Un livello più alto in estate, ‘ok’ dalla Cassazione italiana
Confine, respinto il ricorso dei Comuni rivieraschi
La battaglia sui livelli estivi del Lago Maggiore, iniziata nel dicembre 2021, con la decisione dell’Autorità di bacino del Po di autorizzare – nel periodo compreso fra il 15 marzo e il 15 settembre – il raggiungimento di quota 135 centimetri sopra lo zero idrometrico di Sesto Calende, è terminata in questi giorni: la Corte di Cassazione, infatti, ha confermato la sentenza del 2023 del Tribunale delle acque di Milano, per cui l’innalzamento iniziato nel 2022 continuerà sia quest’anno che nel 2026, periodo in cui terminerà la sperimentazione. I giudici della Suprema Corte hanno rigettato le istanze dei Comuni rivieraschi del Verbano occidentale (Verbania, Cannobio, Cannero, Oggebbio, Ghiffa e Baveno) e della Provincia del Vco (Verbano-Cusio-Ossola) che in precedenza avevano presentato un ricorso al Tribunale delle acque di Milano. Ricorso che, respinto nel 2023, aveva spinto i Comuni sulle sponde del Maggiore e la Provincia ha tentare la carta della Suprema Corte; quest’ultima ha rigettato l’istanza e ha imposto ai ricorrenti di pagare le spese legali sostenute dalla parte avversa.
Spiagge e rive per il turismo versus agricoltura ed elettricità
Una decisione considerata come una beffa dalle amministrazioni comunali, che contestavano il possibile contraccolpo che l’applicazione di quanto deciso dall’Autorità di bacino del Po può generare sull’attrattività turistica delle località lacustri in periodo di balneazione: infatti, il lago troppo alto d’estate può pregiudicare le dimensioni delle spiagge, tenendo sott’acqua metri preziosi di riva. Senza dimenticare che con il livello del lago più alto aumenta il rischio di finire allagati in presenza di fenomeni atmosferici estremi. Preoccupazioni che negli anni scorsi erano state manifestate anche nel Locarnese.
A sollecitare la possibilità di mantenere più alto il livello del lago nei mesi estivi era stato il Consorzio del Ticino, l’Ente regolatore della diga della Miorina. Obiettivo: stoccare più acqua, accumulando così un maggior quantitativo idrico da destinare alle esigenze dell’irrigazione (leggi agricoltura della Pianura Padana). Negli scorsi anni questo settore aveva subìto pesanti contraccolpi a causa della forte siccità. L’acqua immagazzinata nel lago serve inoltre alle centrali elettriche poste a valle della Miorina. L’esperimento che terminerà nel 2026 ammette anche la possibilità di alzare il livello del Lago Maggiore a un metro e mezzo.
LOCARNO E VALLI
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2025-03-29T07:00:00.0000000Z
2025-03-29T07:00:00.0000000Z
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