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‘Trasparenza indispensabile’

Dopo il nostro servizio sulla Val di Blenio, quattro associazioni attive a protezione del territorio, citate nell’articolo, hanno inviato alla redazione una presa di posizione. “Il principio in gioco è chiaro: senza accesso alle informazioni non può esserci un vero controllo democratico. E quando si decide del futuro del territorio, la trasparenza non è opzionale, ma indispensabile”, scrivono i presidenti della Società ticinese per l’arte e la natura, dell’Associazione traffico e ambiente, di Cittadini per il territorio del Mendrisiotto

e di quelli del Luganese. Una trasparenza dunque richiesta nelle scorse settimane alle autorità locali, le quali hanno risposto solo parzialmente. “Abbiamo chiesto loro di rendere accessibili al pubblico i dati sul dimensionamento dei Piani regolatori, di garantire la pubblicazione progressiva delle verifiche cantonali, d’intervenire subito e con strumenti adeguati nei casi problematici, di riportare entro i limiti legali le situazioni in eccesso”. Per verificare la situazione, le associazioni hanno contattato diversi Municipi, selezionati sulla base di segnalazioni ritenute attendibili. Le richieste erano semplici: dati concreti e documenti ufficiali. “Tuttavia nella maggior parte dei casi le risposte sono state parziali o negative. Spesso è stato impossibile ottenere i calcoli trasmessi al Cantone e gli esiti delle verifiche effettuate a livello cantonale”. In assenza di informazioni complete “si è dovuto lavorare con i dati disponibili, che coprono circa metà dei Comuni. Anche se incompleto, questo quadro evidenzia una tendenza significativa: numerosi piani regolatori risultano sovradimensionati, talvolta ben oltre la soglia critica del 120%”.

‘Possibili discrepanze’

Di fronte a questa situazione, una trentina di Comuni sono stati formalmente sollecitati dalle quattro associazioni ad adeguarsi, con l’invito a introdurre zone di pianificazione e a correggere le eccedenze. “Le reazioni sono state variegate: diversi Municipi hanno contestato le conclusioni, sostenendo di rispettare già i parametri e di non dover intervenire. Alcune risposte hanno invece fatto emergere possibili discrepanze tra le procedure seguite e quelle previste dalle norme cantonali. Un elemento che richiede ulteriori chiarimenti, anche per garantire la certezza del diritto in un ambito delicato come quello della pianificazione territoriale”. Per questo motivo le associazioni hanno deciso di ampliare l’azione e rivolgersi a tutti i Comuni ticinesi con una richiesta uniforme: mettere a disposizione i documenti fondamentali previsti dalla scheda R6. Si tratta appunto della verifica del dimensionamento delle zone edificabili – comprensiva dei dati sulla capacità insediativa e sullo stato di urbanizzazione – e della valutazione di plausibilità effettuata dal Cantone: “In alternativa si propone una soluzione semplice, pubblicare questi documenti online, sui siti comunali, in modo che ogni cittadino possa consultarli senza ostacoli”. Nel frattempo 35 comuni hanno risposto: “Solo una decina per ora ha inviato la documentazione richiesta. Alcuni scrivono che metteranno a disposizione di popolazione e associazioni i loro calcoli e la risposta del Dipartimento del territorio, appena saranno definitivi; altri che stanno ancora lavorando ai dati sul dimensionamento dei loro piani regolatori”.

BELLINZONA E VALLI

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2026-04-30T07:00:00.0000000Z

2026-04-30T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281625311906556

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