‘Doppia imposizione, si aggiorni la convenzione’
Quali benefici potrebbe portare, in particolare al Ticino, una modernizzazione della convenzione contro le doppie imposizioni tra Svizzera e Italia? È quanto chiede il consigliere nazionale democentrista Paolo Pamini in un’interrogazione presentata ieri al Consiglio federale e sottoscritta da tutti i deputati ticinesi.
Con questo atto parlamentare, “vogliamo raccogliere informazioni sui possibili benefici concreti sia a livello nazionale, sia a livello regionale ticinese, considerato che il nostro cantone è di fatto un cuneo nel territorio italiano”, ha spiegato Pamini durante la conferenza stampa della deputazione ticinese tenutasi ieri a Palazzo federale. L’idea sarebbe quella di abbassare l’aliquota residua sui dividendi, che attualmente è il 15%.
Il liberale radicale Simone Gianini ha invece parlato del collegamento veloce A2-A13 Bellinzona-Locarno e del “braccio di ferro” tra l’Ufficio federale delle strade (Ustra) e l’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam). Quest’ultimo chiede infatti di prendere in considerazione anche una variante sulla sponda destra. Per evitare che il progetto venga rinviato oltre il 2050, la deputazione ha deciso di interpellare il Consiglio federale.
Il presidente della deputazione, il socialista Bruno Storni, ha poi sollevato la questione del Lago Maggiore, che quest’estate, a suo dire, “è stato saccheggiato dalla parte italiana”, con una diminuzione del livello dell’acqua arrivata a sei centimetri al giorno. Il consigliere nazionale auspica quindi la stipula di una convenzione con l’Italia che disciplini la gestione del lago.
Un altro dossier riguarda la linea ferroviaria di Luino, sulla sponda destra del Verbano. Nonostante investimenti svizzeri per oltre 200 milioni di franchi, la tratta continua a funzionare a regime ridotto a causa della scarsa manutenzione e di problemi sul versante italiano, ha deplorato Storni. Ripercorrendo gli appuntamenti che la deputazione ha avuto in queste tre settimane di sessione, Storni ha ricordato il tradizionale incontro col consigliere federale Ignazio Cassis, con il quale si è parlato di relazioni con l’Italia e del suo anno presidenziale alle porte.
I parlamentari ticinesi hanno inoltre incontrato il Ceo della Posta Pascal Grieder e il Dipartimento federale di giustizia e polizia, con cui hanno affrontato il tema dell’assunzione di collaboratori ticinesi. La presenza di italofoni nell’Amministrazione federale è una questione sulla quale continueremo a focalizzarci, ha precisato Storni.
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