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Una petizione contro i tagli a Usi e Supsi

La rinuncia dei tagli pubblici a Usi e Supsi. È quello che chiede una petizione lanciata dal sindacato Vpod e sostenuta da diversi movimenti giovanili: Gioventù Socialista, Giovani Verdi, Gioventù Comunista, Giovani Verdi Liberali e Sindacato Sisa. La petizione in partenza ricorda i tagli federali nella ricerca che hanno previsto una riduzione dei contributi al Fondo nazionale, una soppressione dei contributi a progetti e un aumento delle rette universitarie, causando perdite plurimilionarie per Usi e Supsi. E si arriva quindi alle mosse del Cantone: “I risparmi paventati dal Consiglio di Stato, che potrebbero comportare dal 2027 tagli di oltre 7 milioni all’anno per Usi (5,5 milioni), Supsi (1,3) e DFA/ASP (250mila franchi), senza contare la rinuncia alle indennità di 1,28 milioni per gli stage di ergoterapia e fisioterapia”.

Vpod e movimenti giovanili passano quindi agli avvertimenti: “Le conseguenze di questa politica saranno estremamente gravi e concrete: meno risorse per la ricerca pubblica, peggioramento delle condizioni di lavoro, riduzione dei volumi occupazionali, limitazione al diritto allo studio e minore valore aggiunto per il territorio. In quest’ottica – si legge nel testo della petizione – va sottolineato inoltre come già oggi presso Usi e Supsi siano sempre più sentiti i problemi legati al precariato, al sistema retributivo e alle rette elevate. Il pericolo è quindi che i tagli prospettati vengano fatti pesare soprattutto sul personale universitario, ma anche sugli studenti”.

Che fare quindi? La lista delle rivendicazioni è lunga: il ritiro dei tagli cantonali su Usi e Supsi, così come un piano di compensazione dei risparmi federali; un programma di stabilizzazione dei contratti a tempo determinato e di quelli rinnovati a catena, nonché un sistema retributivo equo e trasparente; un contratto collettivo anche per il corpo intermedio, volto a migliorarne le condizioni di lavoro e la qualità dell’attività accademica; la salvaguardia del diritto allo studio, bloccando ogni aumento delle rette.

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2026-05-15T07:00:00.0000000Z

2026-05-15T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281629606904110

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