laRegione

Municipio, ‘oggi siamo al minimo sindacale’

“Un approfondimento può senz’altro essere svolto, ma si rilevano alcune criticità”. È tiepida ma possibilista la reazione del Municipio di Bellinzona all’interpellanza interpartitica di Centro, Plr e Sinistra (primo firmatario Pietro Ghisletta) che suggerisce l’avvio di una riflessione strutturata sul ruolo e la composizione del Municipio, con in particolare la possibilità di ridurre i membri da 7 a 5 incrementandone il grado di occupazione e la retribuzione, in particolare designando un sindaco occupato al 100% e quattro municipali all’80%. “Si tratterebbe – scrive l’Esecutivo in risposta – di un modello vicino al professionismo, che dovrebbe essere accompagnato da un adeguamento della retribuzione, parificando ad esempio i municipali ai funzionari dirigenti della Città”.

‘Diminuirebbe il numero di persone disposte a candidarsi’

Quanto alle criticità, ne vengono indicate due. Anzitutto “già oggi con un grado di occupazione previsto del 50% l’accesso al Municipio è limitato ad alcune categorie professionali (liberi professionisti, impiegati in associazioni attive in ambito politico, pensionati); a maggior ragione, se l’impegno richiesto dovesse essere aumentato diminuirebbe il numero di persone disposte a mettersi in gioco abbandonando il loro impiego professionale con la prospettiva dopo ‘x’ anni di dover rimettersi alla ricerca di un posto di lavoro”. Secondo aspetto critico, “il sostegno popolare a una simile prospettiva non appare scontato, come ha dimostrato la votazione popolare del 2018”, quando “un minimo adeguamento della retribuzione dei municipali in base al grado di occupazione era stato contestato con un referendum accolto in votazione popolare”. Risultato: massa salariale ridotta complessivamente di 151mila franchi annui rispetto all’ipotesi iniziale e un onorario di 95mila franchi per il sindaco impiegato al 70%, 75’000 per il vice al 60% e 65’000 per gli altri cinque municipali al 50% (più rimborsi spese forfettari). Percentuali che “rappresentano un minimo sindacale per svolgere in modo idoneo l’attività, ritenuti del resto i numerosi impegni al di fuori del normale tempo di lavoro”. Sempre l’Esecutivo ritiene poi che “andrebbe meglio definita la suddivisione di compiti tra Municipio (strategia) e direzione dei settori di attività del Comune (gestione operatività) per evitare che il mansionario dei municipali professionisti ricalchi quello dei propri direttori”.

Sui rappresentanti negli enti ‘siano i partiti ad autoregolarsi’

Per quanto riguarda poi la rappresentanza municipale nei vari enti, in particolare quelli autonomi, gli interpellanti chiedevano di definire un quadro chiaro distinguendo tra rappresentanza politica e competenza professionale, così da garantire una governance trasparente e moderna. “Per quanto riguarda gli enti autonomi ci si è già dati una linea, codificata poi negli statuti dei diversi enti”, ricorda però il Municipio. Il quale è presente di regola con un proprio rappresentante, di principio il capodicastero del settore interessato. Gli altri membri dei Consigli direttivi “dovrebbero essere scelti anzitutto per le loro competenze, facendo attenzione in ogni caso a evitare possibili conflitti d’interessi. Va detto però che la scelta spetta in ultima battuta al Consiglio comunale. Sono dunque i partiti che dovrebbero autoregolarsi, accettando anche una suddivisione delle cariche in base a competenze tecniche e non a militanza partitica”.

BELLINZONA E VALLI

it-ch

2026-01-15T08:00:00.0000000Z

2026-01-15T08:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281629606662669

Regiopress SA