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Casa Delcò, la mensa per ora resta un’ipotesi

Il sindaco Decarli puntualizza: la struttura non è stata rinnovata per questo scopo, ma come spazio aggregativo e multifunzionale per la comunità

Di Katiuscia Cidali

Alcuni genitori con figli che frequentano le scuole elementari di Castione si chiedono se dal prossimo anno scolastico potranno contare su un nuovo servizio di mensa. E la speranza veniva riposta nell’ex Casa Delcò recentemente ristrutturata. La questione è emersa dopo alcune segnalazioni di genitori che ritenevano che la struttura, oggetto di una riqualifica, fosse anche destinata ad accogliere un servizio mensa per gli allievi delle scuole. A tal riguardo il Municipio tiene a precisare che l’obiettivo principale dell’intervento sia stato quello di creare uno spazio multifunzionale a disposizione della comunità. «La rinnovata Casa Delcò non è stata realizzata per ospitare una mensa e, allo stato attuale, non esiste una necessità tale da giustificarne l’attivazione», precisa il sindaco di Arbedo-Castione

Luigi Decarli interpellato dalla redazione. Dalle segnalazioni che abbiamo raccolto sarebbero comunque più di una ventina le famiglie interessate a questo servizio di mensa rivolto ai bambini della scuola elementare del Comune. All’interno dell’edificio è presente una cucina, perfettamente a norma, ma – ci viene spiegato – è concepita per attività limitate e non per la preparazione quotidiana di decine di pasti destinati a una mensa scolastica. «Non è una cucina industriale e non è mai stata progettata per esserlo», spiega il sindaco. Eventuali pasti dovrebbero quindi essere forniti da un servizio di catering esterno e semplicemente distribuiti all’interno della struttura con un massimo di cinquanta posti.

Manca un partner per gestirla

Tuttavia l’idea di valutare una mensa scolastica non è stata completamente esclusa. Durante la progettazione della Casa Delcò si era infatti considerata la possibilità di destinare una parte degli spazi anche a questo servizio. Da gennaio a giugno la struttura è stata utilizzata per varie attività, tra cui feste di compleanno, incontri associativi, riunioni politiche e iniziative organizzate da enti locali, raccogliendo riscontri generalmente positivi. «Parallelamente sono stati effettuati contatti e sondaggi per individuare soggetti interessati alla gestione di una futura mensa. Il risultato, però, non è stato quello sperato: alcune realtà si sono mostrate interessate inizialmente, ma nessuna ha poi deciso di assumersi concretamente il mandato», spiega il sindaco. L’intenzione, infatti, non è mai stata quella di gestire direttamente il servizio, bensì di affidarlo a un’associazione o a un operatore esterno specializzato.

La domanda non convince

Un altro elemento che ha pesato nelle valutazioni riguarda la reale domanda da parte delle famiglie. Secondo quanto riferito dal Comune, attualmente non risultano situazioni di bambini privi di una soluzione per il pranzo di mezzogiorno. I pochi allievi che necessitano di un supporto vengono già accolti attraverso reti informali tra famiglie, mamme diurne o altre soluzioni organizzate sul territorio come, in alcuni casi, la collaborazione con la Scuola dell’infanzia. Negli anni passati erano stati effettuati anche alcuni sondaggi per verificare l’interesse verso una mensa. Tuttavia, quando si è iniziato a discutere dei possibili costi del servizio, il numero di adesioni sarebbe diminuito sensibilmente.

Il problema, osserva il Municipio, è che le esigenze delle famiglie risultano molto variabili. Alcuni genitori avrebbero bisogno della mensa solo uno o due giorni alla settimana, altri in modo saltuario. Una situazione che rende complessa la pianificazione di un servizio stabile e sostenibile dal punto di vista organizzativo ed economico. «Non si può strutturare una mensa sapendo che un giorno ci sono trenta bambini, il giorno dopo quasi nessuno e quello successivo cinquanta», viene osservato.

Un progetto da 1,7 milioni

Situata in via delle Scuole, nei pressi degli altri edifici scolastici del comparto, la Casa Delcò è stata oggetto di un lungo intervento di riqualificazione iniziato nel 2020 e conclusosi alla fine del 2025. Il costo complessivo dell’operazione è stato di circa 1,7 milioni di franchi. L’edificio ospita una parte affidata all’asilo nido Latte e Miele, mentre gli altri spazi sono destinati a diverse attività sociali, associative e ricreative. La struttura dispone di una sala utilizzabile per incontri, feste, attività extrascolastiche e riunioni, oltre a servizi accessibili anche alle persone con mobilità ridotta grazie alla presenza di un ascensore.

Una fase di test giudicata positivamente

Per l’amministrazione comunale, la sperimentazione dei primi sei mesi ha confermato la validità dell’investimento effettuato. Le diverse attività ospitate nella Casa Delcò hanno ricevuto apprezzamenti sia per la qualità degli spazi sia per la funzionalità della struttura. L’edificio può accogliere fino a cinquanta persone contemporaneamente, limite determinato dalle normative di sicurezza e antincendio. Una capienza che lo rende adatto a numerose iniziative di carattere sociale, culturale e ricreativo.

Per quanto riguarda la mensa, il dossier resta aperto. Il Comune non esclude che in futuro possano emergere nuove opportunità o nuovi partner interessati a sviluppare il progetto. Al momento però non esistono né una decisione formale né una data per l’avvio del servizio. Il messaggio che il Municipio intende trasmettere è dunque chiaro: la Casa Delcò è nata come centro di aggregazione e spazio multifunzionale per la comunità. La mensa scolastica rappresenta una possibilità da valutare, ma non il motivo per cui l’edificio è stato progettato e realizzato.

BELLINZONA E VALLI

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2026-06-08T07:00:00.0000000Z

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