Su Gera dibattito sempre più acceso
In Cc a Riviera la maggioranza della Gestione invita a respingere i 900mila franchi per l’urbanizzazione e chiede approfondimenti sull’elettrosmog
Di Fabio Barenco
È sempre più acceso il dibattito in merito al nuovo quartiere Gera previsto a Iragna. Dopo le divisioni emerse all’interno della Commissione dell’edilizia e opere pubbliche, anche la Gestione presenta posizioni in contrasto tra loro: la maggioranza ritiene infatti “opportuno attendere un approfondimento sulla problematica dell’elettrosmog e chiarimenti in merito alla pianificazione territoriale”, raccomandando quindi al Consiglio comunale, riunito lunedì 18, di respingere il credito di 900mila franchi per le opere di urbanizzazione del comparto. La minoranza invece reputa l’investimento “sostenibile, proporzionato e giustificato” e perciò invita ad accoglierlo. Il progetto permetterebbe infatti di “valorizzare un bene comunale, di recuperare i costi d’urbanizzazione attraverso la vendita dei fondi e di generare, secondo le stime municipali, un ricavo straordinario positivo anche nello scenario più prudente”, ovvero di almeno 850mila franchi.
Per quanto riguarda i valori di elettromagnetismo ricordiamo che il Municipio di Riviera ha più volte ribadito che il progetto del quartiere Gera poggia su basi tecniche solide, su un iter procedurale completo e su valutazioni giuridiche pienamente validate dalle autorità competenti. Infatti sia il Consiglio di Stato, sia il Tribunale amministrativo cantonale (Tram) hanno di fatto dato il via libera alla realizzazione di otto case monofamiliari, comprese strade, parcheggi, sottostrutture, un parco e un’area di raccolta rifiuti, ritenendo (in base a dati attendibili) i valori di elettromagnetismo conformi ai limiti – particolarmente restrittivi, secondo il principio di precauzione – imposti dall’Ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (Orni). E questo grazie al fatto che le aree potenzialmente interessate da valori superiori al limite di 1 microtesla sono state escluse dall’edificazione abitativa e destinate unicamente a costruzioni accessorie. Insomma nessuna violazione delle norme di protezione della popolazione. Di conseguenza l’esecutivo ritiene che non sussistano i presupposti per rimettere in discussione le scelte pianificatorie adottate al termine di un iter completo, che ha incluso valutazioni tecniche, consultazioni delle autorità competenti e possibilità di ricorso.
‘Discussioni che contraddicono le sentenze delle nostre istituzioni’
Tuttavia recentemente l’associazione dei Proprietari di immobili attraversati da elettrodotti (Piae) ha commissionato un nuovo studio che “confuterebbe i dati ufficiali considerati sinora”, si legge nel rapporto di minoranza della Gestione. E questo ha innescato spaccature e discussioni su un progetto “che si aspettava da anni e che si immaginava largamente condiviso”. Discussioni che “sono state infarcite da dubbi allarmanti che contraddicono le sentenze delle nostre istituzioni”. La minoranza dei commissari non si capacita di come si possa “buttare alle ortiche un progetto che dal punto di vista pianificatorio rappresenta quanto di meglio si possa chiedere: l’uso parsimonioso e razionale del territorio, seguendo le indicazioni di uno sviluppo centripeto”. Un progetto che può inoltre “contribuire ad attirare, rispettivamente a mantenere, giovani famiglie sul territorio comunale. Ciò presenta un interesse non solo finanziario diretto, ma anche demografico, fiscale e scolastico, in particolare per il mantenimento di un numero sufficiente di allievi presso le scuole elementari di Iragna”. L’obiettivo infatti “era e rimane quello di incrementare l’attrattività residenziale di Iragna, mettendo a disposizione della popolazione terreni edificabili a prezzi contenuti e non speculativi”.
Timori su possibili dezonamenti futuri
Non è di tale opinione la maggioranza della Commissione della Gestione: oltre a richiedere ulteriori approfondimenti sulla questione dell’elettromagnetismo – lo studio commissionato dalla Piae “evidenzia che possono verificarsi superamenti del valore limite di un microtesla previsto per i luoghi con utilizzazione sensibile (abitazioni)”, si legge nel relativo rapporto –, i commissari non sono nemmeno convinti sui prezzi, ritenendo in base a loro calcoli che “difficilmente possano essere considerati attrattivi per famiglie”. La maggioranza dei commissari solleva inoltre anche la questione del sovradimensionamento delle zone edificabili, come aveva anche accennato a ‘laRegione’ il presidente della Piae Elvio Bernardi. Stando alle stime di quest’ultimo, nel Comune di Riviera le riserve edificabili supererebbero ampiamente il fabbisogno previsto per i prossimi quindici anni, situandosi nell’ordine di circa il 300%, quando il limite accettabile, secondo la Legge federale sulla pianificazione del territorio, è del 120%. Il timore è che in futuro sia quindi necessario dezonare con conseguenze finanziarie negative per i proprietari privati. A questo proposito la maggioranza della Gestione ritiene che “in linea teorica, la completa vendita e edificazione dei fondi da parte di nuovi residenti potrebbe risultare neutra o addirittura migliorare tale calcolo. In pratica, tuttavia, fino a quando i terreni non saranno interamente venduti e edificati, questa operazione potrebbe temporaneamente portare degli scompensi ai privati”. In ogni caso i commissari precisano anche “che le informazioni relative al sovradimensionamento sono emerse solo recentemente e non erano ancora consolidate al momento dell’avvio del progetto”.
A decidere se accogliere il credito di 900mila franchi per realizzare il nuovo quartiere Gera sarà dunque il Consiglio comunale che, come detto, si riunirà in seduta il 18 maggio. E il dibattito sarà sicuramente acceso.
BELLINZONA E VALLI
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2026-05-15T07:00:00.0000000Z
2026-05-15T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281633901871406
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