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La Fattoria Gerbione rivivrà a Minusio

La struttura di accoglienza e accompagnamento per ragazzi dai 12 ai 20 anni traslocherà a Villa Usignolo, dove il Comune è disposto a investire quasi 3 milioni

Di Davide Martinoni

L’Associazione Fattoria Gerbione cambia sede: da Tenero trasloca a Minusio. La notizia è importante perché dà continuità al centro educativo per ragazzi dai 12 ai 20 anni: una struttura fondamentale nella rete cantonale di protezione e sostegno ai ragazzi e alle loro famiglie in difficoltà. Con l’arrivo della disdetta del contratto d’affitto giunta all’associazione dall’attuale proprietario immobiliare, una garanzia di continuità non era scontata e non lo era di certo nel Locarnese. Invece, l’Sos lanciato dal comitato è stato raccolto dal Municipio di Minusio, che ha ascoltato, capito e dimostrato tutta la disponibilità possibile ad accoglierne le attività in uno stabile di sua proprietà. Si tratta di Villa Parco d’Usignoli (più facilmente definita Villa Usignolo), in via Remorino. Se il progetto potrà essere realizzato nelle tempistiche previste, l’obiettivo è trasferire le attività nel corso del 2028.

L’annuncio pubblico del trasloco è nei contenuti del messaggio municipale appena pubblicato a Minusio riguardante la richiesta di credito di 2,86 milioni di franchi per ristrutturazione e ampliamento della struttura, il cui futuro utilizzo sarà “coerente con gli interessi pubblici e con la strategia comunale di valorizzazione del patrimonio esistente”, come rileva l’Esecutivo nel suo messaggio. In particolare, vi sarà dunque l’indirizzo sociale del centro educativo e di supporto per minorenni.

Nove giovani in residenza

Attualmente il Gerbione accoglie nove giovani in forma residenziale, oltre ad accompagnare giovani in esternato (si recano al centro solo durante il giorno) e in appartamento. Il progetto di Minusio prevede otto posti residenziali; la futura configurazione delle altre forme di accompagnamento è ancora in fase di definizione. L’équipe è composta da 14 collaboratrici e collaboratori, attivi in ambito educativo, amministrativo, domestico e della cucina, con percentuali lavorative differenti. Ai vertici abbiamo Simon Maurer (direttore) e Birgit Mooslechner Maurer (direttrice pedagogica), mentre il comitato dell’associazione vede Roland Schaad come presidente e Maura Colombo come vicepresidente.

A “laRegione”, che li ha incontrati, i responsabili dell’Associazione Fattoria Gerbione non hanno nascosto due realtà: la prima è stata il momento di smarrimento prendendo atto della disdetta del contratto d’affitto dalla proprietà di Tenero (disdetta che è stata impugnata per guadagnare tempo e trovare altre soluzioni); la seconda è la sempre più pressante necessità di centri educativi simili in Ticino. Al Gerbione confluiscono giovani residenti segnalati nell’ambito di un lavoro di rete orchestrato su scala cantonale e finalizzato a trovare soluzioni residenziali e socio-educative per giovani che, in una determinata fase della loro vita, necessitano di un contesto educativo residenziale e di un accompagnamento specifico, in collaborazione con le loro famiglie e con la rete professionale.

Durante la permanenza ragazze e ragazzi seguono percorsi individualizzati che possono comprendere la scuola, la formazione, esperienze lavorative, stage e collaborazioni con i diversi servizi della rete. Il tutto inteso come un accompagnamento fino alla conquista di una propria autonomia o al rientro in famiglia.

Come spiegato dal direttore Maurer, «le misure di protezione attuate alla Fattoria Gerbione rispondono a situazioni familiari e personali sempre più complesse, che richiedono accoglienza, accompagnamento educativo e un intenso lavoro di rete». Vi rientra anche tutto il campionario di attività del quotidiano, dalla cucina all’ordine, alla capacità di convivenza (benché tutte le camere siano comunque singole). «In questi equilibri si situano le famiglie stesse, parte integrante di un lavoro di rete che comprende servizi cantonali, tutori, curatori, una curatrice educativa di accompagnamento per i genitori e naturalmente i ragazzi; le famiglie sono, per quanto possibile e nell’interesse del giovane, parte integrante del percorso – nota Maurer –. Vengono promossi incontri, visite, permanenze temporanee e graduali esperienze di riavvicinamento, con l’obiettivo di sostenere le relazioni familiari e, quando le condizioni lo permettono, preparare un rientro a casa».

Il conflitto costruttivo

Nelle sue linee guida, l’Associazione Fattoria Gerbione si definisce “un’istituzione che svolge il proprio lavoro nell’ottica di una società aperta a tutti, indipendentemente dalla loro provenienza culturale, religiosa e sociale; una comunità che offre un ambiente protetto e crea spazi per lo sviluppo individuale”. Nella quotidianità si vive “una cultura del conflitto costruttivo, nella quale tutti gli interessati partecipano attivamente a trovare le soluzioni. Pratichiamo una forma trasparente di coinvolgimento degli adolescenti o giovani adulti e dei loro genitori o di chi fa le loro veci”. Il lavoro viene svolto “in stretto contatto con le reti di sostegno” e ponendo al centro “il rispetto verso l’individuo e l’equilibrio di corpo, anima e spirito. Aggiunge il direttore che «nella sede attuale la vicinanza alla natura, le attività pratiche e la cura condivisa degli spazi rappresentano importanti risorse educative. Anche nella futura sede desideriamo continuare a coltivare questi valori, creando occasioni concrete di responsabilità, partecipazione e relazione con l’ambiente». A Minusio, tornando al messaggio, fra Comune e associazione è stata sottoscritta una dichiarazione d’intenti e il progetto (che prevede anche la sopraelevazione della villa di un piano) “è stato sviluppato tenendo conto delle esigenze operative dell’ente, assicurando spazi adeguati ad accoglienza, educazione e attività collettive”. Tramite l’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani, l’associazione potrà corrispondere al Comune un affitto annuo di 135mila franchi (inclusa l’elettricità).

Stando al Municipio, “la prevista collaborazione con l’Associazione Fattoria Gerbione conferisce solidità e concretezza al progetto” di ristrutturazione completa di Villa Usignolo. L’insediamento di un ente attivo nel settore sociale “garantirà non solo una gestione qualificata e orientata ai bisogni del territorio, ma anche la creazione di un valore aggiunto in termini di servizi offerti alla popolazione della regione”.

LOCARNO E VALLI

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2026-08-03T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281625312106239

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