Montagne ticinesi, la sfida si fa estrema
Trail running: l’8 agosto prenderà il via da Roveredo il ‘Ticino Wildlands’, prova di 500 km in autosufficienza lungo le cime del confine cantonale
Cinquecento chilometri su e giù per le montagne. In dieci giorni e in autosufficienza. Con un dislivello positivo di 40’000 metri o poco meno. Sembra una pazzia, ma non lo è. Si tratta invece della prima edizione del Ticino Wildlands 500, l’ennesima prova di corsa in montagna disegnata nel nostro cantone. Uno sport sempre più popolare, il trail running, con eventi di durata (e difficoltà) variabile, da uno a diversi giorni. Nel caso specifico, addirittura dieci. Le date scelte sono quelle che vanno dall’8 al 18 agosto, con partenza e arrivo da Roveredo (Grigioni). Ma a parte 16 chilometri nei Grigioni, 27 nel Canton Uri e uno sconfinamento di 3 chilometri in Italia, il tracciato è stato disegnato interamente lungo le vette ticinesi. Come affermano gli organizzatori sulla pagina internet dedicata alla manifestazione, “Il percorso del Ticino Wildlands 500 è nato seguendo il confine del Canton Ticino. Non abbiamo voluto ‘aggiungere’ nulla per renderlo più estremo: la sua durezza è autentica, scolpita dalla montagna stessa”. Anima della squadra alla quale è venuta in mente questa idea apparentemente folle, Aaron Rezzonico: «Da una quindicina d’anni sono impegnato nell’organizzazione di prove di corsa in montagna, ma la Ticino Wildlands, proprio per la sua lunghezza, non ha nulla a che vedere con le altre presenti sul nostro territorio. Questa è una prova che prende di mira una certa tipologia di atleti, provenienti in gran parte dall’estero».
Giro del Ticino con sconfinamento
Ma come è nata l’idea? «Di gare su lunga distanza avevamo già una certa esperienza, visto che, tra le altre, ci occupiamo dello Scenic Trail che di chilometri ne conta 130. Prima della pandemia avevamo pensato a un trail di 100 miglia, ma poi a causa del Covid la cosa era morta lì. È stato un nostro affezionato corridore, il cinese Lui Shangpeng, a suggerire di organizzare qualcosa di maestoso, approfittando delle nostre belle montagne. In un primo tempo, proprio pensando a quante gare già offre il calendario, c’era un pizzico di scetticismo, ma poi ci siamo convinti della bontà del progetto: una gara di 500 km disegnata sui difficili sentieri ticinesi avrebbe rappresentato una sfida davvero in grado di attirare atleti da tutto il mondo. E così, grazie alla buona conoscenza del territorio, in una mezza giornata è stato possibile disegnare il percorso». Che toccherà Grigioni, Valle di Blenio, Leventina, Uri, Valle Bedretto, Vallemaggia, Centovalli, Locarnese, Valle Verzasca, Piano di Magadino, Gambarogno, Capriasca e Bellinzonese. Nonostante la denominazione, la gara inizia e si conclude a Roveredo… «È stata una casualità. Stavamo cercando una struttura da utilizzare come punto di passaggio, ma ci è stato proposto di fare del villaggio grigionese il campo base della manifestazione. Abbiamo trovato condizioni eccellenti, con bunker per ospitare gli atleti, ristoranti, parcheggi e una posizione facile da raggiungere».
Respiro internazionale
Si sognava una corsa internazionale e così sarà. La risposta degli appassionati si è rivelata entusiastica, tanto che a poco meno di otto mesi dal via, il limite di partecipanti è praticamente stato raggiunto: «Non è una manifestazione da grandi numeri, i sentieri di casa nostra non potrebbero reggere una competizione di mille persone. Contavamo piuttosto su un centinaio di partecipanti e il numero è praticamente già raggiunto: qualche posto c’è ancora, per cui consigliamo a chi fosse interessato un’iscrizione immediata, perché chi prima arriva meglio alloggia. Per quanto riguarda la provenienza delle adesioni, ne abbiamo ricevute da Giappone, Stati Uniti, Canada, Italia, Bulgaria, Repubblica ceca, Germania, Francia e anche Svizzera. Al momento, nessun ticinese, ma sono sicuro che arriveranno più avanti».
Il Ticino Wildlands 500 propone tre diversi formati: 500 km, 250 km e 50 km, quest’ultima da disputare in una sola giornata. La maggior parte delle iscrizioni «è legata alla prova più impegnativa. Va detto che per quanto riguarda la 50 km, trattandosi di una gara di un solo giorno la gente tende a iscriversi all’ultimo momento».
La corsa, va ricordato, si disputa in autosufficienza, vale a dire senza assistenza diretta esterna. Tuttavia, lungo il percorso sono previste dieci zone di controllo. «Ogni 50 km avremo una postazione nella quale sarà possibile ricaricare telefonini e orologi, fare rifornimento, rifocillarsi e riposare su brandine».
Bivacco in capanna o anche sotto le stelle
Tendenzialmente, un rifugio per ogni tappa, ma i chilometri percorsi giornalmente variano da atleta ad atleta: «Di norma, chi punta alla vittoria dorme poco o niente e può tagliare il traguardo in cinque giorni con un’ora di riposo a notte. Alla partenza tutti riceveranno, tra le altre cose, un manuale di gara e un tracker gps personale e dovranno seguire scrupolosamente il percorso indicato, per altro disegnato tutto su sentieri ufficiali marcati in bianco e rosso. Chi, al calar della sera, si troverà tra un punto di controllo e un altro, potrà usufruire delle numerose capanne presenti lungo il tracciato, oppure, se attrezzato, dormire sotto le stelle. Per portare a termine la competizione, i partecipanti avranno a disposizione 250 ore per la 500 km, 125 ore per la 250 km (terminerà a metà giro, vale a dire a Bosco Gurin) e 20 ore per la 50 km (da Roveredo a Malvaglia)».
Il Ticino Wildlands è destinato a diventare una pietra miliare nelle competizioni di questo genere… «Ce ne sono di più lunghe, ad esempio una da mille chilometri in Danimarca, ma quella è praticamente priva di dislivello, mentre da noi i metri da superare in salita saranno 40’000, su sentieri larghi 30 centimetri e cosparsi di sassi e radici. Penso di poter affermare senza tema di smentita che entrerà di diritto nella top five delle gare più impegnative».
Il lupo? Occhio semmai ai cani da pastore
Tra l’altro, chi volesse bivaccare all’aperto potrebbe dover fare i conti anche con il lupo. Un timore che Aaron Rezzonico fuga immediatamente. «Abito in Capriasca, giro molto di notte e non ho mai incontrato un lupo. Piuttosto, il problema potrebbe sorgere con i cani da pastore, molto più aggressivi del lupo nei confronti dell’uomo. Nel nostro manuale di gara abbiamo inserito il flyer distribuito dalla Confederazione nel quale si spiega il comportamento da tenere in caso di incontri indesiderati».
BELLINZONA E VALLI
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