Crodolo, l’ampliamento ancora non salpa
Le autorità assicurano la necessaria e puntuale manutenzione, ma rimane fermo al palo il progetto di riqualifica e potenziamento dell’offerta posti barca
Di David Leoni
Un credito, a posteriori, di 66mila franchi per un intervento di manutenzione straordinaria che ha interessato il Porto Crodolo di Ronco s/Ascona. Lo sottopone al legislativo il Municipio del Comune lacustre, spiegando che si tratta della sostituzione, urgente, delle catene di ancoraggio del pontile interno galleggiante della struttura. Un intervento resosi dunque necessario dopo le verifiche effettuate da uno studio specializzato la scorsa estate. Dalle perizie sarebbero emersi chiari segni di corrosione, per altro già evidenziati da precedenti ispezioni eseguite nel 2016 e nel 2022. Il controllo subacqueo ha portato alla luce un “peggioramento significativo delle catene di ancoraggio del manufatto, al punto da non più garantire la sicurezza strutturale del pontile”. Discorso diverso, invece, per le catene agli sbracci e del molo frangionde, sostituite tra il 2016 e il 2017, che sono ancora in buono stato. Sempre a detta degli specialisti, i lavori avrebbero dovuto essere svolti entro la primavera, in ogni caso prima dell’avvio della stagione nautica proprio per evitare disagi o danni alle imbarcazioni presenti. L’escutivo ha dunque deciso di passare all’azione, senza perdere tempo prezioso. A metà dicembre ha dunque dato incarico a una ditta del ramo di procedere con i lavori. Dopodiché ha allestito la domanda di credito a posteriori trasmessa ai consiglieri comunali.
Anni di attesa a causa dei ricorsi
Il credito in questione, spiega a laRegione
Paolo Senn, sindaco di Ronco s/Ascona, va inserito nel più ampio discorso di riorganizzazione/potenziamento dell’offerta portuale. «Oltre un decennio fa – ricorda - siamo partiti con l’idea di migliorare l’organizzazione interna dei posti barca e di aggiungerne una quindicina vista la richiesta dell’utenza. Purtroppo, a oggi, il nostro progetto non si è ancora potuto concretizzare a causa di ricorsi da parte di confinanti che vertono essenzialmente attorno a questioni di protezione delle rive e di capienza (a detta dei ricorrenti l’attuale offerta è più che sufficiente); istanze che bloccano l’iter e i nostri piani. Fino a quando non saranno evasi, non potremo ovviamente procedere. La manutenzione, nel frattempo, va comunque assicurata e questo importo non è dunque denaro sprecato bensì rientra nel discorso globale».
Nei piani dell’Esecutivo, come detto, è previsto di ricavare una quindicina di posti barca supplementari e, soprattutto, di allontanare dalla riva l’intera struttura galleggiante di una quindicina di metri: «Per quanto attiene i posti per le imbarcazioni da diporto, sarebbero 6 per natanti di piccole dimensioni (come le barche impiegate dai pescatori) e una decina per natanti di categoria 3 e 4 – spiega Paolo Senn –. Così facendo passeremmo dagli attuali 105 a circa 130 posti. Le imbarcazioni del giorno d’oggi sono cresciute nelle loro dimensioni medie rispetto al passato e questo ci obbliga a ripensare e rivedere l’offerta degli ormeggi all’interno della struttura. Il credito di progettazione è stato accettato dal Consiglio comunale, ma da lì in poi tutto si è arenato». Il Municipio, comunque, non intende mollare la presa: «La necessità di intervenire sull’attuale struttura è dettata anche da ragioni tecniche-geomorfologiche. Il cambiamento climatico sotto gli occhi di tutti – prosegue il nostro interlocutore – ha portato a periodi di siccità e, non di rado, all’abbassamento considerevole del livello del Verbano. Questo in pratica fa sì che l’intera struttura flottante si sia sempre più avvicinata, col tempo, alla riva rocciosa. I natanti ormeggiati lato strada, di conseguenza, incontrano sempre maggiore difficoltà di manovra per entrare e uscire dal porto. Da qui la necessità di allontanare i pontili di una quindicina di metri dalla riva, verso il largo». Si tratta dunque di un importante progetto di riqualificazione per continuare a migliorare l’infrastruttura e rendere più agevole l’attività dei tanti utenti che la frequentano. Il tutto evitando ovviamente di impattare sulla bellezza della riva lacustre e del paesaggio.
Edificato nel 1993 e gestito dall’Apona
Il porto al Crodolo è gestito dall’azienda comunale porto natanti (Apona). Accanto alla struttura, edificata nel 1993, oltre ai normali servizi nautici come una gru, un cantiere nautico, 100 posti barca, ecc., si trovano anche un bar e una piccola spiaggia incustodita a disposizione dei bagnanti. Segnaliamo, a complemento d’informazione, che l’Apona prevede di chiudere l’esercizio 2026 con un utile di 186mila franchi. Il documento contabile (preventivo 2026) è stato accolto nell’ultima seduta di Consiglio comunale.
LOCARNO E VALLI
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2026-01-10T08:00:00.0000000Z
2026-01-10T08:00:00.0000000Z
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