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‘La nuova Elementare non svuota le periferiche’

Lo assicura il capodicastero Renato Bison: con l’Asilo che sarà ampliato ‘risponderà alle eventuali esigenze logistiche delle scuole di Monte Carasso e Gudo’

Di Marino Molinaro

«Attorno a Sementina negli ultimi anni si è consolidata l’idea di un ‘polo scolastico’ capace, in quanto tale, di rispondere se necessario anche a esigenze logistiche dei quartieri vicini. Voglio dirlo chiaramente: non è una scelta per centralizzare gli allievi o svuotare le realtà più piccole e periferiche. L’idea è diversa: dotarci di soluzioni flessibili e lungimiranti, così da poter reagire quando ci sono carenze puntuali, picchi temporanei o necessità specifiche». Il municipale Renato Bison, capodicastero Educazione, cultura, giovani e socialità risponde così a chi, nella parte sud di Bellinzona, teme la chiusura di sezioni o scuole a seguito sia della recente entrata in servizio delle nuove Elementari di Sementina, sia del previsto ampliamento del vicino Asilo presente nel medesimo comparto Ciossetto, sia della revisione e ridistribuzione delle aree scolastiche cittadine che da luglio diventeranno cinque al posto delle attuali sei.

Correva l’anno 2011...

Ma andiamo con ordine. In sordina lo scorso 17 dicembre gli allievi delle Elementari e i docenti hanno lasciato la vetusta sede presente da oltre 50 anni all’incrocio fra via delle Scuole e via al Ticino e preso possesso della nuova e a lungo attesa sede edificata al Ciossetto. Soluzione voluta nel lontano 2011 dall’ex Comune (che aveva stanziato 9,6 milioni) e fatta maturare dalla Città dopo l’aggregazione aggiungendo un credito supplementare di 4 milioni per adeguare il progetto originario alle nuove linee guida didattiche e disposizioni in materia di edilizia scolastica; un’offerta insomma al passo coi tempi con anche l’aggiunta di un centro extrascolastico inizialmente non previsto. I ricorsi poi interposti da una confinante non hanno frenato il Municipio, che ha deciso di avviare e portare a termine il cantiere ritenendo prioritarie le esigenze della collettività scolastica.

Cambiano le zone ma non la logistica

Nel frattempo, a fine 2024, il Consiglio comunale di Bellinzona ha stanziato 4,6 milioni per ampliare il vicino Asilo (salirà da quattro a sei sezioni) anche per soddisfare la fame di spazi della zona Viola visto che le scuole dell’infanzia di Gudo e Monte Carasso non sono strutturalmente ampliabili. Zona Viola che dalla prossima estate muterà nome e territorio: si chiamerà Piano e oltre a Sementina e Gudo includerà Camorino ma non più Monte Carasso attribuito alla zona Fiume con Claro, Preonzo, Gnosca, Gorduno e Carasso. Il cambiamento riguarderà tuttavia esclusivamente la gestione pedagogica e amministrativa delle sedi e non quella logistica e di ripartizione degli alunni, che rimarrà sempre ancorata al fattore ‘vicinanza fisica’ fra quartieri.

Chi va dove e perché

Sempre nell’autunno 2024 il Municipio ipotizzava, una volta potenziato l’Asilo di Sementina, di spostare qui 15-20 bambini di Monte Carasso. Idem per Gudo, ma solo qualora nel quartiere più occidentale di Bellinzona si presentassero deficit spaziali. Qui due anni fa si prevedeva in effetti di ridurre l’offerta da due a una sezione di 25 allievi al massimo, generando dall’anno scolastico 2027-28 una logistica più positiva, considerando anche la prevista riduzione naturale del numero di iscritti. Tuttavia negli ultimi tempi, a causa di temporanei esuberi, vi è stato un flusso inverso, con alcuni bambini di Sementina trasportati quotidianamente col pulmino alla scuola dell’infanzia di Gudo a spese della Città. Sarà ancora così in futuro? Probabilmentre no, grazie appunto al previsto potenziamento dell’Asilo di Sementina. Tra i fattori da considerare vi sono peraltro anche i desideri e le esigenze delle famiglie, specialmente quelle che hanno due o più bambini iscritti nella stessa sede o ordine di scuola.

‘Un volto nuovo al quartiere’

Tornando al 17 dicembre, Bison parla di «momento davvero bello: uno di quegli avvenimenti che sembrano ‘semplici’ ma che in realtà segnano la quotidianità di tante famiglie e danno un volto nuovo al quartiere». In definitiva – e lo sapeva bene l’ex Comune che nella prima tappa aveva realizzato palestra e sala multiuso – le nuove Elementari «sono state pensate per una cosa molto chiara: mettere la scuola nelle condizioni migliori per lavorare bene. Gli spazi sono ampi, pratici, funzionali. Non solo belli, ma organizzati in modo da permettere attività diverse, lavori in gruppo, momenti più tranquilli e anche percorsi didattici differenziati quando serve. Un ambiente che aiuta davvero chi impara e anche chi insegna».

Biblioteca entro la primavera

In linea con la nuova didattica le aule sono state equipaggiate di strumenti che uniscono metodi tradizionali e nuove possibilità digitali: «Ci sono lavagne in ardesia e, integrate, soluzioni interattive che consentono ai docenti di alternare spiegazioni classiche e attività più partecipative. Non è una corsa alla tecnologia, ma un modo per usare strumenti utili, con equilibrio, quando portano valore in classe». Quanto alla biblioteca bisognerà pazientare ancora un po’: è in fase di allestimento e dovrebbe poter diventare operativa a inizio primavera. «Ci tengo molto – sottolinea Renato Bison – perché una biblioteca scolastica non è solo un locale con i libri, ma un luogo che può far nascere curiosità, abitudine alla lettura, voglia di scoprire. E questo, in definitiva, è uno dei regali più importanti che possiamo fare ai bambini».

Extrascolastico e sicurezza stradale

Un’altra novità è ciò che gravita attorno alla scuola, completandola di fatto. Nel comparto c’è infatti anche uno spazio destinato all’extrascolastico: «È un tassello fondamentale: significa aiutare le famiglie nella conciliazione con gli impegni lavorativi, offrire ai ragazzi un contesto educativo anche oltre l’orario delle lezioni, creare una rete di supporto che fa bene a tutta la comunità». Quindi il tema sicurezza: qualcuno transitando in auto sulla cantonale in direzione di Giubiasco si sarà accorto che è ora sorvegliato negli orari d’inizio e fine lezioni anche il passaggio pedonale in corrispondenza del Ciossetto (incrocio con via Pro Grand), oltre a quello con via alle Scuole che porta nella zona abitata est: «In effetti la nuova sede ha richiesto anche una riflessione seria su mobilità e sicurezza. Il fatto che si trovi a ovest di via Al Ticino cambia i flussi quotidiani. Perciò abbiamo rafforzato il controllo e il pattugliamento in alcuni punti sensibili, in particolare agli attraversamenti pedonali. L’obiettivo è rendere il percorso a piedi casa-scuola più sicuro e più tranquillo per bambini e genitori».

L’interesse superiore

In definitiva, il giudizio del capodicastero quasi due mesi dopo il trasloco è positivo: «Da municipale e capodicastero considero la scuola del Ciossetto un progetto che racconta bene cosa significa investire in modo intelligente. Ossia migliorare la qualità degli spazi, sostenere la didattica, rafforzare i servizi e curare la sicurezza. E farlo con uno sguardo pratico: non promesse generiche, ma soluzioni che incidono davvero sulla vita quotidiana». Uno dei motivi che negli ultimi due anni ha indotto l’Esecutivo cittadino a non fermare l’importante cantiere, nonostante un ricorso pendente, riguarda proprio l’interesse superiore: «Quando un quartiere può contare su una sede moderna, accogliente e pensata bene, ne beneficia non solo chi la frequenta ogni giorno – conclude Bison – ma l’intera comunità».

BELLINZONA E VALLI

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2026-02-05T08:00:00.0000000Z

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