Casaforte sempre nel degrado, Città invitata a recuperarla
L’ex vicesindaco sollecita il Municipio con una petizione
«Un tema sul quale è calato il silenzio più assoluto». L’ex vicesindaco di Claro, Luigi Calanca, ha inoltrato al Municipio di Bellinzona e al presidente del Consiglio comunale una petizione con la richiesta di informazioni sulla valorizzazione del patrimonio storico e culturale del quartiere, in particolare la Casaforte dei Magoria comprata a suo tempo dall’ex Comune da un privato per 389mila franchi. Calanca, che nei primi anni postaggregazione era stato consigliere nella nuova Città, nella premessa esprime “profonda preoccupazione in merito al prolungato silenzio dell’autorità riguardante i dossier culturali e storici legati al quartiere di Claro”.
Ritenendo che l’edificio medievale ormai diroccato e invaso dalla vegetazione, sottoposto a pulizie sempre più rare, rappresenti “una fetta identitaria fondamentale per la comunità di Claro e per l’intera Bellinzona”, il petente chiede di fare chiarezza sullo stato di avanzamento dei lavori del gruppo di studio costituito nel 2019; di presentare pubblicamente una chiara visione d’uso; se sono stati considerati gli spunti forniti nel 2016 dagli studenti della Hochschule für Technik di Stoccarda; di aggiornare la popolazione su tempistiche e modalità previste per la concretizzazione del restauro che consentirebbe alla Casaforte di ospitare in futuro la collezione d’arte privata del lascito Mario Marioni; di indicare a quanto ammontano i costi sopportati dalla Città; e di procedere da subito a una manutenzione regolare.
Due anni fa non era una priorità
Del tema si era pubblicamente parlato l’ultima volta nel settembre 2022 durante l’incontro quadriennale fra la popolazione locale e il Municipio della capitale. In quell’occasione due abitanti, fra cui lo stesso Calanca, avevano esposto in sala una gigantografia che evidenziava «l’inaccettabile
stato di abbandono». Da allora si è mosso poco o nulla e infatti due anni fa il municipale Henrik Bang, capodicastero Opere pubbliche, interpellato dalla ‘Regione’ aveva parlato di edificio «protetto sul piano cantonale che la Città di Bellinzona ha sui propri radar, senza però ritenerlo una priorità». Risale al 2019 la costituzione di un gruppo di lavoro formato dalla locale associazione di quartiere Claro Viva, da un municipale e altri rappresentanti di settori della Città, dall’Ufficio cantonale dei beni culturali, dall’Organizzazione turistica regionale, dal museo Villa dei Cedri e dall’associazione Via della Pietra. Obiettivo: tracciare le linee guida della messa in sicurezza, ristrutturazione e valorizzazione a favore della popolazione. C’erano stati dei sopralluoghi, mentre a suo tempo il Municipio di Claro aveva ipotizzato un restauro pari a 2,5-3 milioni. Per quali contenuti? Si valutava ad esempio uno spazio espositivo per alcuni dei reperti archeologici rinvenuti a Claro, una biblioteca, una pinacoteca con quadri di Marioni e di Max Läubli, un’enoteca con vini e prodotti locali, una sala per concerti e uno spazio che possa avere un legame con il progetto di Via della Pietra, magari con l’esposizione di gioielli realizzati a mano. E nella parte superiore un locale per feste, eventi privati o seminari da poter prendere in affitto.
Pronto a raccogliere firme
“Non sono note le conclusioni del Gruppo di lavoro, né i passi pianificatori o finanziari previsti a medio e lungo termine per ridare vita a questo comparto storico abbandonato attualmente in uno stato indecoroso”, conclude Calanca. Sentito dalla redazione, assicura che «tanti cittadini si lamentano di come non si interviene, tant’è che oggi il ‘castello’ assomiglia a un tugurio. Se il Municipio fornirà una risposta inadeguata avvierò una raccolta firme».
BELLINZONA E VALLI
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2026-07-28T07:00:00.0000000Z
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