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Il modello ‘ente autonomo’ nel futuro del centro anziani

Il Municipio chiede al Cc di approvare il principio

Di Davide Martinoni

La proposta del Municipio per la gestione operativa di Casa Rea: ‘Permetterà di rafforzare la continuità e la qualità della presa a carico’. La palla passa al Consiglio comunale.

Per Casa Rea verrà creato un Ente autonomo. Si tratta di una soluzione che permetterà di “rafforzare la continuità e la qualità della presa a carico, facilitando l’integrazione del Centro anziani nelle reti di servizi; migliorare la capacità di adattamento alle evoluzioni demografiche, normative e sanitarie; rendere più chiara la distinzione dei ruoli tra indirizzo politico-strategico (che rimarrebbe comunque di competenza del Comune come ente finanziatore) e gestione operativa (attribuita all’Ente autonomo)”. Lo scrive il Municipio di Minusio nel messaggio, appena uscito, riguardante appunto il cambio di passo nella gestione operativa della struttura comunale per anziani; un messaggio in cui si parla di autonomia, gestione più moderna del personale e maggiore flessibilità nell’ambito della conduzione finanziaria e contabile. Il primo passo in questa direzione era stato compiuto da Marco Dante Pollini (Plr), primo firmatario di una mozione con cui, nell’ottobre del ’24, si chiedeva di creare, per Casa Rea, un ente autonomo di diritto pubblico.

Una riflessione “per capire se il modello organizzativo attuale fosse in grado di sostenere una moderna e trasparente gestione del Centro anziani Casa Rea, al fine di assicurare uno sviluppo qualitativo della struttura a favore dei nostri anziani” era stata avviata l’anno scorso ed era “apparsa di tanto maggiore attualità nel contesto del possibile trasferimento del Centro dall’attuale sede a un nuovo e più grande stabile in fase di valutazione e pianificazione”, considera l’esecutivo. In questo senso va ricordato quanto illustrato nel febbraio 2025 al Consiglio comunale come “Visione Minusio 2035”, ovverosia la creazione di un quartiere intergenerazionale sul “modello Coldrerio” (Parco San Rocco) – con nuova casa anziani, centro diurno medicalizzato e spazi per soggiorni temporanei – sui terreni a sud del parcheggio della casa comunale.

Parallelamente, ci sono da tenere in conto gli stimoli giunti dal Cantone per una maggiore messa in rete (già avviata con l’accordo di collaborazione biennale con Casa Carmelo a Brione s/Minusio). Tutto ciò “ha indotto il Municipio a ripensare il modello istituzionale di riferimento”, che dovrebbe diventare realtà all’inizio del ’28.

I vantaggi di questa soluzione sono innumerevoli, stando all’esecutivo capeggiato dal sindaco Renato Mondada: più autonomia e flessibilità; pianificazione strategica con migliore definizione delle attività prioritarie; gestione dei collaboratori secondo criteri più moderni; valorizzazione dello sviluppo e delle competenze dei collaboratori; ridefinizione più snella dell’organizzazione dell’Istituto; flessibilità della gestione finanziaria e della contabilità; flessibilità nella politica di ammortamento; sviluppo dell’offerta e della qualità delle prestazioni erogate; nonché autonomia nell’interazione con soggetti esterni del settore e non”. Realizzato grazie alla donazione della famiglia patrizia Rea, l’omonima Casa anziani è stata inaugurata nel ’90. Dispone di 48 camere (per un totale di 60 posti letto) e accoglie 36 residenti in camere singole e 24 in camere doppie. Vi lavorano 82 collaboratori (per 66 unità a tempo pieno) di cui 4 (3) amministrativi, 50 (39,5) nell’ambito delle cure, 4 (2) nel settore terapeutico e 24 (21,5) nel settore alberghiero. Come già rilevato da Pollini nella sua mozione, ricorda infine il Municipio, “nonostante i continui sforzi di manutenzione e aggiornamento, la struttura mostra oggi i segni del tempo. Le infrastrutture richiedono interventi sempre più frequenti e onerosi, mentre gli spazi risultano progressivamente limitati e non sempre adeguati a rispondere all’aumento delle richieste e agli standard moderni di cura e assistenza”.

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