Prevista pioggia e la strada chiude
Ieri MeteoSvizzera aveva prospettato precipitazioni massime superiori a 20 mm al giorno, ovvero oltre il limite stabilito. ‘Valuteremo se alzare la soglia’
Di Fabio Barenco
La strada della Calanca, tra Molina Nord e le cave di Arvigo, oggi, mercoledì, resterà chiusa. Infatti ieri MeteoSvizzera indicava precipitazioni massime superiori a 20 mm al giorno, ovvero il limite stabilito dall’Ufficio tecnico dei Grigioni (Utg) che, se superato, impone lo sbarramento della carreggiata per motivi di sicurezza. E, una volta terminata la pioggia intensa, la strada rimarrà chiusa per ulteriori 24 ore, ovvero, in questo caso, verosimilmente almeno fino a domani, giovedì, alle 15. Limiti che in ogni caso potranno essere rivalutati: «Se le precipitazioni dovessero superare i 20 mm al giorno e non dovesse accadere nulla di rilevante, alzeremo tale soglia in vista di ulteriori precipitazioni», spiega a ‘laRegione’ Sven Fehler, responsabile per i progetti del Circondario 2 di Mesocco dell’Utg. Infatti le recenti colate detritiche hanno interessato un’area che in passato non aveva dato particolari problemi. Di conseguenza le autorità retiche non sono ancora in grado di prevedere con esattezza le conseguenze di ulteriori precipitazioni: «Ci vuole tempo per valutare in modo approfondito come si comporta il versante della montagna» nella zona in questione. Valutazioni che poi permetteranno di capire come e quando «riaprire la strada, anche di notte, grazie alla posa di semafori». Resta il fatto che oggi residenti, lavoratori e studenti dei Comuni di Calanca e Rossa potranno raggiungere o lasciare la valle solamente grazie all’organizzazione di voli in elicottero.
Con i semafori sarà possibile viaggiare pure di notte
Ricordiamo che, al momento, in caso di bel tempo la strada resta transitabile su una corsia, solo di giorno, dalle 6 alle 20.30. Sul posto vi sono addetti alla sicurezza che gestiscono i flussi di traffico. Addetti alla sicurezza che, pur non essendo esperti nel campo degli scoscendimenti o delle frane, «possono avvertire le autorità se notano ad esempio sassi sulla carreggiata», precisa Fehler. Questo per dire che i semafori saranno installati solo quando il rischio di ulteriori eventi sarà minimo. Intanto, gli utenti della strada dovranno quindi continuare a tenere in considerazione tempi di attesa, anche a causa dei lavori di messa in sicurezza ancora in corso, come la realizzazione di un ponte di emergenza in acciaio (che attraverserà la Calancasca circa 120 metri a sud dell’esistente Pont Nef) e la relativa strada provvisoria che sboccherà nell’attuale Cantonale sulla sponda destra del fiume. In questo modo sarà possibile aggirare l’area a rischio dove lo scorso 20 agosto diverse colate detritiche avevano raggiunto la carreggiata, impedendo di conseguenza il transito.
Infrastrutture viarie provvisorie anche per veicoli pesanti
Lavori che in ogni caso «non sono scontati», sottolinea Fehler. È infatti necessario costruire un ponte e, soprattutto, una nuova strada «su un terreno scosceso». Inoltre, entrambe le infrastrutture viarie dovranno «garantire il transito anche di veicoli pesanti». Lavori di costruzione che necessiteranno almeno tre o quattro settimane (nel frattempo si è proceduto con il taglio della vegetazione). In seguito sarà dunque possibile raggiungere la Calanca interna anche di notte e pure in caso di precipitazioni, avevano indicato le autorità retiche nelle scorse settimane.
Al vaglio reti paramassi con sistema d’allarme
Scorse settimane durante le quali l’Utg non è rimasto con le mani in mano: condizioni meteorologiche permettendo, si è proceduto allo sgombero del materiale dalla carreggiata e all’installazione di reti di sicurezza provvisorie sul versante della montagna interessato dalle colate. Nelle prossime settimane saranno poi posate delle reti definitive – «la progettazione è in corso» – che proteggeranno la strada in particolare dalla caduta di massi. «Stiamo anche valutando di installare un sistema di allarme che si attiva quando una rete viene colpita da materiale», precisa Fehler. Il prossimo passo sarà in ogni caso la posa di semafori.
‘È anche una questione di responsabilità’
Insomma, le autorità retiche stanno continuando a valutare ulteriori misure per limitare al minimo il rischio per gli utenti che si recano o che lasciano la Calanca interna. E in questo contesto, l’Utg evidentemente si «impegna al massimo per garantire il prima possibile un transito più regolare», ribadisce Fehler. Ma, come detto, non si possono anticipare troppo i tempi. «È anche una questione di responsabilità», prosegue il responsabile per i progetti del Circondario 2 di Mesocco dell’Utg. «Si tratta di un percorso potenzialmente pericoloso» dalla quale transitano residenti, turisti, lavoratori e anche «autobus con a bordo studenti che si recano a scuola».
BELLINZONA E VALLI
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2026-09-09T07:00:00.0000000Z
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