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Capsula Sarco, registrazioni della giornalista utilizzabili

La Procura sciaffusana è autorizzata a utilizzare le registrazioni di una giornalista olandese che aveva seguito la morte di una donna nella capsula per il suicidio Sarco avvenuta a Merishausen (Sh). Lo ha stabilito il Tribunale federale (Tf), respingendo il ricorso presentato dalla donna.

La polizia di Sciaffusa si era imbattuta nella giornalista il 23 settembre 2024 su un sentiero nel bosco di Merishausen. Stando alla sentenza dell’Alta Corte, pubblicata mercoledì, gli agenti hanno sequestrato macchine fotografiche, un drone, un cellulare e altri dispositivi tecnici. I giudici di Mon Repos hanno confermato la precedente decisione del giudice dei provvedimenti coercitivi del Canton Sciaffusa, secondo cui gli apparecchi e i dati registrati possono essere analizzati nell’ambito del procedimento penale in corso per istigazione e favoreggiamento del suicidio.

La giornalista aveva invocato la tutela delle fonti. Il Tf sottolinea da parte sua che la donna è considerata imputata nel procedimento. E in quanto tale, non può invocare la tutela delle fonti. Altrimenti i giornalisti sarebbero privilegiati al punto da impedire il sequestro e la perquisizione di materiale probatorio rilevante per l’accertamento di un reato. Il Tf ritiene che sui dispositivi si possano trovare indizi sulle persone coinvolte e sulle loro azioni. Data la gravità del reato, l’esame dei dati è ritenuto proporzionato.

Nel settembre 2024, una cittadina statunitense si era tolta la vita in una foresta vicino a Merishausen all’interno di una capsula Sarco dell’organizzazione svizzera per il suicidio ‘The Last Resort’. La Procura di Sciaffusa aveva avviato un procedimento penale.

SVIZZERA

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2026-04-16T07:00:00.0000000Z

2026-04-16T07:00:00.0000000Z

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