laRegione

Prime voci critiche sul divieto di svolta

Ustra assicura di aver presentato la novità già due o tre anni fa. Ma da Bellinzona a Cugnasco fino a Gordola la misura viaria suscita diverse perplessità

Di Marino Molinaro

Non fa l’unanimità una delle misure viarie preannunciate per il 2026 dall’Ufficio federale delle strade (Ustra) sull’ultimo numero di InfoCadenazzo, la rivista redatta dai servizi comunali e rivolta alla popolazione. Misura voluta – insieme a talune già concretizzate negli ultimi anni e mesi e ad altre ancora da realizzare – per fluidificare il più possibile la circolazione sulla congestionata cantonale di sponda sinistra fra Cadenazzo e Quartino. In pratica chi giungerà dalla sponda destra del Piano di Magadino attraverso lo Stradonino Gudo-Cadenazzo, una volta giunto all’altezza del negozio Brico per motivi di sicurezza non potrà più svoltare a sinistra e immettersi su via San Gottardo per raggiungere i centri commerciali di Sant’Antonino e l’autostrada a Camorino. Una novità cui abbiamo dato spazio nell’edizione del 7 gennaio indicando che avrebbe facilmente suscitato malcontento. Questo sebbene – ci assicura ora il direttore di Ustra Ticino, Marco

Fioroni – già due o tre anni fa sia stata condivisa nelle sedi opportune nell’ambito degli approfondimenti in corso in vista del previsto collegamento veloce A2-A13 che in futuro collegherà in modo più diretto il Locarnese alla rete autostradale.

Le alternative

Pur essendo minima, la modifica voluta da Ustra rischia a ogni modo di comportare un cambiamento significativo e dei peggioramenti nelle abitudini viarie delle centinaia di conducenti che abitano a Gordola, Riazzino, Cugnasco-Gerra e Gudo. All’incrocio bisognerà forzatamente svoltare a destra, percorrere verso Locarno 800 metri lungo una cantonale solitamente già congestionata, affrontare la grande rotonda e dopo 180 gradi tornare verso Sant’Antonino. Oppure, quale alternativa ‘furba’, entrare subito nel posteggio della stazione di servizio Bp e reimmettersi in senso opposto sulla cantonale; o invece percorrere la stradina molto stretta che a Cadenazzo aggira l’area commerciale sul lato nord costeggiando la linea ferroviaria e sbucando nel semisvincolo di Sant’Antonino in zona Jumbo; oppure ancora infilarsi nelle vie agricole del Piano di Magadino per poi sbucare su via Stazione a Sant’Antonino caratterizzata da un semaforo e due sottopassi di cui uno monocorsia; oppure ancora evitare lo Stradonino e proseguire verso Sementina per poi ridiscendere verso Giubiasco e raggiungere lo svincolo di Camorino dopo lungo girovagare; oppure immettersi nell’A2 dal semisvincolo di Monte Carasso; o armarsi di pazienza a percorrere la cantonale di sponda sinistra fra Quartino e Cadenazzo, che Ustra mira a fluidificare togliendo qualche inutile rotonda e sostituendola dove necessario con semafori intelligenti.

‘Cambiamento penalizzante, vogliamo vederci chiaro’

Sebbene a lungo termine, con l’avvento del collegamento A2-A13 e quale misura di compensazione, sia previsto il declassamento del malconcio e disagevole Stradonino e l’impossibilità ai non confinanti di percorrerlo, si dice oggi sorpreso della novità il municipale di Bellinzona Mattia Lepori, capodicastero Territorio e mobilità e al contempo presidente della Commissione regionale dei trasporti del Bellinzonese. I preposti servizi cittadini, assicura, non erano al corrente dei dettagli riferiti a questa specifica misura viaria: «La notizia ci è giunta tramite il giornale. Sebbene si tratti di un intervento inserito in un progetto più ampio di autoregolazione dei nuovi nodi semaforici, e pur riconoscendo l’inadeguatezza dello Stradonino quale asse stradale parecchio trafficato, l’intervento ipotizzato da Ustra comporta un cambiamento penalizzante per gli abitanti del quartiere di Gudo e terremo monitorata la situazione. A ogni modo chiederemo di motivare e contestualizzare la modifica prevista». La cui applicazione non è immediata ma è prevista fra circa un anno.

‘Misura per noi svantaggiosa’

Sulla stessa lunghezza d’onda i sindaci di Cugnasco-Gerra e Gordola. Entrambi esprimono una certa preoccupazione per le conseguenze facilmente prevedibili. Nel primo caso, ci dice Michele Dedini,

«per noi l’utilizzo dello Stradonino rappresenta uno sbocco naturale in direzione dei centri commerciali e l’autostrada. Pertanto non siamo per nulla felici del divieto di svolta prospettato. Come Comune non siamo stati interpellati al riguardo e non escludo che sul tema possa giungere qualche interpellanza chiarificatrice». Damiano Vignuta, sindaco di Gordola, rammenta che lo Stradonino «è una valida alternativa alla Quartino-Cadenazzo, specialmente nei momenti di forte traffico. Non siamo stati coinvolti e dal nostro punto di vista quel divieto è dunque svantaggioso. A questo punto non escludo di portare il tema alla prossima riunione del Consiglio direttivo dell’Associazione dei Comuni Verzasca e Piano, di cui sono presidente e che più volte ha già preso posizione su questioni viarie. È giusto che se ne parli per tempo. Il rischio è che la gente si renda conto della novità a cose ormai fatte».

Accesso più diretto al centro Migros

Il direttore di Ustra, come detto, assicura che le varie novità sono state chiaramente esposte nelle sedi opportune, compresa sempre a Cadenazzo la prevista sistemazione del vicino incrocio, il cosiddetto ‘incrocio Marzorati’ fra via San Gottardo e via Camoghé, che in futuro sarà gestito tramite una nuova segnaletica e potenziato con una nuova strada d’accesso diretto al centro Migros e Obi, valida anche per il trasporto pubblico. Infine chi non si attende ripercussioni negative è la sindaca di Sant’Antonino: «Già da tempo abbiamo posato nel primo sottopassaggio di via Stazione un semaforo per disincentivare il traffico parassitario – spiega Simona Zinniker – e nel medio termine è prevista l’introduzione sul Piano di altri divieti per contenere ulteriormente questo genere di traffico». Pure questo tema d’interesse pubblico è all’origine di visioni non sempre allineate fra residenti, conducenti, autorità e agricoltori.

BELLINZONA E VALLI

it-ch

2026-01-09T08:00:00.0000000Z

2026-01-09T08:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281625311683680

Regiopress SA