‘Ma quale disparità? È rispetto delle regole’
La reazione della Città ai contitolari dello snack-bar ‘Tesoro’, che lamentano l’impossibilità di usare la terrazza durante i grandi eventi in Piazza Grande
di Davide Martinoni
Nessun asservimento a “Moon&Stars”, ma solo decisioni “che si basano esclusivamente sul rispetto delle condizioni amministrative, sugli aspetti di sicurezza e sul principio della parità di trattamento di tutti gli operatori”. E quando si tratterà di intervenire nuovamente a causa di situazioni in contrasto con la sicurezza o le regole della convivenza, il Municipio lo farà “senza alcun accanimento, ma anche senza paura di venir giudicato”.
La Città di Locarno risponde da par suo al campionario di accuse e considerazioni critiche esternate sulle pagine de “laRegione” dagli architetti Nicola Cotti e Laurent Bonny, che come contitolari dello snack-bar “Tesoro 25.75.14.41” (più semplicemente “Tesoro”) si lamentavano per una presunta disparità di trattamento del Municipio rispetto all’esercizio pubblico situato sotto i portici, in particolare riguardo all’utilizzo (di principio vietato, ma non sempre applicando il divieto) della terrazza esterna durante i grandi eventi. Sostanzialmente i contitolari accusavano l’autorità di penalizzarli rispetto a tutti gli altri esercizi pubblici affacciati su Piazza Grande, “alterando i rapporti di libera concorrenza, violando il principio di proporzionalità e di ponderazione tra i vari interessi, e aprendo a un regime di concorrenza sleale a favore degli organizzatori dei concerti”. Da qui, i ricorsi inoltrati prima contro l’invito a una manifestazione d’interesse per i concerti dal 2027 al ’31 e poi contro il concorso pubblico per i concerti dal ’28 al ’32, quest’ultimo (ancora pendente) lanciato proprio perché l’effetto sospensivo concesso al primo impediva alla Città di prendere qualsiasi decisione. Ora, alla durissima presa di posizione dei due architetti e del loro avvocato Filippo Gianoni l’esecutivo cittadino risponde “non all’indirizzo degli intervistati, quanto piuttosto per le cittadine e i cittadini”. Ma le precisazioni, ovviamente, vanno a impattare alla fonte, ovvero su chi ha sollevato le criticità.
‘Non è nel nostro interesse ostacolare gli esercizi pubblici’
La premessa del Municipio è che agisce sempre “come da mandato conferito dalla popolazione”, e cioè applicando “leggi e regole in modo coerente e uniforme, senza entrare in valutazioni personali che non rientrano nelle sue competenze istituzionali”. Questo per sottolineare che “non è né sarà mai” nel suo interesse “ostacolare l’attività di preziosi esercizi pubblici”, i quali però “sono chiamati a operare nel rispetto delle condizioni poste nella licenza edilizia e della convivenza con altri attori o eventi di interesse pubblico”. A questo proposito la compagine di Palazzo Marcacci va a bomba su un fatto concreto che l’aveva vista reagire: “Ancor più in questo momento, non si ritiene difficile comprendere che falò senza autorizzazione accesi all’interno di una benna abusivamente collocata sul suolo di Piazza Grande non possano venir accesi, per quanto suggestivi”. Nel merito della licenza edilizia concessa per la terrazza del “Tesoro”, essa era stata concessa unitamente a un’autorizzazione per usare il suolo pubblico “tenendo conto anche dell’interesse di poter realizzare gli eventi in Piazza Grande”. Quindi l’esecutivo “aveva fatto una concessione a un privato per favorire un nuovo esercizio pubblico, a condizione però che questo non pregiudicasse l’organizzazione delle manifestazioni principali in Piazza”. Che l’angolo di Piazza antistante al “Tesoro” fosse usato in occasione dei principali eventi “era ben noto all’esercente – considera la Città – che ha d’altronde firmato l’accordo con il Comune”. Infatti, “in inverno, su questa superficie, venivano posizionati i Wc, durante il Festival un ‘subwoofer’ e da sempre durante i concerti estivi del materiale tecnico”.
‘Sempre cercato delle soluzioni’
A fronte delle “numerose richieste” inoltrate dal gestore, il Municipio sostiene di averlo “incontrato più volte” per valutarle “con attenzione, non solo con piena disponibilità all’ascolto e al dialogo, ma attivandosi concretamente quando possibile per reperire soluzioni, ad esempio concedendo riduzioni sulla tassa sul suolo pubblico, modificando ordinanze per dare più opportunità nell’organizzazione di serate, effettuando specifici lavori di genio civile, trovando accordi supplementari per andare oltre l’autorizzazione d’uso del precario della terrazza su suolo pubblico (che altrimenti prevedrebbe lo sgombero) allo scopo di permettere di mantenere in uso la terrazza anche durante i concerti”. Ma disponibilità e ascolto non implicano l’accoglimento automatico di tutte le richieste, “in particolare quando esse superano i limiti previsti dagli accordi sottoscritti e dalle norme vigenti”; e qui al falò di cui sopra si aggiungono “un tappeto con stufa o una piscina senza alcuna autorizzazione”, o ancora “il disturbo della quiete pubblica”, che costituiscono appunto tali superamenti. Questo, perché “compito dell’ente pubblico è spesso anche mediare i vari interessi trovando compromessi, come in questo caso quando sorgono problemi di convivenza con altri attori con cui viene condivisa la piazza a fronte dei sopracitati superamenti (quali ad esempio i concerti delle Camelie e il Locarno Film Festival, che hanno manifestato malcontento). Un’attività invisibile forse, e sicuramente non piacevole neanche per l’autorità comunale, ma assai importante e l’esatto contrario del termine ‘accanimento’” che era stato utilizzato da Cotti e Bonny in relazione ad alcuni interventi della Polcomunale.
A breve il Municipio dovrà dunque decidere sui concerti dal 2028 al ’32 e lo dovrà fare appunto nell’ambito della procedura gravata dal già citato ricorso dei contitolari del “Tesoro”, i quali, intervistati dal nostro giornale, avevano tra l’altro sottolineato la disponibilità di uno dei gruppi promotori a non occupare la terrazza dell’esercizio pubblico (lasciando così intendere che affidando i concerti a qualcuno che non sia la Msf per “Moon&Stars”, il problema verrebbe automaticamente a decadere). Questa esternazione spinge la Città a “rassicurare la popolazione che la decisione in merito a chi organizzerà i concerti in futuro avverrà in maniera trasparente e nell’unico interesse che conta: quello pubblico di tutti i cittadini”.
LOCARNO E VALLI
it-ch
2026-01-24T08:00:00.0000000Z
2026-01-24T08:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281625311713581
Regiopress SA