‘Raddoppio, ci crediamo E sarà competizione vera’
Plr, il vicepresidente Poloni fa il punto sui lavori dopo il no di Gianini: ‘Vogliamo rendere la vita difficile a tutti i candidati, nel senso migliore del termine’
Di Jacopo Scarinci
In mezzo alla casa comune della destra di nuova edificazione tra Lega e Udc e a quella progressista con Ps, Verdi ed Mps che uniscono le forze, c’è il Plr. Che affronterà le prossime Elezioni cantonali senza l’uscente Christian Vitta, dopo la decisione di non sollecitare un altro mandato, ma anche senza il consigliere nazionale Simone Gianini in lista dopo la sua scelta di proseguire il suo lavoro a Berna. Sarà una lista di mantenimento, con Alex Farinelli nome di punta, o una lista davvero forte? E si crede ancora al raddoppio? «Sì, ci crediamo. E sarà una lista all’insegna di una competizione vera e aperta» risponde a colloquio con ‘laRegione’ il vicepresidente liberale radicale Giovanni Poloni, incaricato di coordinare i lavori del gruppo che sceglierà la cinquina per il Consiglio di Stato.
Il ‘no grazie’ di Simone Gianini, un nome che era molto caldo e chiesto da molti nel Plr, quanto e come cambia le carte in tavola nel vostro lavoro?
Simone è una personalità di valore e abbiamo sollecitato una sua candidatura sin dall’inizio, ascoltando la base. Lo abbiamo però sempre visto molto concentrato sull’impegno a Berna, quindi la sua decisione non ci coglie impreparati. Naturalmente ci sarebbe piaciuto eccome averlo in lista, ma il nostro lavoro non è mai dipeso da un’unica disponibilità. Ora conta ancora costruire una squadra in cui tutte e cinque le candidature abbiano forza propria e funzionino bene insieme. E ci fa parecchio piacere che diverse persone si siano messe a disposizione per sostenere il lavoro di ricerca dei candidati.
Oggi in qualche liberale radicale c’è il timore che sia una lista Farinelli più altri quattro. Sarà così?
Alex è una personalità di peso del Plr e ha tutte le qualità per essere un candidato forte. Ma chi costruisce la lista deve garantire una competizione vera, aperta, nella quale ciascuno possa giocarsi fino in fondo le proprie possibilità. Il nostro compito è mettere in campo cinque persone capaci di raccogliere fiducia e portare voti al partito. Diciamo che vogliamo rendere la vita difficile a tutti i candidati, nel senso migliore del termine. A scegliere saranno gli elettori, non il partito o chi costruisce le liste. Crediamo nella concorrenza e nel merito e vogliamo dimostrarlo.
Temete che prevalga la demotivazione? Sono mesi che parlate di lista forte e riscatto, e l’assenza di Gianini potrebbe essere vista non di buon occhio soprattutto nel Sopraceneri.
Capisco la delusione di chi sperava nella sua candidatura. Ma basta guardare il nostro radicamento per ritrovare fiducia. Abbiamo personalità forti in tutto il Ticino, nei Comuni, nelle aziende, nelle associazioni. Persone che si assumono responsabilità e conoscono i problemi da vicino. È anche il frutto di un partito che nel tempo ha saputo coltivare le persone. Il Sopraceneri avrà un peso reale nella squadra, per qualità delle candidature e attenzione ai suoi problemi. Tocca a noi dimostrarlo con le scelte. L’entusiasmo nasce quando gli elettori riconoscono persone credibili e sentono che vale la pena impegnarsi con loro. Ma lo stesso discorso vale anche per le altre regioni.
Sempre a proposito di Sopraceneri… Il presidente Alessandro Speziali sin da quando è stato eletto nel 2020 ha detto che avrebbe preferito fare l’allenatore e non candidarsi. Le cose possono cambiare… in ottica lista forte è un’opzione?
Vero, Speziali ha sempre detto di preferire il ruolo di allenatore, ma ha anche chiarito che l’interesse del Paese e del Plr viene prima delle sue preferenze personali. Se la valutazione complessiva della squadra e degli equilibri dovesse indicare che serve in campo, sono convinto che si metterebbe sull’attenti senza esitare. Il congresso ha chiesto alla dirigenza e a chi ricopre posizioni chiave più coraggio e di osare di più: la concorrenza esterna non ha freni nel cogliere opportunità quando si presentano e dobbiamo esserne consapevoli.
Inoltre è una figura che non manca di suoi temi, a volte andando oltre la tipica equidistanza presidenziale...
Beh sì, non ha mai nascosto il proprio profilo politico. Porta convinzioni molto riconoscibili sulla scuola, sul territorio, sul lavoro e sul costo della vita. Anche questo entra nella costruzione della lista, perché dobbiamo combinare persone, temi e sensibilità capaci di completarsi.
Dietro alla lista ci vuole sempre un progetto serio e credibile, come eviterete una semplice raccolta di figurine? Attorno a quali assi portanti state costruendo la cinquina?
All’inizio dell’estate abbiamo condiviso con la base i criteri che guidano la ricerca delle candidature. Cerchiamo credibilità, affidabilità, impegno e coraggio. La notorietà aiuta, ma bisogna anche saper decidere, lavorare insieme e sostenere le proprie scelte quando diventano scomode. Sul piano politico vogliamo un Ticino in cui il lavoro permetta di vivere bene, le imprese possano investire e innovare, la scuola dia basi solide e la sanità garantisca qualità con costi sostenibili. Difendere la libertà di stampa e di opinione, non più scontata. Le candidature devono dare sostanza a questo progetto e rappresentare le diverse realtà del cantone. Il Plr è un partito interclassista che ha fondato questo Paese, che tiene insieme esperienze e condizioni di vita differenti. Tanti hanno nostalgia di quando in Ticino si faceva fatica, basti pensare alle crisi degli inizi anni 90. Ma allora c’erano stabilità, educazione e rispetto. Questa ricchezza e tradizione, con lo sguardo al Ticino di domani, deve essere riconoscibile nella squadra.
Tanti parlano delle possibilità di raddoppio. Voi ci credete sempre?
Sì, ci crediamo. Sarebbe curioso chiedere entusiasmo ai nostri elettori senza avere noi per primi un’ambizione chiara. Il secondo seggio va conquistato, e nessuna combinazione fra gli altri partiti ce lo consegnerà automaticamente, ma è altrettanto vero che non lo preclude nemmeno a priori. In maggio, in tempi non sospetti, abbiamo presentato una strategia di rinnovamento. Mai in passato vi è stata una sintonia così forte tra dirigenza e il proprio ministro, che ha svolto un grande lavoro in tempi difficili e che va ringraziato. Il Cantone attraversa un momento difficile e la fiducia si guadagna anche occupandosi dei temi mentre si prepara una lista. Quest’estate, pur nel pieno delle polemiche, abbiamo continuato a lavorare sui costi della salute, mobilità sostenibile, sulle condizioni di lavoro nelle strutture sanitarie e nella scuola, sull’accessibilità degli asili nido e sul sostegno alle imprese che vogliono innovare. Preparare bene le elezioni è un nostro dovere. Continuare a fare politica lo è altrettanto. Vogliamo arrivare al 2027 potendo mostrare che cosa abbiamo fatto e spiegare quanto di più potremmo fare con maggiore forza in governo.
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