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Fortezza: ‘Occasione da non perdere’

Il comitato civico ‘Facciamoci belli’ ritiene che un ‘sì’ il 27 settembre al credito di 19 milioni porterà benefici a tutto il tessuto economico cittadino

Non ci sono piani B: o il prossimo 27 settembre i cittadini voteranno ‘sì’ al credito di 19 milioni di franchi per valorizzare la Fortezza, oppure il progetto sfumerà. Si tratta dunque di «un’occasione da non perdere» ha più volte sottolineato una delegazione del comitato civico ‘Facciamoci belli’ durante una conferenza stampa tenutasi ieri a Castel Grande. In particolare con questa prima tappa volta a rilanciare dal profilo culturale e turistico il sistema fortificato di Bellinzona comprendente i tre castelli, le mura e la murata, si porterebbero «benefici a tutto il tessuto economico cittadino», hanno indicato rappresentanti del turismo, del commercio, della ristorazione, della cultura e della società civile in generale presenti all’appuntamento con i media.

‘Un investimento che renderà la città più attrattiva’

«È imperativo conservare i castelli in ottimo stato, ma anche mantenerli vivi», ha affermato Tarcisio Bullo, giornalista e opinionista. Come? Grazie al credito di 19 milioni accolto lo scorso marzo dal Consiglio comunale, contro la cui decisione è però stato lanciato un referendum. Un investimento che «renderà Bellinzona più attrattiva sia a livello turistico, sia culturale». Bullo ha poi ricordato che circa 14,5 milioni su 19 sarebbe garantiti da Cantone e Confederazione: votare ‘no’ al progetto significherebbe dunque «rifiutare un aiuto sostanzioso», ottenuto, fra l’altro, dopo un lavoro di affinamento che ha coinvolto molte persone e specialisti nel corso dell’ultimo decennio. Un investimento che porterebbe inoltre benefici non solo alla capitale ticinese, ma a tutta la regione «comprese le valli a nord».

Si auspica un aumento dei posti di lavoro

A livello turistico «Bellinzona al momento è soltanto una tappa» nella quale durante un viaggio ci si ferma solo brevemente. La valorizzazione della Fortezza permetterebbe invece di farla diventare «una destinazione turistica importante, aumentando di conseguenza il soggiorno medio dei visitatori», ha indicato da parte sua Michele Santini, titolare dell’Hotel Internazionale. Il progetto permetterebbe dunque di «incrementare l’offerta turistica, rendendo la città ancora più attrattiva 365 giorni all’anno, in particolare anche in bassa stagione o quando piove». Più visitatori dei quali beneficerebbe «l’intero tessuto economico». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Ilaria Accardi, titolare di una boutique nel centro storico, secondo cui è dunque «molto importante cogliere questa opportunità» che permetterebbe di conseguenza di «aumentare anche i posti di lavoro». «Si perderebbe un’occasione enorme», le ha fatto eco Tania Frapolli della Ritroveria Tredici e dell’Ostello e ristorante Curzutt. Insomma, albergatori, commercianti ed esercenti vedono un grande potenziale in questo progetto che potrebbe dare loro un po’ più di ossigeno in un periodo storico a volte parecchio complicato (crescita delle vendite online, erosione del potere d’acquisto e così via). L’attore e regista nato e cresciuto in città Lorenzo Manetti ha poi ricordato, grazie ad alcuni aneddoti, come i bellinzonesi siano «legati affettivamente ai castelli». Un patrimonio collettivo, dunque, che con questo progetto può essere reso fruibile e comprensibile a tutti.

‘Un’unicità che ci differenzia da altre destinazioni’

A questo proposito in sala era presente pure Juri Clericetti, direttore dell’Organizzazione turistica regionale Bellinzonese e Alto Ticino, che ha sottolineato a sua volta come l’investimento permetta di «valorizzare i contenuti e la storia della Fortezza, un patrimonio Unesco dalle caratteristiche uniche». Un’unicità «che differenzia Bellinzona rispetto ad altre destinazioni e che può essere ulteriormente amplificata». Clericetti ritiene inoltre che questo «straordinario sistema difensivo tra i meglio conservati in Europa» debba poi essere messo «in relazione con il centro storico, la ristorazione, gli eventi, l’offerta culturale e museale e, più in generale, con le altre esperienze che la regione e il Cantone possono offrire». Insomma, «una Fortezza più attrattiva significa più visitatori, una maggiore distribuzione delle visite durante l’anno e, di conseguenza, maggiori ricadute economiche e turistiche per Bellinzona, per la regione, ma anche per tutto il Ticino».

Un’esperienza alla scoperta della storia

L’intento del progetto di valorizzazione è infatti quello di generare un fil rouge che attraversi e connetta l’intero sito Unesco mediante la realizzazione di un itinerario guidato che accompagni il pubblico alla scoperta dei diversi luoghi del sistema difensivo e della loro storia. Nella prima fase, grazie quindi ai 19 milioni, saranno realizzate installazioni volte a migliorare la fruibilità del nuovo percorso, come ad esempio la posa di colonne o ‘personaggi parlanti’ in versione digitale, cannocchiali o un’applicazione per smartphone dedicata. Oltre a ciò, all’interno della murata sarà proposta un’esperienza immersiva che tematizza, attraverso luci e suoni, la storia del luogo, le sue funzioni e le persone che l’hanno realizzata o vissuta.

‘Nessuno vieterà di chiamarli castelli’

I referendisti – con in prima linea Brenno Martignoni Polti del Noce e sostenuto anche da Avanti con Ticino&Lavoro, HelvEthica, Partito e Gioventù comunista e da esponenti politici di altri schieramenti (come il democentrista Tuto Rossi) – che si oppongono al credito, da parte loro, criticano la denominazione ‘Fortezza’, il previsto accesso a pagamento di alcune aree (in particolare alla corte di Castel Grande e alla murata) e il fatto che la gestione sarà affidata a una fondazione e non all’ente pubblico. Per la prima questione ieri il comitato civico per il ‘sì’ ai 19 milioni ha ribadito che nessuno vieterà di continuare a chiamarli castelli. In secondo luogo, almeno per i cittadini residenti a Bellinzona, l’accesso continuerà a essere gratuito. Mentre per quanto riguarda la fondazione, essa sarà composta in particolare da rappresentanti della Città, del Cantone e dell’Otr, mantenendo dunque una forte componente pubblica e istituzionale.

BELLINZONA E VALLI

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2026-08-25T07:00:00.0000000Z

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