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L’elettromagnetismo divide la Commissione dell’edilizia

Poste condizioni per l’approvazione dei 900mila franchi

Gli atti pubblici di vendita dei terreni del nuovo quartiere Gera a Iragna “devono contenere una clausola informativa in merito all’elettrosmog ed alla distanza limite di 36,68 metri” dalla linea dell’alta tensione. Inoltre, “prima di utilizzare qualsiasi spesa per le opere di urbanizzazione, devono essere sottoscritti mediante atto pubblico dei diritti di compera o contratti d’acquisto per una somma che copra almeno l’80% del credito d’investimento”. Se uno o entrambi questi emendamenti – proposti nel rapporto di maggioranza della Commissione edilizia e opere pubbliche – al messaggio municipale con la richiesta di credito di 900mila franchi per le opere di urbanizzazione del nuovo quartiere non verranno accolti, i commissari invitano il Consiglio comunale a respingere il testo. Ma queste non sono le uniche condizioni poste per un’eventuale approvazione del messaggio: la maggioranza dei commissari (ovvero quelli di Centro e Lega/Udc) si aspetta, infatti, dapprima “una soddisfacente presa di posizione da parte del Municipio a fugare i dubbi in merito alla pericolosità per la salute della vicinanza all’elettrodotto”. La minoranza (Plr e Ps) ritiene invece il progetto “di primaria importanza per il Comune di Riviera”, raccomandando quindi di acco- gliere i 900mila franchi per realizzare il nuovo quartiere nel quale sono previste otto case monofamiliari, strade, parcheggi, sottostrutture, un parco e un’area di raccolta rifiuti.

La questione dell’elettromagnetismo presente nel comparto, oltre che preoccupare, divide dunque anche la politica. Ricordiamo che la tematica era stata sollevata in un recente articolo su ‘laRegione’ da Elvio Bernardi, presidente dell’associazione dei Proprietari di immobili attraversati da elettrodotti (Piae). Quest’ultimo ritiene che, seppur conformi al limite di 1 microtesla imposto dall’Ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (Orni), i valori di elettromagnetismo riscontrati siano “tutt’altro che rassicuranti”. Valori che dovrebbero rientrare nei limiti grazie al fatto che le otto case monofamiliari si troverebbero ad almeno 37 metri dall’asse dell’elettrodotto.

Dubbi sul rispetto del valore limite di 1 microtesla

Ora però la maggioranza della Commissione edilizia e opere pubbliche ritiene che, stando ai risultati di uno studio del 2004 commissionato dall’allora Municipio di Iragna, “le misurazioni fatte sulla linea nord e sulla linea centrale del quartiere Gera definiscano la soglia limite di 1 microtesla ad una distanza poco inferiore ai 48 metri” e non 37 come indicano i calcoli eseguiti da Swissgrid e Aet nel 2015. Ricordiamo che anche la Piae nel 2025 aveva commissionato un’analisi dei valori di elettromagnetismo: stando al rapporto di maggioranza, gli esiti di tale studio risultano “ampiamente in linea, se non addirittura meno restrittivi, rispetto alle misurazioni fatte nel 2004”. Alla luce di quest’ultimo studio la commissione chiede quindi al Municipio di spiegare in una presa di posizione ufficiale “i motivi per i quali non vi sia alcun rischio per la salute delle persone (inclusi i soggetti maggiormente a rischio) nonostante queste misurazioni sembrino evidenziare, allo stesso modo delle misurazioni allestite nel 2004, un superamento del limite di 1 microtesla” anche oltre i 37 metri di distanza dall’elettrodotto. Municipio che recentemente aveva ribadito in un comunicato che il progetto del quartiere Gera poggia “su basi tecniche solide, su un iter procedurale completo e su valutazioni giuridiche pienamente validate dalle autorità competenti”. In particolare per quanto riguarda le criticità emerse in merito ai valori di elettromagnetismo, “esse sono state oggetto di approfondite analisi già nell’ambito della pianificazione del comparto”. E “le verifiche tecniche alla base della pianificazione si fondano su dati attendibili, in particolare sulle indicazioni fornite nel 2015 da Swissgrid”, ha sottolineato l’esecutivo. Attendibilità dei calcoli che ora è però messa in dubbio dalla maggioranza della commissione.

La minoranza ritiene che le criticità siano state affrontate con successo

La minoranza dell’Edilizia ritiene invece che il progetto sia riuscito a risolvere le criticità legate all’elettrosmog con “con soluzioni architettoniche adeguate e la delimitazione precisa della zona edificabile”. I commissari sottolineano inoltre come il progetto preveda misure per risolvere pure altre criticità quali l’inquinamento fonico (muro alto 1 metro a lato della strada cantonale) e i rischi di allagamento in caso di maltempo (opere di premunizione e nuova conformazione del terreno). Progetto che rappresenta pure una “risposta al fabbisogno abitativo” e che permette di valorizzare il patrimonio fondiario comunale, “trasformando un terreno attualmente improduttivo in un quartiere residenziale moderno e funzionale, generando al contempo importanti entrate straordinarie per le casse comunali”.

BELLINZONA E VALLI

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2026-05-08T07:00:00.0000000Z

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