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È l’anno della G’26, esposizione diffusa

Torna la mostra di sculture all’aperto. Le opere di Helidon Xhixha verranno posate a Vira e in altre località attorno al Verbano (Ascona compresa)

Di Serse Forni

Il 2026 in Gambarogno segnerà il ritorno della mostra di sculture all’aperto, una rassegna nata quasi 60 anni fa. Protagonista sarà Helidon Xhixha, con le sue opere in acciaio inox lucidate a specchio, nelle quali si rifletterà il paesaggio lacustre. Tra le novità, la decisione di rendere l’esposizione “diffusa” sul territorio. L’organizzazione è curata dall’associazione Gambarogno-Arte, che è subentrata nel tempo al Circolo di cultura. «L’inaugurazione sarà il 15 maggio e le opere resteranno nelle diverse postazioni fino all’autunno – spiega Waldis Ratti, presidente del comitato promotore –. Per la prima volta ci allarghiamo, andando ben oltre il villaggio di Vira. Due sculture saranno ad Ascona e, oltre ad abbellire il lungolago, fungeranno da richiamo per quelle posate sull’altra sponda del Verbano. In Gambarogno spazieremo nelle varie località. Con una delle opere occuperemo il sagrato della chiesa di Sant’Abbondio; altre due saranno posate nel Parco di Magadino e saranno una delle scenografie per i festeggiamenti dei 200 anni della navigazione sul Lago Maggiore; cinque o sei, infine, costituiranno il corpo centrale della G’26, a Vira. Due lavori di Xhixha saranno posati addirittura nell’acqua, dove sembreranno galleggiare». Il Maggiore fungerà da filo conduttore per l’intera esposizione, regalandole il titolo “Sul lago luccica”. Ma c’è un’altra postazione che potrebbe entrare in linea di conto: «Ci piacerebbe salire in collina, e più precisamente a Vairano, frazione che abbiamo visitato assieme all’artista – prosegue Ratti –. Lassù abbiamo scovato uno dei punti panoramici più belli della regione, dove lo sguardo spazia su tutto il bacino svizzero del Verbano. Una scultura potrebbe trovarvi la giusta collocazione. E ci darebbe la possibilità di pensare a una performance ardita: collegare l’opera di Vairano con quella di Ascona, magari tramite un raggio laser. Una proposta che, tuttavia, è ancora in fase embrionale».

Dialogo tra i grandi gioielli d’acciaio e la bellezza del territorio

“Il progetto di mostra diffusa delle iconiche sculture di Helidon Xhixha si propone come continuazione, dopo qualche anno di pausa, della tradizione intrinseca dell’area del Gambarogno di quel rapporto arte-natura-storia, esplicato nei decenni dalle mostre G di Vira Gambarogno condotte dal professor Edgardo Ratti – precisa Carlo Pizzichini, docente di pittura all’Accademia di belle arti di Brera a Milano, su un primo volantino promozionale della mostra, voluto soprattutto per informare i sostenitori pubblici e privati –. Un patrimonio culturale simile non poteva andare estinto, e, radunate le energie, vediamo proprio in questo progetto una sicura continuazione dei medesimi intenti artistici e culturali di Gambarogno Arte e di coloro che hanno sempre sostenuto gli appuntamenti triennali di quel tempo. Patrimonio artistico visivo che in certi casi è diventato arredo urbano distribuito in tutta la Riviera dell’Arte e che è stato recentemente raccolto in un libro guida. L’unione dei comuni ha suggerito la possibilità di avere Vira Gambarogno come punto storico di riferimento espositivo, ma date proprio l’attrazione visiva, la visibilità, l’interattività delle opere di Xhixha con il pubblico, gli ambienti urbani o agresti, la natura e l’acqua, elemento caro all’Artista, la mostra si disporrà in maniera diffusa, coinvolgendo altri luoghi di fascino intorno al lago e del Gambarogno, avendone identificati alcuni che potrebbero accogliere queste sculture di luce. Il risultato sarà un dialogo continuo, tra questi grandi gioielli d’acciaio, con la bellezza del lago, dei monti, degli edifici storici. Il fascino e l’interattività che nasce spontaneamente tra la scultura di Xhixha e il pubblico, sarà uno dei motivi che inviteranno a visitare il percorso di luce che con G’26 illuminerà il Gambarogno, Vira, Magadino, Sant’Abbondio, Ascona e il Lago Maggiore, attrazione culturale unica e originale, offerta a fianco delle altre eccellenze del territorio”.

Dagli anni Sessanta del secolo scorso il Circolo di cultura del Gambarogno ha proposto manifestazioni culturali e artistiche nella riviera del Gambarogno e oggi l’associazione GambarognoArte si spinge una volta in più verso una di queste imprese. «Nell’anno appena iniziato, a 58 anni dalla prima edizione, una nuova esposizione prenderà vita, riportando l’arte nella sua forma più fisica e visibile della scultura – continua Waldis Ratti –. Per finanziare la mostra sono stati coinvolti i Comuni di Ascona e Gambarogno, l’Organizzazione turistica regionale Lago Maggiore e Valli, la Fondazione cultura del Locarnese e il Cantone Ticino, ma pure ditte e privati. I fondi raccolti finora ci danno la garanzia di poter concretizzare l’evento; manca ancora qualcosa per coprire le spese di promozione. Siamo in attesa delle risposte da diverse fondazioni, che abbiamo interpellato».

Negli anni passati l’associazione GambarognoArte ha portato a termine numerose edizioni della mostra, dando lustro alla regione del Gambarogno, al Locarnese e al Ticino, «soprattutto in un periodo storico come il nostro che potrebbe sembrare culturalmente arido a un occhio poco allenato – conclude l’intervistato –. Le nostre esposizioni hanno attirato curiosi, esperti e appassionati da ogni luogo, dimostrando che c’è ancora spazio per la novità nel mondo dell’arte». Le diverse “G” sono riuscite a legare a doppia mandata la regione sulla sponda sinistra del Verbano ad artisti riconosciuti in tutto il mondo. Tra questi: Santiago Calatrava, Hans Ruedi Giger, Kurt Laurenz Metzler, Ivo Soldini e Sasha Sosno.

LOCARNO E VALLI

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2026-01-12T08:00:00.0000000Z

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