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Ex Lati, ‘informazioni incomplete o assenti’

Quinta interpellanza sulla nuova caserma dei Pompieri prevista a Sant’Antonino. Mossi Nembrini: ‘Il Cc deve poter deliberare con cognizione di causa’

MA.MO.

«Troppe incongruenze, informazioni parziali, imprecise, sbagliate o mancanti. Ciò che rende impossibile al Legislativo di Bellinzona deliberare con cognizione di causa, condizione imposta dalle leggi e ribadita dai tribunali, pena la nullità della decisione». Ne è convinta la consigliera comunale Maura Mossi Nembrini (Più Donne) che spiega il senso della sua dettagliata interpellanza di undici pagine e 40 domande con cui chiede al Municipio di esporre meglio – prima che il Cc affronti il tema in seduta plenaria durante l’autunno – il messaggio sull’acquisto dell’ex Lati di Sant’Antonino (spesa 14 milioni) proposto nell’ottica di trasformare il grande complesso (investendo circa 20 milioni) nella nuova sede dei Pompieri cittadini, della Protezione civile e dei magazzini per le necessità di segnaletica stradale ed eventi. Interpellanza i cui dubbi combaciano con le opinioni scettiche tutt’oggi presenti nei gruppi politici e in seno alla Commissione gestione preposta a elaborare all’indirizzo del Legislativo uno o più rapporti sul messaggio municipale firmato lo scorso dicembre e che cancella l’opzione portata avanti negli ultimi vent’anni all’ex Birreria di Carasso, ora ritenuta dall’Esecutivo più cara di 8-10 milioni. Messaggio la cui analisi pre-voto sta richiedendo una tempistica eccezionalmente lunga, con ben cinque fra interrogazioni e interpellanze (due della stessa Mossi Nembrini), di cui due pendenti. Ciò che, a rigor di logica, potrebbe far slittare il tema dalla seduta di Cc del 21 settembre a quella agendata il 19 ottobre. A meno che il Municipio ottenga di poter rispondere per iscritto all’interpellanza prima del 21 settembre. Pur cosciente fra l’altro che si parla già di referendum.

“La proposta municipale – premette l’interpellante – comporta un investimento di decine di milioni che condizionerà per molti decenni l’organizzazione dei servizi di soccorso, la pianificazione territoriale e le finanze della Città. Perciò il Cc ha il diritto e il dovere di deliberare sulla base di informazioni complete, corrette, trasparenti e verificabili”. Lo ha peraltro detto il Tribunale amministrativo cantonale accogliendo parzialmente lo scorso ottobre il ricorso di un gruppo di cittadini (fra cui la stessa Mossi Nembrini) contro la decisione del Cc sul Piano particolareggiato del nuovo Quartiere Officine.

Vuoto comunicativo e 14 milioni

A far storcere il naso, per cominciare, è la tempistica relativa al messaggio sull’unificazione dei Corpi pompieri di Bellinzona, Cadenazzo e Gambarogno (aprile 2025), i primi contatti avuti dal Municipio (inizio 2025) con la proprietaria dell’ex Lati (la Cooperativa dei produttori di latte della Svizzera centrale, Zmp) e il messaggio sull’acquisto di mappale e stabile (dicembre 2025) presentato “senza che al Legislativo sia stato sottoposto alcun atto interlocutorio”. Questo mentre nel messaggio di aprile, che ha rivisto l’organizzazione dei pompieri, “non compare alcun riferimento a un’ubicazione al di fuori del territorio cittadino”. Il Legislativo “ha dunque deliberato sull’assetto del Corpo senza essere informato di una trattativa già avviata e destinata a determinarne la sede”. Il vuoto informativo riguarda anche la destinataria dei 14 milioni, visto che nel 2019 il capitale della Lati fu ripartito fra Zmp Invest Ag, Cetra Alimentari Sa e Federazione ticinese produttori di latte, che resta a sua volta titolare della Fela Ticino Sa e della Cantina di Giubiasco Sa. Il ricavo della vendita “è dunque suscettibile di ripartirsi, o di essere destinato al rimborso di apporti e crediti, all’interno di una compagine composta da società attive nel medesimo settore e legate fra loro da rapporti di partecipazione. È un elemento che il Cc deve poter conoscere prima di deliberare l’impiego di 14 milioni pubblici”.

Anche la Polcom ‘extra muros’?

Entrando poi nello specifico, l’interpellanza chiede di dimostrare il dimensionamento del programma degli spazi. Infatti “la documentazione trasmessa al Cc non contiene l’analisi dei fabbisogni, il concetto operativo e uno studio di fattibilità che espliciti il numero di militi professionisti e volontari, numero e tipologia dei mezzi da ricoverare, posti letto e amministrativi”. Idem per Pci e magazzini per segnaletica ed eventi. Quindi l’affondo sulla comparazione col sito di Carasso: “Nel messaggio viene ripetutamente affermato che la variante ex Birreria limiterebbe gli sviluppi futuri. Tuttavia non risulta allegato alcuno studio che dimostri tale conclusione”. Un accenno riguarda anche la Polizia comunale, responsabile del materiale segnaletico: “Visto che il messaggio prospetta, fra i vantaggi del sedime, la possibilità per la Città di inserirvi in futuro altri contenuti che necessitano spazi, senza indicare quali, non è forse che si sta ipotizzando, in prospettiva, di trasferire a Sant’Antonino anche la Polizia cittadina?”.

Confronto con Mendrisio, Zurigo e Lucerna

Pure criticato il metodo utilizzato per confrontare ex Lati ed ex Birreria, laddove si sostiene che la seconda non consentirebbe d’inserire il programma di spazi richiesto: “Rispetto a quanto già pianificato e progettato nel corso degli anni l’affermazione è grave e infondata”. Gli analoghi servizi di Mendrisio e Lugano infatti “occupano superfici e volumi uguali o inferiori rispetto all’ex Birreria”. Inoltre “il confronto sembra essere stato effettuato applicando criteri differenti” sui locali richiesti; e quanto ai piazzali esterni pavimentati “se ne prevede una quantità sproporzionata” rispetto a Mendrisio, Zurigo e Lucerna. Criticato pure il modo con cui le superfici vengono conteggiate, con differenze sensibili di pagina in pagina, fra riassunti e tabelle, che impediscono un confronto chiaro. Assenti – lamenta l’interpellante – il programma funzionale, il preventivo e il progetto alla base dell’investimento stimato in 38-42 milioni nell’ex Birreria. Così facendo “il confronto con i 34 dell’ex Lati non consente di stabilire se si stiano effettivamente confrontando due progetti equivalenti”. Ritenuto poi lacunoso il confronto dei tempi di percorrenza (trasferte quotidiane e urgenze antincendio) fra ex Birreria, ex Lati e attuale sede di via Mirasole.

Magazzini, ‘manca un concetto globale’

Infine i magazzini comunali: a Sementina ne sono previsti per 14 milioni, mentre una parte finirebbe a Sant’Antonino. “Non è chiaro secondo quale strategia alcune attività vengano centralizzate e altre rimangano sul territorio”. Frecciatina finale: “A dieci anni dall’aggregazione, la pianificazione di collocamento territoriale di qualsiasi servizio dovrebbe essere ormai una realtà consolidata”.

BELLINZONA E VALLI

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2026-08-19T07:00:00.0000000Z

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