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‘Dimissioni in blocco’ La Lega diventa Udc

Caggiano: ‘Smarrito spirito autentico del movimento e non approvo i modi di Piccaluga’. La replica: ‘Considerazioni smentite dai fatti di molti’

Di Dino Stevanovic

Il municipale Caggiano e le consigliere comunali ora sono democentristi: ‘Il movimento ha perso lo spirito autentico’. Soddisfatto Marchesi. Piccaluga: ‘Continuiamo senza sceneggiate’.

«Basta, da adesso in avanti per noi la Lega è finita». Parole e pensieri di Antonio Caggiano, municipale di Paradiso che con una nota ha comunicato ai media una decisione «maturata negli ultimi giorni», ovvero le dimissioni in blocco di tutti i rappresentanti del movimento di via Monte Boglia e il conseguente passaggio all’Udc, ancora da formalizzare. Con lui lasciano, s’intuisce, le consigliere comunali Ivanka Grgic-Barbaric, Silvana Minoretti e Manuela Murselaj.

‘Sono un leghista della prima ora...’

Una piccola scossa tellurica dunque – il gruppo Lega-Udc-Indipendenti a Paradiso è terza forza politica, dopo il Plr, che domina la scena, e il gruppo PsVerdi-Più Donne –, che nasconde un’insoddisfazione che traspare dalle parole del municipale, alla sua terza legislatura. «Mi considero un leghista della prima ora – ci dice –, sono passati esattamente trent’anni dal 1996, cioè da quando sono stato eletto nel Consiglio comunale di Noranco con la Lega dei Ticinesi. Credo di aver dedicato molto alla politica. A Paradiso, dopo la morte di Gianni Bergomi, la Lega non esisteva più. Io mi sono rimboccato le maniche e ho ricreato un gruppo rieleggendo un municipale. Per la riconoscenza che avevo nei confronti della famiglia Foletti (sindaco a Noranco era Gian Paolo detto ‘Pablo’ Foletti, papà del sindaco di Lugano Michele, ndr), che mi ha lanciato, e nei confronti di Giuliano Bignasca con il quale avevo un bellissimo rapporto, mi sono dato molto da fare. Ma l’ho fatto volentieri: quando ammiri delle persone, fai le cose con passione e dedizione. Ed è stato così fino a poco tempo fa».

‘... ma mi sono sentito poco considerato’

Cosa è cambiato? «Oggi ho 54 anni e certe cose non le concepisco più. Essere incoerenti, dire oggi bianco e domani nero. Ci si è riempiti la bocca negli ultimi anni dicendo che era necessario ascoltare la base, ma poi questo non è stato fatto. In particolare, dopo la morte del Nano, la Lega ha smarrito quello spirito autentico che l’aveva resa un movimento vero e vicino alla gente. Il nostro cantone ha bisogno di competenza e serietà, non di chi cerca visibilità o vantaggi personali. È evidente che il movimento ha ormai superato tutti i partiti che per anni hanno condizionato negativamente la vita politica cantonale». Ma c’è stato un episodio scatenante? Alla base della decisione sembrano esserci ruggini personali e valorizzazioni mancate. «C’è stata una divergenza di vedute tra me e il coordinatore della Lega, Daniele Piccaluga. Io non approvo il suo modo di condurre la Lega. Gli ho spiegato le ragioni. Trovo che il suo modo di agire, di porsi, non sia coerente con la mansione di un coordinatore di un movimento così importante. Mi sono sentito poco considerato. Dopo trent’anni, mi sarei aspettato qualcosa in più dalle nuove leve. Ho dato degli avvertimenti che sono sempre stati snobbati e ora questa divergenza di vedute mi ha fatto capire che forse il mio tempo è passato nella Lega».

‘Ammiro Marchesi e Chiesa’

E anche nella nota, una stoccata sembra essere indirizzata proprio ai volti giovani della Lega, ovvero “chi oggi parla di anima leghista, nel 1996 andava ancora all’asilo”. Ieri sarebbe dunque seguita una seduta straordinaria dei leghisti di Paradiso e “insieme ai vertici Udc Ticino” è stato deciso il passo, che a livello istituzionale non comporta grossi disagi dato che il gruppo nel quale sono stati eletti i quattro raggruppa sia la Lega sia l’Udc. «Ho sempre ammirato il percorso di Piero Marchesi – spiega Caggiano riguardo ai democentristi –, che rispetto, e condivido quello che ha fatto fino a oggi. Stessa cosa per quanto riguarda Marco Chiesa. Penso che siano due politici navigati, con voglia di fare tanto e bene per il nostro cantone e la sua popolazione. Come una volta era la Lega».

Piccaluga: ‘Una telefonata sarebbe stata più elegante e più semplice’

Per quanto sia la Lega sia ora l’Udc a Paradiso siano forze largamente minoritarie, in una legislatura cantonale contrassegnata dagli aspri scontri tra le due forze della destra, la notizia sta facendo rumore. «In politica esiste un fenomeno curioso – ci dice il coordinatore della Lega –: c’è chi dopo trent’anni si accorge all’improvviso che qualcosa non funziona più. Una sorta di risveglio tardivo. Dispiace soprattutto apprenderlo dai giornali: una telefonata sarebbe stata più elegante e anche più semplice. Per il resto, nessun dramma. La Lega non è mai stata il progetto personale di qualcuno, ma un movimento fatto di tante persone e di un’idea chiara di Ticino. Noi continuiamo a fare quello che abbiamo sempre fatto: lavorare per il cantone, con serietà e senza troppe sceneggiate. Le polemiche passano. La Lega resta». Politicamente, in vista delle Cantonali del 2027, è un segnale che vi preoccupa? «Assolutamente no. Le considerazioni espresse nella nota stampa sono smentite da parte di tante persone con i fatti e questo è ciò che conta per noi».

Marchesi: ‘Soddisfatti. Non campagna acquisizioni: avvicinati spontaneamente’

Di tutt’altro segno invece, chiaramente, l’opinione del presidente cantonale dell’Udc. «Certamente è un segnale positivo per noi – commenta Marchesi –. Anche rappresentanti di altri partiti, non solo della Lega ma anche dei partiti storici, si sono avvicinati a noi negli ultimi mesi. In generale siamo sempre alla ricerca di persone che vogliano mettersi a disposizione per la cosa pubblica e per la politica nell’Udc. Pertanto prendiamo atto con soddisfazione della loro volontà di aderire al nostro partito e prossimamente procederemo con i passi formali. È un Comune nel quale non siamo stati sin qui rappresentati e questo ci permetterà di gettare delle basi in vista delle Comunali del 2028». «Non è stata però una campagna acquisizioni – precisa il consigliere nazionale –, sono loro che si sono avvicinati spontaneamente. Sono anche un po’ sorpreso dalla tempistica, avevamo fissato un incontro settimana prossima per parlarne. La comunicazione odierna brucia un po’ le tappe, ma in sostanza nulla cambia».

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2026-04-09T07:00:00.0000000Z

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