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Pollegio alza la pressione su cave e linea ferroviaria

Nel primo caso è intervenuto su Personico per porre fine agli abusi; prevista anche la misurazione del rumore. Su AlpTransit criticato il silenzio delle Ffs

Il Municipio, partendo da un caso specifico, vuole andare a fondo di situazioni abusive nella lavorazione della pietra. E chiede di essere coinvolto nell’analisi della linea AlpTransit.

Il problema esiste, è conosciuto e dev’essere risolto al più presto. È quanto afferma il Municipio di Pollegio rispondendo al gruppo Ps-Giso-Verdi-Indipendenti che chiedeva lumi su depositi di materiale, invasione dell’alveo del fiume Ticino e rumore derivante dalle attività estrattive nella zona delle cave. L’Esecutivo condivide “le preoccupazioni espresse e conferma che la situazione richiede interventi decisi da parte delle autorità competenti”. Idem per la linea AlpTransit: anche in questo caso l’autorità comunale, rispondendo a un’altra interpellanza del medesimo gruppo dichiara di essere quanto mai determinato nei confronti delle Ffs.

Le irregolarità scoperte

Nel primo caso, scrive il Municipio, il problema è relativo a diverse irregolarità venute a galla nella gestione delle cave di proprietà della Bignasca Sa: caricamento di materiale misto con modifica della sezione stradale (innalzamento e allargamento), sconfinamento delle opere verso l’argine del fiume Ticino su un fondo demaniale, esecuzione di condotte per lo smaltimento delle acque con scarico verso il fiume, modifiche del tracciato stradale e occupazione di due piazze di scambio con materiale in granulato d’asfalto. Irregolarità che l’Esecutivo ha constatato direttamente nel corso di sopralluoghi effettuati e sulla scorta dei rilievi del geometra incaricato. Considerata la possibilità che la situazione potesse arrecare danno anche al fiume Ticino, il Municipio ha organizzato lo scorso aprile un sopralluogo congiunto sulla Strada delle Cave, cui hanno preso parte il sindaco Igor Righini, il segretario comunale e i rappresentanti del Comune e del Patriziato di Personico, proprietari dei fondi interessati.

Quale la procedura corretta?

Il Comune di Personico ha dal canto suo precisato – prosegue la risposta di Pollegio – che “le opere eseguite, di semplice manutenzione ordinaria, spettano per contratto ai proprietari delle cave” e che già nel 2023, a seguito di abbondanti precipitazioni, erano stato eseguiti inderogabili lavori di ripristino, peraltro non soggetti ad autorizzazione in quanto di ordinaria manutenzione. Il Municipio di Pollegio si è però opposto a questa tesi ricordando che “l’entità dei lavori eseguiti, a maggior ragione trattandosi di opere al di fuori dalle zone edificabili, richiedono una procedura ordinaria con domanda di costruzione e in particolare l’avviso inderogabile delle istanze cantonali”. Sulla scorta delle due posizioni divergenti, e trattandosi di due Comuni vicini che intrattengono da sempre buoni rapporti, l’incontro si è concluso con l’impegno di Pollegio a trasmettere il rilievo del geometra e con la richiesta a Personico di chiarire la propria posizione.

L’intervento del Cantone

Un sopralluogo fatto in settembre ha permesso all’Ufficio cantonale dei rifiuti e dei siti inquinanti di trasmettere il mese successivo una comunicazione ufficiale “relativa alla presenza di due cumuli di asfalto fresato su un fondo di Personico e uno di Pollegio, e di una strada sistemata con abbondante asfalto fresato in forma sciolta, con rischio di dilavamento nel fiume”. Un tipo di asfalto di demolizione che – come richiamato con fermezza dalla Sezione cantonale protezione aria, acqua e suolo – dal 2023 non è più ammesso dalla normativa federale, “costituendo smaltimento illegale di rifiuti”. Spaas che ha quindi invitato i Municipi coinvolti a intimare lo sgombero dei cumuli, “nel frattempo avvenuto”.

Non esclusi limiti orari e barriere foniche

A ogni modo il Municipio farà una segnalazione formale al Dipartimento del territorio sollecitando il riposizionamento dell’argine e la rimozione del materiale franato, la regolarizzazione delle condotte di drenaggio, l’aggiornamento del catasto e la messa in sicurezza degli accessi. Inoltre chiederà alla Spaas una campagna di misurazione dei rumori da perforatrici e sparo mine presso le abitazioni più esposte, per verificare il rispetto dell’Ordinanza sull’inquinamento fonico; in caso di superamento si chiederebbero limitazioni orarie stringenti, tecniche alternative meno impattanti, barriere fonoassorbenti e monitoraggio continuo. Quanto a una possibile querela penale, il Municipio verificherà la questione dei lavori eseguiti senza una segnalazione al Comune.

‘Includere il nostro territorio nello studio’

Sul fronte ferroviario, visto che le Ffs non hanno risposto alla lettera comunale di due anni fa con la quale si sollecitava un’analisi della situazione, e che lo scorso settembre il Gran Consiglio ha votato la mozione Zanetti affinché si analizzi l’intera linea AlpTransit a cielo aperto dal profilo del rumore e dei rischi per la popolazione in caso di incidenti, l’Esecutivo comunale risolleciterà a breve le Ffs “chiedendo i risultati delle perizie foniche che avrebbero dovuto essere condotte dopo il 2016 (ndr: entrata in esercizio della linea veloce), una valutazione aggiornata dell’impatto acustico e delle vibrazioni e un piano d’azione con tempistiche definite per la realizzazione dei ripari fonici”. Da notare che Pollegio “è menzionato nel rapporto della Commissione parlamentare come uno dei territori maggiormente interessati dal problema”, vista anche la presenza del portale sud. In definitiva, il Municipio “si adopererà affinché il nostro territorio venga incluso nello studio e siano considerate le specificità della nostra situazione, ovvero l’aumento della popolazione residente negli ultimi anni, le nuove edificazioni realizzate nelle vicinanze della bretella, il transito quotidiano di decine di treni merci vecchi e rumorosi e l’assenza di protezioni foniche”. Dicendosi pronto a “fornire la documentazione in nostro possesso e a facilitare le rilevazioni sul territorio”, il Municipio contatterà Consiglio di Stato e Dipartimento del territorio “sollecitando il sostegno cantonale alla nostra vertenza con le Ffs e l’Ufficio federale dei trasporti”, sia altri Comuni interessati dallo stesso problema (in particolare Riviera che ha già svolto uno studio specifico) per “creare un fronte comune nelle rivendicazioni nei confronti delle autorità federali”.

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2026-01-05T08:00:00.0000000Z

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