Z

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