laRegione

Approvato il disavanzo di 2,7 milioni della Città

Il Consuntivo è stato accolto con 46 sì, 5 no e 3 astensioni. Mario Branda: ‘Il Cantone fa orecchie da mercante e scarica alcuni problemi sui Comuni’

Di Fabio Barenco

Luce verde al Consuntivo 2025 della Città di Bellinzona: nella seduta di ieri sera, il Consiglio comunale lo ha infatti accolto con 46 voti favorevoli, 5 contrari e 3 astensioni. In particolare ha fatto discutere la differenza tra quanto preventivato (13,4 milioni di perdita) e l’effettivo risultato ottenuto, ovvero un disavanzo di 2,7 milioni. Un miglioramento dunque di 10,7 milioni che rappresenta un record assoluto per Bellinzona. Se da un lato questo risultato rappresenta un «sollievo», dall’altro questa variazione «esula dalle sfere di competenza dell’esecutivo», ha affermato Michele Egloff (Unità di sinistra), relatore del rapporto della Commissione della gestione, riferendosi alle politiche condotte a livello cantonale che hanno comportato (e comporteranno) maggiori oneri o tagli di contributi. Minori entrate che nel 2025 sono state di circa 7,2 milioni. Una situazione che genera «incertezza, rendendo aleatoria, se non vana, anche la miglior gestione comunale che si possa immaginare». Serve quindi urgentemente «un tavolo negoziale che riesca a scardinare questa situazione perversa». Sulla stessa linea d’onda il sindaco Mario Branda: «Il Cantone fa spesso orecchie da mercante, scaricando in parte i problemi sui Comuni». E «quando ci sono ribaltamenti di oneri, essi scombussolano previsioni fatte anche con molta cura».

Durante il dibattito, Egloff ha sottolineato che «il risultato d’esercizio 2025 consente di mantenere a bilancio un capitale proprio superiore alla soglia dei 60 milioni di franchi». E questo pur avendo investito 25,4 milioni (la strategia comunale prevede infatti un limite di 25 milioni all’anno) in particolare nell’edilizia scolastica e nelle infrastrutture. Secondo la Gestione, la sfida per il futuro è quella di consolidare la presenza sul territorio di persone giuridiche e di attrarre nuove imprese che generano utili. Infatti un maggior gettito fiscale (garantito anche dal costante aumento della popolazione) andrebbe a migliorare il potenziale di autofinanziamento dei crediti d’investimento, innescando una dinamica virtuosa che possa dare stabilità e prospettive di ulteriore sviluppo quantitativo, ma anche qualitativo, al Comune. Resta il fatto che permane «grande preoccupazione» per quanto riguarda le «decisioni unilaterali e non concordate imposte ai Comuni» dal Cantone, così come per le incognite finanziarie derivanti dall’applicazione delle iniziative sui premi di cassa malati, volte a sgravare una parte di cittadini da oneri sempre più pressanti ma che rischiano poi di influire negativamente sulle casse comunali. Infine, per quanto riguarda la sostenibilità finanziaria del Comune, è da un lato stata evidenziata «una gestione oculata e responsabile da parte del Municipio», ma dall’altra – stando alla Gestione – rimane necessaria una riflessione strategica su come contenere la crescita del debito, aumentare la capacità di autofinanziamento, promuovere lo sviluppo economico e affrontare allo stesso tempo le sfide relative alla demografia e ai cambiamenti climatici.

‘Prima di intervenire si analizzano i conti’

Prudenza è stata invocata da Andrea Cereda (Plr) – «i conti restano pur sempre in rosso» – che ha ribadito in ogni caso come sia necessario un tavolo negoziale con il Cantone per cercare di risolvere questa «situazione non più sostenibile». Gli obiettivi sono quelli di «far crescere il gettito fiscale», in particolare delle imprese, e di «difendere il moltiplicatore al 93% o di abbassarlo se le finanze lo permetteranno». Anche Camilla Pedrioli (Centro) ha ritenuto «doveroso un tavolo negoziale con il Cantone». Tuttavia, in un’ottica di stabilizzazione delle finanze sul lungo periodo sarebbe auspicabile – come chiede anche una mozione depositata recentemente – «un piano finanziario con un orizzonte di almeno 4 anni», permettendo così di orientare le scelte politiche in modo consapevole, responsabile e lungimirante. Anche Maura Mossi Nembrini (Avanti/Più Donne/Noce) ha fatto notare che «manca un piano finanziario e quindi un piano delle opere». Da parte sua Lisa Boscolo (Unità di sinistra) ha auspicato «un occhio di riguardo ai servizi» offerti alla cittadinanza in una città in continua crescita. E in questo contesto il Municipio «non sta facendo abbastanza» in particolare per quanto riguarda l’accoglienza di bambini e ragazzi (asili nido, centri extrascolastici e così via). Martino Colombo (Mps) ha invece fatto notare come queste grandi differenze tra preventivi e consuntivi siano ormai diventate quasi un’abitudine. «Un Comune non è un’azienda; dovrebbe investire nel benessere collettivo. Ma anche se il capitale proprio c’è, si preferisce la prudenza contabile». Branda ha in effetti confermato che questi «scostamenti rilevanti prestano il fianco a interrogativi», garantendo però che «non si presentano appositamente conti peggiori» di quello che si pensa potrebbero poi essere a consuntivo. Insomma «prima di intervenire con tagli dolorosi o una politica fiscale più pesante, si analizzeranno in ogni caso i consuntivi».

Sì ai consuntivi degli Enti Musei e Sport

Durante la seduta sono anche stati accolti i consuntivi di due Enti autonomi: quello di Bellinzona Musei con 53 sì e due astensioni e quello di Bellinzona Sport con 43 sì, 8 no e 5 astensioni. Nel primo caso è stato registrato un utile di poco più di 2’900 franchi. Un risultato positivo ottenuto al termine di un periodo complesso, segnato dai lavori di manutenzione straordinaria che negli ultimi anni avevano limitato l’operatività di Villa dei Cedri, portando a una riduzione della programmazione e incidendo negativamente sull’attrattività del museo. In seguito – approfittando del 40esimo anniversario dell’istituzione festeggiato proprio nel 2025 – è però stata proposta una «programmazione ambiziosa, articolata e qualitativamente importante», ha affermato la relatrice per la Gestione Lorenza Röhrenbach (Verdi/Fa). E questo con l’obiettivo di «rilanciare l’immagine e il posizionamento» del museo, considerando che «la sfida principale dei prossimi anni sarà proprio quella di recuperare la fiducia e l’interesse». Insomma, una programmazione intensa e diversificata è ritenuta una condizione indispensabile per aumentare la frequentazione del Museo e consolidarne la presenza nella vita cittadina. In questo contesto sarà «fondamentale incentivare ulteriormente le collaborazioni con le scuole del Bellinzonese e dell’intero cantone» e puntare sempre di più sugli eventi privati, che sono nel frattempo aumentati. Per quanto riguarda Bellinzona Sport – che ha chiuso il 2025 con 2’716 franchi di disavanzo – in Commissione della gestione – relatore Patrick Rusconi (Plr) – è stato auspicato un miglioramento per quanto riguarda i costi energetici (137mila franchi in più rispetto a quanto preventivato), così come una migliore gestione e comunicazione per quanto riguarda il Bagno pubblico.

Emilio Scossa-Baggi nuovo presidente

Da segnalare che la seduta si è aperta con la nomina del nuovo Ufficio presidenziale. Emilio Scossa-Baggi (Centro) è diventato il primo cittadino di Bellinzona, succedendo a Martina Malacrida Nembrini (Unità di sinistra). Vicepresidente è stata nominata Manuela Genetelli (Lega/Udc).

BELLINZONA E VALLI

it-ch

2026-06-16T07:00:00.0000000Z

2026-06-16T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281633901936497

Regiopress SA