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Il campus inizia a rifarsi il look coi primi 12 milioni

Il Consiglio di Stato ha licenziato prima di Natale il messaggio per avviare la prima tappa. In arrivo: nuova Csia, due palestre triple e piscina a otto corsie

Di Nicholas Belli

Il Consiglio di Stato è pronto a cominciare la prima fase (su tre) di progettazione che darà priorità alle strutture sportive – due palestre e piscina – e alla nuova sede della Csia.

È giunta l’ora di passare all’azione. Il Consiglio di Stato (CdS) è deciso a iniziare la progettazione delle prime strutture del nuovo centro scolastico di Trevano. La precedenza sarà data alle strutture sportive e alla nuova sede del Centro scolastico per le industrie artistiche (Csia), la cui costruzione sarà accompagnata da una riqualifica paesaggistica e dalla sostituzione della centrale termica. Questo è quanto si evince dal messaggio dello scorso 17 dicembre destinato al parlamento, all’interno del quale l’Esecutivo avanza alcune esigenze: per iniziare il risanamento del centro scolastico di Trevano servono 12,65 milioni di franchi. Il Dipartimento delle finanze e dell’economia (Dfe) e il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (Decs) ritengono che sia questa la cifra necessaria per la progettazione della prima tappa dell’opera.

Solo per la prima fase 117 milioni

Una risistemazione che, se tutto andrà secondo i piani, sarà conclusa nel 2035. Optando per una suddivisione del progetto in diverse fasi, il CdS si è per il momento limitato a richiedere i fondi per avviare la prima.

Secondo le stime, il costo di questi interventi dovrebbe aggirarsi attorno ai 117 milioni di franchi. Tra questi, una buona parte sarà dedicata allo stabilimento Csia, la cui spesa sarà di circa 65 milioni di franchi. Per lo stabile dedicato allo sport e alla centrale termica ci vorranno 35 milioni, per la riqualifica paesaggistica 12, mentre il prezzo per la preparazione delle sedi transitorie – che permetteranno di colmare le carenze logistiche durante i lavori – sarà di poco superiore a 5 milioni. La decisione del Gran Consiglio è prevista nel corso della primavera. Nello specifico, se il credito dovesse essere approvato, esso sarebbe utilizzato prevalentemente per coprire le spese relative ai concorsi di architettura. I fondi per la realizzazione saranno quindi oggetto di ulteriori richieste. Prima di entrare nel dettaglio del programma urbanistico – che si basa sul Piano di Quartiere allestito dagli architetti Elli Mosayebi e Lars Ruge, affiancati dagli ingegneri Luca Urbani e Manuel Rigozzi – va ricordato l’utilizzo attuale degli stabili che saranno trasformati. A oggi, il comparto scolastico è diviso in tre zone. Nel settore nord, vi è l’edificio che accoglie la scuola media di Canobbio e la Scuola specializzata per le professioni sanitarie e sociali (Sspss), costruito nel 1973, per un totale di 670 studenti. Nel settore centrale, oltre alla piscina coperta e alle sei palestre realizzate nel 1977, troviamo la sede che ospita i 1’500 allievi del Centro Professionale Tecnico (Cpt), risanata nel 2012. Infine, il settore sud comprende i cinque edifici progettati dagli architetti Sergio Pagnamenta e Attilio Marazzi nel 1963 che, fino al 2020, erano utilizzati dal Dipartimento ambiente costruzioni e design della Supsi.

Csia provvisoriamente al Palazzetto delle scienze dal 2028 al 2032

Attualmente, i cinque stabili sono sfruttati solo parzialmente per rispondere all’insufficienza di spazi di cui soffrono alcune scuole professionali – in particolare la Csia e l’Istituto della transizione e del sostegno (Its).

È proprio sull’ultimo settore descritto che si focalizzerà la prima tappa del progetto, prevista tra il 2028 e il 2032, le cui edificazioni saranno rivolte in particolar modo alla Csia. In effetti, il CdS intende trasferire l’intera scuola dall’attuale stabile Vignola a Lugano, ritenuto incapace di rispondere ai bisogni odierni, nel centro scolastico che sorgerà a Trevano. Le aule Csia saranno inserite nel complesso progettato da Pagnamenta e Marazzi, il quale verrà ampliato e sopraelevato facendo attenzione a preservarne le particolarità architetturali. Per quanto riguarda le infrastrutture sportive, esse saranno perlopiù collocate in un singolo stabile. Al suo interno, troveranno posto una sala fitness, due palestre triple e una piscina a otto corsie. Sul tetto verrà realizzato un campo sintetico, mentre sotto la piscina sarà installata la nuova centrale termica, ciò che permette di sottolineare la multifunzionalità dell’edificio. Tutto questo sarà accompagnato da una riqualifica paesaggistica, il cui focus è messo sulla valorizzazione della fontana di Nettuno, la creazione di sentieri pedonali tra gli stabili e il ripristino della vista verso il San Salvatore.

Tre cantieri indipendenti per le tre fasi

I lavori appena descritti implicano la necessità di trasferire temporaneamente le frazioni di Csia e Its che si trovano nel comparto, nonché di pensare a una mensa provvisoria. In merito ai trasferimenti, il CdS propone di spostare la Csia al Palazzetto delle scienze e l’Its nello stabile cantonale in via Ronchetto 14, teoricamente liberi a partire dal 2028. La scelta implica una dipendenza nei confronti degli interventi previsti per questi due edifici, il cui ritardo avrebbe delle conseguenze maggiori sulle tempistiche del progetto di Trevano. Per la cucina e il refettorio, è stata invece ipotizzata una struttura transitoria che recuperi l’apparecchiatura attuale. In un secondo momento, atteso per il 2029, ci si occuperà del settore nord, andando a sostituire la scuola media e le rispettive palestre. L’ultima tappa, prevista tra il 2032 e il 2035, provvederà invece all’edificazione della nuova sede Its e dell’autorimessa sotterranea nel settore centrale. Il progetto si articolerà dunque in tre fasi successive, per le quali saranno avviati dei cantieri indipendenti che permetteranno di distribuire i disagi in momenti e aree diverse.

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