Il ponte di Visletto passa anche da Iragna
La società di Biasca ha riprodotto un tratto di un chilometro della Maggia. Servirà a studiare la reazione del fiume e delle infrastrutture a nuove piene
Di Sebastiano Storelli
Entro fine anno, il nuovo ponte di Visletto a Cevio, abbattuto dalla furia dell’alluvione dell’estate 2024, sarà ultimato e agibile. Un passo importante per la sua realizzazione è stato compiuto ieri a Iragna, con l’inaugurazione del nuovo laboratorio di ricerche idrauliche della Laboratorium3D, società con sede a Biasca, e la messa in esercizio del modello del fiume Maggia in zona Visletto. Si tratta di una costruzione di 25 metri e in scala 1:40 di un tratto di fiume della lunghezza di un chilometro per 200 metri di larghezza. Una struttura imponente che permetterà di trarre fondamentali indicazioni sul comportamento del fiume in relazione alla nuova struttura, ciò che consentirà a ingegneri e progettisti di prevedere e mitigare eventuali problemi legati al comportamento della Maggia e alla sicurezza dell’opera. Come è stato spiegato durante la presentazione, alla quale hanno partecipato il consigliere di Stato e direttore incaricato della Divisione delle costruzioni Norman Gobbi, e il sindaco di Riviera Cristiano Triulzi, il modello messo in esercizio permetterà di ottimizzare il dimensionamento della stabilizzazione dell’alveo che rappresenta il punto fisso per garantire la sicurezza del ponte, tenendo in considerazione la grande dinamica naturale della Maggia e il trend erosivo presente lungo la tratta di fiume in questione.
Una ventina di esperimenti
«Il nostro programma – precisa Christian Tognacca, direttore di Laboratorium3D – prevede l’implementazione di una ventina di esperimenti. Sottoporremo la struttura a carichi di diversa portata, con varie geometrie e diverse situazioni morfologiche dell’alveo, in modo da avere una paletta di risultati sufficientemente ampia da garantire che quanto scaturito dall’analisi dei modelli numerici e di quelli fisici risulti affidabile anche in natura. In pratica, osserviamo la risposta dell’alveo, degli argini e delle infrastrutture esistenti a diverse portate d’acqua. L’idea è di riprodurre la realtà in un contesto di situazione controllata, studiarne i fenomeni per poi trovare soluzioni concrete ai problemi che potrebbero nascere in fase di progettazione e di realizzazione dell’opera. L’ingegneria fluviale, nata più di 100 anni fa, continua a rivestire un’importanza fondamentale, nonostante lo sviluppo dell’informatica e della modellizzazione tramite computer».
Al momento della messa in funzione, i tecnici del Laboratorium3D hanno lasciato scorrere 100 metri cubi d’acqua, circa 20 volte il deflusso normale della Maggia, ma appena un decimo di quanto portato a valle nei giorni dell’alluvione.
Risultati entro giugno
Un progetto che, prosegue Tognacca, è chiamato a rispondere a tre domande: «Come dovrà essere strutturato il punto fisso? Che dimensioni dovrà avere? Dove dovrà trovarsi? Quesiti la cui risposta dovrà garantire la stabilità dell’alveo a lungo termine, anche prendendo in considerazione altri importanti eventi naturali. I tempi a nostra disposizione sono piuttosto ristretti, in quanto ci vengono dettati dall’esecuzione stessa dell’opera. Dovremo essere pronti con tutti i risultati non appena la fase di realizzazione dell’opera ce lo chiederà: in pratica, per il mese di giugno tutti i nostri calcoli dovranno essere conclusi e questo ci mette sulle spalle non poca pressione».
La costruzione del modello del fiume Maggia ha richiesto circa due mesi e mezzo di lavoro (l’opera e la sua implementazione sono state rese possibili da un mandato cantonale di 300’000 franchi), ma una volta portati a termine gli esperimenti «tutto verrà smontato, portato via e verrà fatto spazio per eventuali nuove strutture legate ad altri progetti».
Gobbi: ‘Collaborazione sempre più preziosa’
La ricostruzione del fiume in zona Visletto occupa una superficie di circa 200 metri quadrati e ha trovato spazio nel nuovo laboratorio di Iragna, più ampio rispetto a quello già in funzione a Biasca. «La consulenza, la collaborazione e i servizi di Laboratorium3D saranno una risorsa importante e preziosa per il Ticino – ha affermato il presidente del governo, Norman Gobbi –. Per poter gestire i nostri corsi d’acqua e quindi valorizzare e proteggere in modo più consono il territorio e le infrastrutture, vi è sempre più la necessità di studiare e conoscere fenomeni e meccanismi legati all’idraulica fluviale e al trasporto di detriti che contribuiscono a esondazioni e alluvioni». Secondo Cristiano Triulzi, sindaco di Riviera, «quella che inauguriamo oggi non è soltanto un’infrastruttura tecnica di alto livello, è un luogo di conoscenza e di ricerca applicata, capace di mettere in dialogo scienza, contesto territoriale e istituzioni e di trasformare competenze specialistiche in risultati tangibili. In un contesto segnato da eventi meteorologici sempre più densi e difficili da prevedere, strutture come questa svolgono un ruolo fondamentale. Consentono di migliorare la prevenzione, la pianificazione e la gestione del territorio grazie a dati, modellazioni e approcci scientifici avanzati».
BELLINZONA E VALLI
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2026-01-16T08:00:00.0000000Z
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